Tempesta su Washington

Questo potrebbe essere nominato “il week end delle recensioni dei film in bianco e nero”… un pò troppo lungo come nome, eh?

Il film prende a modello molti personaggi della società reale e si pone il compito di illustrare “cosa è” la politica in realtà… ci vedo un tentativo di denuncia in questo film, anche se molto velato. (Erano pur sempre gli inizi degli anni ’60, in piena era Kennedy!)

Il presidente degli Stati Uniti (malaticcio, ricorda tanto il buon vecchio F. D. Roosevelt) nomina un nuovo Segretario di Stato (cioè Ministro degli Esteri), carica rimasta vacante per chissà quale motivo. Ma il senato deve ratificare questa nomina con un voto. Si insidia – per prendere tempo ed evitare franchi tiratori capitanati dal senatore anziano del Sud Carolina (a ricordo del senatore McCarthy) – una sottocommissione per verificare che il candidato Segretario, Robert Leffingwell/Henry Fonda, sia adatto a quella carica visto che su di lui c’è il sospetto che sia un comunista. Un errore di gioventù si può pagare caro. Effettivamente in passato, ha avuto a che fare con i comunisti, ma se ne allontanò subito. Tuttavia, cercò di mettere sotto il tappeto tutto ciò con alcuni piccoli (e quasi innocenti) intrighi, tuttavia questi intrighi vengono scoperti dal vecchio senatore del Sud Carolina prima, e poi, per confessione diretta, al presidente della sottocommissione.
La cosa sta rischia di venire a galla pubblicamente ed il capo della sottocommissione cerca di prendere tempo, ma nella rete di intrighi ed intrallazzi, cade anche lui. Infatti, viene ricattato da un senatore giovane e arrampicatore sociale, che non viene neanche scoperto, ma poi sospettato del ricatto. Il presidente di questa sottocommissione, spoasto e con una figlia… ha avuto una relazione omosessuale – dieci anni prima – durante il servizio militare e prima ancora di conoscere la moglie. Mentre tenta di porre rimedio, in una nevrosi sempre più insostenibile, decide poi di togliersi la vita tagliandosi le vene.
A questo punto, si passa alla votazione in senato di questa nomina, e mentre si svolge, il Presidente degli Stati Uniti muore (l’avevo detto che ricordava il buon vecchio Roosevelt!!!) e quando la votazione è finita, con un colpo di scena, il Vicepresidente – (che negli Stati Uniti fa anche da Presidente del Senato) constatata la parità di voti, rinuncia a votare (il suo voto in questi casi vale doppio) e da la notizia della morte del Presidente, prendendo le funzioni di quest’ultimo come costituzione prevede.

A questo punto finisce questo film, un pò noioso ma mica poi tanto. Specchio della società americana di quegli anni, comincia a far vedere la politica sotto un altro punto di vista, molto meno retorico e comunque anche molto pudico, infatti non si vedono scene “cruente” tipo baci gay, corpi nudi, polsi tagliati, gente collassata a terra.

Giudizio: Specchio di quegli anni, ha un cast davvero bravo e funzionale. Un pò noioso forse, ma fatto davvero bene. Pellicola di film Pellicola di film Pellicola di film

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