un incubo lungo quasi 10 anni…

Tutto comincia in un villaggio, le case sono basse, fatte di pietre con tetti in legno e paglia (o frasche secche) impastate ad una strana argilla, non sono molto vicine, e mi sorprendo che non ci siano mura di cinta, tutto è aperto… sentivo quel luogo come molto familiare, ma sentivo qualcosa di pesante che mi penzolava dal lato sinistro e batteva con la mia gamba, ma non riuscivo a vedere cos’era, anzi non ci vedevo affatto niente… le strade, o meglio gli spazi tra le case erano fatte in parte di terra battuta, e delle pietre delimitavano le varie aree dei giardini, dove oltre a esserci piccoli orticelli, vi erano anche dei piccoli recinti con alcune pecore, galline e polli giravano indisturbati per la strada in terra battuta. C’erano anche dei carri pieni di qualcosa nascosto da un telo, forse pronti a partire o forse appena arrivati… non erano legati a niente.

Mentre camminavo, qualcosa comincia a inquietarmi… mentre tutte queste cose che vedevo erano nitidissime, le persone sembrano non aver consistenza, quasi fossero fatte di fumo anziché di carne e ossa (perché?). Non le vedo perché non sono nitide, Sono fumose e offuscate.

L’ambiente intorno a me è aspro, meglio, non è il pendio di una collina, ma sono dei terrazzamenti, dei piccoli altipiani.

Passo dal primo gruppetto di case al secondo salendo una stradina in salita non molto pendente, infatti ci sono dei campi coltivati da poco, e li vedo un uomo che passa l’aratro con i buoi, ma mentre gli animali e l’aratro (di legno, arcaico cioè senza ruota) sono nitidissimi, invece il contadino sembra intangibile e fumoso.

Il secondo gruppetto di case è quasi uguale al primo, e quando sono quasi al centro di quel gruppetto di case, sento animali inquieti e poco dopo un terremoto comincia a scuotere tutto, tutti spaventati corrono verso le colline, e sento anche le loro urla, anch’io corro insieme a loro, ma cominciano a spintonarmi, e mi accorgo di una cosa strana, mi vedo i vestiti quotidiani addosso (jeans, maglietta) ma non sento quelli come veri vestiti, infatti dopo uno di questi spintonamenti urto un legno e toccandomi poco sotto il ginocchio, sento di toccare la mia pelle sanguinante e non i jeans che mi vedo addosso. Quindi corro insieme a queste persone verso un’altura in cima alla collina che stiamo tutti nervosamente risalendo e una volta giunti lì ci accorgiamo che il terremoto è finito.

L’altura in cima ha degli edifici in pietra e marmo, sembrano templi greci, ma le colonne sono coperte dall’edera. L’edera è dappertutto e soffoca ogni cosa. Istintivamente con la mano sinistra afferro qualcosa che non riesco a vedere, sembra essere un tubo o un’impugnatura, è sul mio lato sinistro, è quella cosa che non riesco a vedere ma che sento pendere e battere sulla mia gamba.

Mentre le persone si calmano ricomincia il terremoto, ancora più violento, tutti veniamo sbalzati in aria, uno dei templi piccoli, crolla, mentre dal tempio grande cade una colonna dal lato frontale e spezzandosi in alcuni tronconi, colpisce alcune persone. Finito lo scossone, alcune persone mi impediscono di aiutare i feriti, anzi non mi fanno neanche avvicinare, comincio ad arrabbiarmi.

Appare una donna che è l’unico essere umano che vedo bene, tangibile, nitida, ha una tunica bianca, un cordonico marrone chiaro, o forse verde cinta alla vita. ed è di spalle, con le braccia alzate, urla qualcosa con un tono di voce neutro (non è agitata o arrabbiata), per un secondo mi sembra di vedere una clessidra ma senza la sabbia. Urla cose che non riesco a comprendere e un’ira comincia a farmi bollire il sangue, perché sento che urla qualcosa che riguarda me, forse una sorta di accusa che sento ingiusta. Siamo tutti davanti ad un templio secondario, non è molto grande.

Questa donna ha una voce bellissima, solenne, non capisco niente di quello che grida, non riesco, anzi non posso vederla in volto, nessuno può. Ha dei capelli rossi, leggeri, lisci e lunghi, ad un tratto questi capelli si appesantiscono come se si fossero bagnati e delle gocce rosse cominciano a sporcare la sua tunica bianca.

Mi colpisce molto la sua tunica, è bianchissima, candida, talmente bianca che sembra emanare luce propria.

È così bianca che noto subito cadere dai suoi capelli le goccioline rosse, è sangue, e non so perchè, ma so che non è il suo.

(Sembra esserci una distanza di circa 3 o 4 metri fra me e lei, ma noto subito quelle macchioline, il mio umore è seccato, sono seccato, arrabbiato.) La luce dentro quel templio si spegne e la donna urla ancora più forte ed è molto agitata e arrabbiata, furiosa.

Appena lei finisce di gridare, mi guardo attorno, 5 o 6 persone sono disposte in cerchio attorno a me e cominciano a farsi minacciose (continuo a vederle fumose, non nitide), appena una mi assalta, con la mano sinistra estraggo una spada (che continuavo ad impugnare già da prima), non è lunga come quelle del medioevo, ma poco più corta, come quelle molto antiche, come quelle che vedevo sui libri di storia. non capisco neanch’io perché la uso con la sinistra e mi stupisco ancora di più nel constatare quanto sono bravo nell’usarla. Nasce una lotta. (A mente fredda ragiono di quanto è irrazionale: se estraggo qualcosa dal mio fianco sinistro, che tende al basso e mi tocca la gamba, dovrei estrarla con la mano destra, giusto? Sarebbe molto scomodo farlo con la mano sinistra, eppure lo faccio anche velocemente.)

Ma la stanchezza comincia a sopraffarmi e comincio a sentire che vicino a me, da qualche parte, qualcuno sta aiutandomi… ma come non lo so. (In quel momento.)

Ad un tratto qualcuno da dietro mi stacca di netto il braccio sinistro, me lo taglia con la sua spada, lo vedo anche cadere a terra, e mentre dolorante cerco di prendere con la mano destra la mia spada, vedo la punta di una freccia trapassare l’uomo che mi ha tagliato il braccio. Sono ancora a terra e ho preso la mia spada con la mano destra, per terra sento di essermi bagnato è sangue, il sangue delle persone morte a causa di quella donna. Ebbene lei è davanti a me e comincia a ridere fragorosamente, ma continuo a non riuscire a vedere il suo volto, c’è un’altra scossa di terremoto che apre una voragine sotto i miei piedi, ci cado dentro e si richiude sopra di me. L’ultima cosa che sento prima di morire, immobilizzato da quell’ammasso di terra fredda e umida, sono i vermi che cercano di entrarmi sotto la pelle (e ci riescono) e la risata di quella donna.

………………………………

Da 4 anni e mezzo a questa parte, a volte riprendo sonno e ricomincio l’incubo dal punto in cui stavo lottando.

Sono un’altra persona sono un ragazzo poco vestito e scalzo, e uso arco e frecce. Dopo aver colpito uno che mi ha staccato il braccio sinistro (ovvero l’ha staccato all’altro me stesso, quello con la spada), tre persone mi accerchiano ed uno di questi mi disarma venendomi alle spalle. Con una pietra ne ammazzo uno e prendo la sua lancia. Uccido gli altri due. La lancia è corta e anche questa la uso con la mano sinistra (in realtà ero ambidestro fino a quando mi sono rotto il polso sinistro alla fine del 2004) sento l’ultima scossa di terremoto e mi vedo, lì per terra (mi vedo come una terza persona) ferito e mutilato, cadere nella voragine.

Corro e uccido i tre uomini (anche qui, tutte le persone non le vedo nitidamente) e la donna mi dà una manata e mi sbatte contro un muretto basso, e mi viene incontro. Lei è nitidissima, e adesso riesco a vedere il suo volto. Ha la pelle liscia e chiara, ma ha solo una bocca con delle labbra molto molto sottili, e gli occhi molto grandi, di colore gialli. Sono orribilato e spaventato, è un volto semplice ma orribile. Mi si avvicina, ma di sorpresa la trafiggo con una lancia corta, la sviscero e poi infierisco fino ad essere sicuro d’averla uccisa.

A questo punto corro nel punto dove son caduto dentro la voragine e comincio a scavare con le mie mani ma comincio a non vedere più niente perché piango (senso di colpa?). Batto dei pugni a terra e sono disperato e pian piano mi allontano andando verso l’alto e vedendomi (ho dei capelli molto corti, castani chiari) disperato piangere accasciato a terra.

Adesso c’è anche il seguito di questo incubo, ma non è cosi macchinoso… … (continua con il prossimo post)

Annunci

One thought on “un incubo lungo quasi 10 anni…

  1. dovresti chiedere il significato, i sogni ricorrenti nascondono sempre qualcosa del nostro inconscio, molto complesso come incubo, davvero. ciao un abbraccio e vuoi un consiglio? fatti una tisana la sera, magari dormi sereno e non si ripresentano gli incubi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...