Lucio Dalla – 4 marzo 2012 (secondo tempo)

Come ho scritto nel post di facebook di un mio amico, che ricordava una sua canzone, oltre che la sua città…

La sua musica è qualcosa che non si può descrivere facilmente… non si accosta ad un genere o ad un altro… Lucio Dalla è Lucio Dalla… un uomo che mette insieme musica e prosa… parole sue, uscite dalla sua mente e dal suo cuore… questa canzone è una dichiarazione d’amore per la sua città… una Bologna rimasta orfana di un grande, ma veramente grande, artista.

Lo penso davvero. Lucio Dalla è uno dei più grandi artisti che il nostro Paese ha avuto. Non ho un suo cd in casa, ma ricordo benissimo le sue canzoni che più mi hanno colpito…

…la “canzone” che più mi piaceva o che comunque, da ragazzino ascoltavo più spesso, era appunto questa… l’ho canticchiata per quasi un anno, quando andavo a scuola la mattina… poi sono cresciuto ed ho apprezzato meglio anche le altre…

…ricordo anche testi di alcune sue canzoni, che erano nell’antologia del biennio delle superiori, nella parte – appunto – dedicata alla prosa moderna… la sua non si può definire solo musica, ma appunto arte. Un’arte, che così come la concepiva lui, sta andando estinguendosi (troppi ormai, quelli che si piegano alle logiche del mercato, di “si fa quel che si vende”), ma che per noi, e (spero) anche per le generazioni che stanno crescendo adesso, rimarrà immortale come il suo ricordo.

È sua la canzone italiana più famosa al mondo degli ultimi 30 o 40 anni… “Caruso”…

Non sapremo come sarà il suo secondo tempo, ma Lucio Dalla e la sua arte, rimarrà sempre con noi.

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A parte, voglio dire due paroline su tutte quelle inutili, stupide, ipocrite, polemiche che stanno imperversando sui media, ed in particolare sul web… sulla sua vita privata e sul fatto che avesse un compagno (cosa che mi coglie un pò di sorpresa perchè comunque non mi interesso della vita privata delle persone famose)… che fosse cattolico o che fosse gay o che fosse entrambe le cose… non mi interessava proprio. Era lui. Punto e basta.

Ho visto l’inizio dei suoi funerali in tv. Alla vista di quella piazza così gremita, non ce la facevo… ho spento la televisione (sto vedendo troppi funerali)… non ho quindi visto il compagno fare la sua orazione, la sua citazione de “le rondini”. Non ho intenzione di vederla su youtube. Ho letto qualche articolo sul web che comunque era l’argomento del giorno, ma non ho comprato il giornale (ed oggi ero in trasferta di lavoro a Bologna!), né ho intenzione di starci sopra a questo argomento.
Il dolore di Marco, espresso così dignitosamente non merita critiche o commenti, ma solo un rispettoso silenzio.

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