Una brutta settimana

Questa domenica ho perso un pomeriggio per un appuntamento mancato a Modena.
Ho girato per la città estense e mi sono imbattuto in tre mostre… le ho girate e in una di queste c’era uno schermo sintonizzato su una rete all news… e a guardare quelle immagini mi sono sentito due mattoni cadermi sulla testa.
Aspettando il treno prima, e sul treno poi, non ho rimuginato molto sull’ennesimo bidone che mi son beccato, ma su due “eventi” della settimana, che mi hanno fatto sudare freddo e soffrire. Ci sto soffrendo ancora adesso.
Soffro per Genova.
Soffro per la Grecia.

Il 4 novembre è in genere associato al giorno in cui l’Impero Austro-ungarico, nel lontano 1918, chiese l’armistizio all’allora “Regno d’Italia” e col sacrificio di tanti soldati (di cui un mio bisnonno), i Savoia estesero il “loro” regno fino alla Venezia Giulia e al territorio di Trento e Bolzano. Mentre appunto scrivevo due appunti su questo anniversario, avevo acceso il televisore ed un’edizione straordinaria del tg, mi ha informato dell’esondazione e dell’alluvione di Genova… mi è preso un colpo a vedere quelle immagini…


(sono 13 minuti, attenti che non è certo una cosa leggera!)

…e tutto a pochi giorni dall’alluvione delle 5 terre e della Lunigiana, e mi sono connesso a internet e ho mandato un messaggio ad un’amica – Patty – che abita proprio a Genova… e mi son tornate in mente le immagini di Messina – Giampilieri e Scaletta Zanclea – dell’ottobre 2009 (37 morti)…

…e ancora, la frana di Maierato del febbraio 2010 (circa 2.300 sfollati… praticamente l’intera Maierato!)…

…e in questo Paese che soffre di crisi continue (da quella finanziaria, a quella politica, e non dimentichiamo quella economica, quella morale, e soprattutto, quella isterica!!!) ancora ripetiamo gli stessi errori, e ne paghiamo sempre le conseguenze… non è un caso se ho citato questi altri due disastri – se vogliamo essere più esaustivi, non si finisce più, posso citare ancora Sarno nel 1998, o ancora il Piemonte nel 1994, e ancora più in là con la memoria, Firenze nel 1966 e il Vajont nel 1963 – nonostante “apprendiamo” di continuo le lezioni, all’atto pratico non cambia mai nulla, e nel secondo decennio di questo 21° secolo, in uno dei Paesi maggiormente industrializzati del mondo, si continua a morire così! Per la negligenza e l’inefficacia delle istituzioni che dovrebbero garantire il bene comune! Cosa ci stanno a fare tutti quei dipendenti tecnici nei comuni se danno licenze di costruire a cani e porci? Cosa fanno i consulenti tecnici degli enti locali complici di questi crimini contro il territorio? Con quali nozioni si diplomano i nostri geometri e con quali nozioni si laureano i nostri ingegneri e i nostri architetti? Io non so i genovesi, ma non me la prendo col sindaco… il sindaco è un politico, e a meno che non sia un geometra, o un ingegnere, o un architetto, non può capire in pieno i rischi… ma i suoi tecnici… porcamiseria!!!!
Ora saremo bombardati dai mass media per le prossime due settimane, sulle conseguenze dell’abusivismo edilizio e sul pericolo idrogeologico del nostro Paese (ricordo che dissero qualcosa come due terzi dell’intero territorio italiano a rischio frane o smottamenti)(soprattutto grazie alla mano del’uomo!) e poi passeremo ad altre notizie, e metteremo questa ennesima lezione da parte, come fatto per tutte le altre, Messina-Giampilieri e Maierato… abusivismo e pochi controlli seri sui rischi di modifiche del territorio. Questa volta – a Genova – sono stati 6 morti… la prossima volta quanti saranno e dove?

In Grecia invece, la crisi nazionale che sta facendo rischiare il fallimento del Paese ellenico, sta facendo impazzire l’economia e le istituzioni del vecchio continente, soprattutto a causa dei politici. I due predecessori di Papandreu, Simitis prima e Karamanlis dopo, sono in gran parte i responsabili della situazione. Il primo ha mentito sui conti pubblici per poter far entrare il Paese nell’euro, il secondo invece ha fatto strage dei conti pubblici. Ma Papandreu che poteva fare la figura del “salvatore della Patria”, in questa brutta settimana, ha buttato la spugna… dopo aver fatto smobilitare tutti i governanti della UE, e dopo i summit in cui quasi nessun Paese è uscito indenne dalle polemiche (ricordiamoci anche delle risatine di Sarkozì sul nostro Paese), ha avuto la pessima idea di annunciare un referendum sugli aiuti. Aveva le mani legate, ma perchè diamine lo ha fatto???
Si è bruciato l’immagine con cui l’Europa lo stava definendo come il salvatore della Grecia… ed il suo annuncio ha fatto bruciare circa 219 miliardi di euro dai mercati in due giorni! Ha perso l’occasione di diventare uno statista. Di quelli come diceva De Gasperi…

Un politico pensa alle prossime elezioni. Uno statista pensa alla prossima generazione!

…e continuavo a non capire… adesso cadrà il suo governo e cosa succederà?
Ma cercando i video sugli scontri di Atene, e poi, vedendo interviste a giornalisti ed economisti greci, ho capito cosa stava succedendo. I greci non danno solo la colpa ai governi che hanno eletto, ma soprattutto, stanno vivendo questi aiuti come un ricatto, un’imposizione dal FMI e dall’UE… un pò come l’ultimatum degli italiani nell’ottobre del 1940 (che divenne pure una festa nazionale, la “giornata del no” e si celebra il 28 ottobre) e in un’immagine ripresa poi dalla televisione italiana, c’erano dei manifestanti con un cartellone tricolore – si, la nostra bandiera – ed una scritta in italiano… “zitti che svegliamo gli italiani!”…
Il riferimento era al movimento degli indignati spagnoli, e poi dei moti ellenici… nel nostro Paese abbiamo avuto il 15 ottobre che è finito come è finito… ma davvero… ma quando ci sveglieremo noi altri??? Dovremmo davvero prendere delle tende e occupare le piazze pacificamente, accampandoci e chiedendo di riformare quello che non va ma perseguendo il bene comune, e non le logiche di interesse di questa o di quella fazione! Purtroppo in Italia non abbiamo statisti, ma solo politici.

Si dice che si spera che l’Italia non finisca come la Grecia… noi per numero di popolazione e volume di affari, è difficile che finiamo come la Grecia… casomai può la Grecia, finire come l’Italia… in cui il bene comune si palesa solo quando ci sono grosse catastrofi come le 5 terre, la lunigiana, e Genova invase dal fango. Un Paese dove non possiamo scendere e occupare una piazza pacificamente piantando delle tende, perchè ci sono violenze inaudite o perchè si rischia facilmente il posto di lavoro. E dove il Governo vuole rendere precari anche i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato. No. Per la Grecia, e per l’Italia (e quindi anche per Genova e le zone colpite dall’alluvione), auguro qualcosa di meglio. La realizzazione di una società davvero civile, davvero solidale, giusta, e che non si lasci condizionare da nessuna ideologia di mercato.
Forse un’utopia, ma certamente una speranza, dopo una brutta settimana.

 

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