la mia prima vacanza all’estero

Non ci credevo nemmeno io…

…il 18 giugno 2011, all’aereoporto di Bologna – Borgo Panigale,  prendevo il primo dei due aerei di linea tedesca… destinazione finale: AMSTERDAM!!!

Il primo aereo mi ha portato a Monaco di Baviera… l’aereoporto più grande che abbia mai visto… sembrava una cittadina… perfetto, non una carta per terra o un giornale abbandonato chissaddove… ai voja la perfezione tedesca mi ha conquistato… ma quelli che autocritica… ma lasciamo perdere. Il secondo aereo mi ha portato ad Amsterdam dove sceso dall’aereo ho notato una folla di hostess della KLM in divisa azzurro-chiara che montano i fianchi molto di più delle gonne Air-France o Alitalia. A dispetto di due anni fa, ero lucido e con meno paura a bordo dell’aereo.

Quante cose mi hanno colpito, e quante foto che ho fatto… circa 400… e devo ancora pulirle, eliminare quelle uscite male, stampare quelle più belle per farne un album… e quindi ecco i pensieri e le cose che più mi hanno colpito di questa vacanza:

1 – la luce del sole in estate si intravede fino alle 23 passate… e quando me ne sono accorto, credevo che il mio orologio si fosse rotto,  di conseguenza gli orari dei pasti sono diversissimi da quelli nostrani… colazione con uova, caffè (moooolto lungo)(annacquato), e fette di pane imburrate con formaggio… alle 12 pranzo, in genere un piatto unico con verdure e uova o omelette ( o uova sbattute) con formaggio e prosciutto (o pancetta) e poi la cena, una vera signora cena… alle 18! Massimo alle 19!!! Alle 20 nei ristoranti ci sono solo gli stranieri!

2 – I trasporti pubblici non hanno vistosi cartelli pubblicitari e ci sono biglietti di viaggio elettronici a consumo… si passa la tessera con il chip quando si sale e poi di nuovo quando si scende… puliti, ma così puliti che quasi mi aspettavo di vedere uno zerbino da qualche parte!

3 – Le chiese luterane sono molto semplici quanto ad arredi sacri… e una cosa particolare che mi ha colpito è la presenza dello stemma della città sulle chiese e non viceversa (quanti Santi negli stemmi dei comuni italiani…), in una di queste, la Noorderkerk (la chiesa del nord) vi si stava tenendo un concerto di pianoforte… musica laica, non sacra, al di fuori degli orari della messa e alla fine di questo concerto, erano stati tirati fuori dei tavoli e uniti, apparecchiati e con sopra caffè, biscotti, brioche, succi d’arancia… insomma era un brunch. Chi voleva parteciparvi, dava un’offerta libera (non meno di 2 €) che andava al mantenimento della chiesa stessa. Mica c’hanno l’8×1000 anche lì!!!

4 – Fuori da quella stessa chiesa c’era un mercatino delle pulci, la cosa più curiosa è stata vedere che tutte le bancarelle erano a disposizione di chi vendeva, cioè: chi vende, paga una licenza al comune, ed il comune, oltre a dargli lo spazio, gli da anche la bancarella, che a inizio giornata viene montata da appositi operai del comune. A fine giornata, gli stessi vengono a smontare il tutto.

5 – Ho allenato bene il mio senso d’orientamento: se andiamo in una città nuova, per orientarci, ci viene facile memorizzare monumenti, stazioni, e soprattutto, le chiese. Ora, in olandese i nomi delle strade sono massacranti… finiscono tutti con “straat”… io – complice l’ispettore Derrick – quando chiedevo informazioni, la strada la finivo con “straasse”!!! Le piazze finiscono in “plein” e le chiese in “keerk”… orientarmi con le chiese è stato quanto di più facile ad Amsterdam: le principali chiese hanno nomi di punti cardinali, la chiesa vecchia (Oudekeerk) è in mezzo al quartiere a luci rosse (ed i pastori protestanti non hanno il voto di astinenza)(mi sa che quel pastore di quella chiesa, c’ha la tessera fedeltà dalle donnine in vetrina!!!), la chiesa nuova (Neuekeerk) è sulla via principale con i negozi (nonchè accanto al palazzo reale), la chiesa del nord (Noorderkeerk) è a nord vicino la stazione centrale, e via di seguito. Orientarsi vedendo i segnali che indicavano le chiese ai turisti è stato un gioco da bambini!

5 bis – Le piazze davanti alle chiese, che ospitano i mercati finiscono il loro nome con “markt” anzichè con “plein”!

6 – La chiesa più interessante è stata quella dell’ovest. La Westerkeerk ha un campanile bellissimo, con carillon, alto circa 85 metri (pendente) ed è sormontato da una bellissima corona imperiale (leggendo la guida, ho scoperto che quella è una corona asburgica… dono di Massimiliano d’Austria nel 1489), ed è la stessa presente sullo stemma della città!
A due passi dalla chiesa, c’è la casa di Anna Frank: l’unico museo che resta aperto anche dopo le 17… e non fatico a trovare il perchè… appena apre la mattina c’ha una fila che non finisce mai!!! (E nella fila, un buon 40-50% sono tutti italiani!!!)(“Nun ve reggo in fila in patria, ve devo reggè in fila qui???!!!”) Ecco il perchè non son riuscito a visitarla.

7 – Oltre alla casa di Anna Frank, e a quella di Cartesio, proprio dietro alla chiesa c’è il monumento agli omosessuali. E a pochi metri, un “pink point”, un ufficio informazioni turistiche, nonchè vendita souvenir, orgogliosamente gay. Orgogliosamente. Ho comprato una patacchetta magnetica con la foto dall’alto del monumento e una bandiera arcobaleno che qui in Italia è difficile da trovare. (Ecco perchè ho sottolineato e ripetuto “orgogliosamente”!)
Il monumento non è piazzato a caso… consiste in tre triangoli di marmo rosa, i cui contorni (strisciotti di marmo) si uniscono formando un altro triangolo grande che racchiude tutti e tre. Uno rappresenta il passato, ed infatti un vertice punta in direzione della casa di Anna Frank, con inciso sopra la frase “un infinito desiderio di amicizia”… un altro triangolo, che dà sul canale rappresenta il presente, ed il vertice che sta sull’acqua, indica il monumento nazionale, in piazza Dam (che si trova di fronte al palazzo reale), mentre il terzo triangolo rialzato dal livello stradale di circa un metro, rappresenta il futuro, ed un suo vertice indica la sede dell’organizzazione gay e lesbica olandese.
Mentre facevo le fotografie di questo monumento mi ha colpito la sensibilità di tre giovani olandesi che vedenomi fotografare quest’ultimo triangolo, non solo si sono alzati per farmi fotografare il monumento completo, ma due hanno spostato anche le loro bici e la terza ha fermato due persone che camminando mi sarebbero passate davanti mentre facevo la foto. In Italia questo non sarebbe successo affatto, anzi…
Il tipo che lavorava al pink point mi ha fornito un sacco di informazioni, e mi disse che quella mattina c’erano stati altri italiani che erano passati di là… disse che sembravano aver paura… ed io vi confesso, che ripensandoci, mi stavo mettendo quasi a piangere. E mi son detto “ma come diamine siamo ridotti?”

8 – Adoro i pub olandesi!!! La gente attacca bottone fra una birra e l’altra, e appena capiscono che sei turista, parlano in inglese per coinvolgerti! Mi è successo tutte e 4 le volte che ci sono entrato (sempre in pub diversi) e pazienza se 3 volte su 4, appena dicevano che ero italiano, mi nominavano due politici col cognome che comincia per “B” e poi dicevano “bungabunga”… la 4a volta, una donna mi disse altre 3 parole… “spaghetti, tagliatelle, vino”… stavo per baciarla in bocca…. e meno male che sono gay!!!
In quest’ultimo pub, eravamo tutti stretti come sardine, una mano col boccale di birra media (che costava 2,50 €) e l’altra mano sulla spalla di qualche sconosciuto, a cantare canzoni olandesi da taverna… non capivo una parola ma notai altri due stranieri, certamente europei… quando non sapevano le parole, si ammutolivano, io invece  – e qui si vedeva che sono italiano – continuavo facendo “lalalalalala”… la canzone ve la propongo qui…

…già dal ritmo si sente che è una canzone allegra, da osteria, e a parte la parola “Amsterdam” non capivo nulla!
Me l’hanno tradotta come un inno alla serenità, alla gioia, al cantare e ballare lieti e felici per strada. Vuoi mettere noialtri, che nun volemo pagà l’oste perchè… “ner vino c’ha messo l’acqua… e nui je diimooo, e nui je faaamooo…”

9 – I negozi di souvenir vendono zoccoli di legno di tutte le misure. Li ho anche provati, e Zeus, quanto sono scomodi!!! Ma come dice mia zia – che è un suo modo di dire, ma che in questo caso mi calzava meglio degli zoccoli di legno che ho provato – “ma come fai ad andare in Olanda e a non portarmi un paio di zoccoli di legno?!” Ed infatti ho optato per una soluzione intermedia… mi sono comprato le cibattone invernali… a forma di zoccolo olandese… e come colore ho scelto quelle rosse… Dorothy e Benny 16, fateve da parte!!!

10 – Di tutti i posti che ho visitato, brevemente, alcuni mi rimangono impressi nella memoria in maniera particolare… i mulini a vento della ridotta dello Zaan a circa un’oretta di treno dalla capitale… ho visitato il “mulino del gatto”…

…il mulino, ancora in attività produce colori seguendo i metodi antichi… ed è stato davvero bello poterlo visitare mentre era in piena attività… fare foto, salire fino a quasi in cima, ammirare i suoi prodotti, e vedere anche li, al secondo piano, una piccola esposizione temporanea di quadri….
Il museo Van Gogh… da fuori sembrava più piccolo invece… e con le audioguide, in lingua italiana, il pewrcorso ha ricostruito in maniera perfetta e non pesante, tutta la vita del celebre pittore. Non un visionario, un pazzo, un masochista, come veniva così “licenziato” da una mia vecchia prof di storia dell’arte alle scuole medie, ma un uomo piuttosto complesso che autodidatta ha sperimentato la pittura per
una vita intera, e ha vissuto nonostante tutto mostrando le emozioni di cui noi umani siamo capaci, in tutti i suoi colori.
La chiesa di “buon Dio in soffitta” era una chiesa clandestina sorta quando i culti cattolici vennero messi fuorilegge a seguito dei trattati di Utretch… tre case unite per praticare il culto in maniera semiclandestina (era un esempio di quella tolleranza divenuta poi proverbiale) dal 1663 al 1887, quando rientrati nella legalità, inaugurarono la chiesa (cattolica) di San Nicola.
I parchi di Amsterdam sono bellissimi, sia il parco dell’ovest (Westerpark), vicino alla stazione centrale con le sue fattorie, che il Vondelpark con i suoi canali. I canali – sia nei parchi che in pieno centro cittadino – sono bellissimi, sia di giorno che illuminati la sera, e che emozione dare da mangiare pezzetti di pane a cigni e anatre… pensare che da noi certi sindaci ti multano a dare quattro briciole ai piccioni!

Il palazzo reale – Koninkljik Paleis – è nato come municipio (daltronde l’Olanda era una repubblica)… imponente, maestoso, ma semplice, non elaborato come Versailles o come Buckingham Palace, ma esprime comunque l’importanza che questa nazione e questa capitale rivestivano in un passato ormai lontano – niente niente aveva un impero coloniale – con la statua di Atlante che regge la volta celeste sulle sue spalle, e dall’altra parte, piazza Dam ed il monumento nazionale che rappresenta l’umanità sofferente sotto il peso della guerra. (E loro, che peggio di noi, hanno subìto l’invasione nazista lo sanno bene, tanto che hanno un grandissimo museo della Resistenza.) Peccato che il palazzo fosse chiuso per lavori. Da sottolineare che non è la residenza ma “l’ufficio” della sovrana.

10 (ed ultimo) – La creatività è una grandissima capacità che noi in Italia sottosviluppiamo… ho trovato Marge Simpson su un balcone insieme a Lisa e Maggie, Superman alla finestra, gatti appessi al secondo o terzo piano degli edifici, gente che abita al piano terra senza inferriate esagerate e senza tende che ti saluta quando passi davanti alla loro finestra mentre loro cenano, perfetti sconosciuti che attaccano bottone mentre cammini nel parco come se ti conoscessero da sempre, piccole fattorie con tanto di orticello e animali nei parchi, bandiere messe con l’asta sopra le finestre delle case con uno zainetto appeso (segnale che un ragazzino stava studiando per gli esami di scuola), uffici postali trasformati in grandiosi centri commercialin a due passi dal palazzo reale, impianti industriali riconvertiti in parchi o spazi per tutti, gay che camminavano per mano alla luce del sole senza nessuno che rompesse le palle, una donna con il bimbetto di 4 o 5 anni che passa per il distretto a luci rosse con la borsa della spesa e la donnina in vetrina che saluta il bimbetto, case galleggianti con giardino, una piccola osteria che serve pancake e similari in un microspazio (6 clienti per volta) con la bandiera rainbow alla finestra, foto ufficiali e solenni della regina Beatrice alle pareti, e tante teiere appese alla soffitta, e infine Homer Simpson col boccale di Amstel Bier in mano che ti invita con un cartello ad entrare in un pub… e tutto questo senza farmi una canna!
(Che fra l’altro lì è pure legale!!!)
(Ma cerco di smettere di fumare le sigarette normali e me vado a fare una canna??? ma daje!!!)


(ho tradotto il titolo: “Dammi Amsterdam”)(Ma davvero!!!)

Si, mi ci voleva proprio una vacanza all’estero, che fosse davvero una vacanza e non qualcos’altro… e spero di tornare un’altra estate a visitare Amsterdam e i musei e i posti che mi mancano… e per l’anno prossimo ho già deciso… andrò di nuovo all’estero devo solo scegliere la destinazione. Avrei dovuto farlo tempo fa… 🙂

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2 thoughts on “la mia prima vacanza all’estero

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