un male

Tante volte si sente parlare di criminalità, di crisi economiche e politiche, di guerre… fra le tante piaghe se ne dimentica una che si confonde generalmente con la depressione… la bulimia.

Riempirsi di cibo per colmare un vuoto che in realtà sta al di sopra del nostro stomaco, cioè nel nostro cuore!

Non si dovrebbe parlare di quale sia LA causa, ma bensì, si dovrebbe parlare di quante siano le cause… non se ne parla mai abbastanza.

Quando ho dovuto affrontare il mio personale lutto, mi sono buttato sul lavoro e sulla possibilità di avere un lavoro tutto mio che mi piaceva molto di più… ma travolto da un mondo ingiusto e infinitamente più grande di me, ho capitolato.

Per mio carattere non riesco ad accettare le sconfitte.

E quando la stanchezza viene sostituita dal senso di sconfitta, ci si sente tremendamente soli. E vuoti. E non si fa più niente, neanche cercare lavoro, uscire di casa, persino fischiettare un motivetto/tormentone.

Stanchezza, senso di sconfitta, perdita dell’autostima, solitudine, non riuscire a dare un nuovo senso alla propria vita, rassegnazione… ecco cosa genera questo immenso ed incolmabile vuoto.

L’ho conosciuto anch’io e ne sento ancora degli strascichi, e mangiavo sonnambulo e vomitavo sonnambulo e ingrassavo – anche non sonnambulo – di 40 e passa Kg.

Per uscirne è dovuto passare molto tempo… ed è stato il merito di una lettura…

Non mi hanno colpito le idee espresse in quel libro, ma come sono state espresse: non riuscivo a staccare i miei occhi da quelle pagine che scorrevano veloci l’una dopo l’altra come una tirata di sigaretta, avevo quasi l’impressione che Oriana Fallaci, fosse lì a parlarmi a 4 occhi ed ero impressionato dall’espressività di questa donna di 76 anni (era la primavera del 2006) che si definiva una “fuoriuscita” e che non vedeva la differenza fra l’esiliarsi nella campagna toscana e l’esiliarsi nella più grande metropoli nordamericana…”il senso di solitudine era comunque uguale. Il senso di sconfitta, pure”.

Ma nonostante fossero presenti la solitudine ed il senso di sconfitta e la stanchezza di chi parla a chi non vuol sentire… la sua espressività era talmente forte da scuotermi violentemente dal mio torpore incuriosendomi con i suoi cenni autobiografici… l’adolescenza passata da partigiana a Firenze… la giovinezza a contatto con gli orrori della guerra del Vietnam… i veleni e le ingiustizie subite per il suo lavoro e per la sua fama da gente senza talento e piena di invidia… eppure lei era lì, a 75 anni a dire che la vita è “il miracolo dei miracoli” mentre io mi sentivo, a 22/23 anni, uno sconfitto dalla vita.

Leggendo poi gli altri due libri della sua famosa “trilogia”, ho letto tanti suoi aneddoti e cenni autobiografici (ed erano quelli che mi interessavano più di ogni altra cosa!)… come il “matrimonio a scadenza” a Qom, o dei due gay che lei ospitò per alcuni anni in una piccola dependance perché sfrattati… perché gay, o dell’amarezza di non aver potuto avere figli, o ancora, del dolore per aver perso il suo uomo, e di tutti i veleni che a dovuto sopportare come la polemica sulla sua presunta responsabilità (macchina difettosa, si disse) o ancora della vicenda dell’anello messo nella bara e poi scomparso (vicenda per cui lei poi non ha più voluto mettere piede in Grecia) e… insomma. Una vita ben più diversa e molto più difficile e crudele della mia.

Questo immenso vuoto aveva un limite definito… grazie a queste letture son riuscito a individuare questi limiti… e ricominciai pian piano a smuovermi fino a quando nell’estate del 2007…ma questa è un’altra storia.

A tutti voi, bulimici… fratelli… che siete lì fuori, che vi giunga questo messaggio… NON È FINITA FINCHÉ NON È FINITA!!!

E FINCHÉ RESPIRATE, NON È MAI FINITA!!!

Quel vuoto non tentale di riempirlo col cibo! Non serve a niente, anzi vi fate solo del male! Fate qualcosa di più costruttivo, magari ascoltare musica, come avevo ricominciato io…

 

      

E oltre alla musica, badate anche al testo di queste canzoni!!!

Rifletteteci, credeteci, e soprattutto… agite!Non lasciate che questo male, che nessun male vi vinca! NON È FINITA, FINCHÉ NON È FINITA!!! E FINCHÉ RESPIRATE………

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One thought on “un male

  1. ho letto questo libro è molto bello e capisco che ti abbia aiutato molto a volte dove non bastano le parole la lettura riesce a comunicarci emozioni molto forti buon anno caro francesco con l augurio che il 2009 ti porti tutta la felicità che meriti un abbraccio

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