Tango

Qualcuno più bravo di me disse:

Il tango è un pensiero triste che si balla.

Giovedì notte ho visto i campionati europei di tango su raiuno, e neanche a farlo apposta, venerdì sera, mentre rientravo dal lavoro cambio strada e vado all’ostello di Reggio Emilia dove sapevo ci fosse una serata danzante di tango. Andavo con lo scopo di veder ballare la gente.
Invece gli insegnanti invitarono le persone lì presenti a formare delle coppie e a ballare… sono stato “rapito” da una gentile signora con cui ho ballato un’oretta… erano 8 anni che non ballavo così il tango, ed ora lo facevo con una perfetta sconosciuta…

 …uno degli insegnanti ha notato che non sapevo guidare… lo so… ma provavo quasi fastidio ad essere in contatto con una sconosciuta. Badate: non perchè fosse una donna o una sconosciuta o entrambe le cose, ma perchè c’era un contatto. Ma poi ho sentito un tocco al cuore, respiro profondamente e sento un soffio sul collo, sottile, delicato, caldo come un respiro ed un volto ed una voce che non dimenticherò mai si materializzano nella mia mente… mi lascio guidare… non da quella gentile signora, ma dalla musica…

Sono passati 8 anni da quell’ultima volta… e anche allora ci lasciavamo guidare… dalla musica e dall’amore… e improvvisavamo, noi due, sempre di nascosto, ad ogni accenno di tango che la radio – che tenevi sempre accesa – passava, mollavamo tutto e ballavamo… anche se tango argentino doc magari non era….

…ci guardavamo negli occhi a dispetto della regola che impone di non farlo, e sognavamo ad occhi aperti di essere altrove, magari in mezzo alla gente che ballava senza badare a noi due… una cosa “normale”…

…e quante volte, quante,  ho guardato le coppie – e le guardavi anche tu – che nelle feste di Paese ballavano tranquillamente mentre noi non potevamo farlo… un ballo… e se lo facevamo, era di nascosto, sempre… sempre noi due, soli… guardandoci negli occhi e immaginando il nostro futuro insieme… un futuro che non è mai arrivato. E che mai arriverà!
Ricordo ancora quella volta… l’ultima… era il 29 agosto del 2004…

…e tu quella volta mi stringesti così forte, volevo che quelle notti non finissero mai… mai.

La brezza del tirreno aveva lasciato il posto alla brezza di terra, e ci baciavamo sotto un cielo stellato che pareva essere la scenografia di chissà quale polpettone romantico cinematografico. Volevo che quel momento non finisse mai.

Sono passati 8 anni, e tu sei nel mio cuore e nei miei ricordi.
Qualche giorno fa ho detto – o forse scritto – che se nasciamo con un orientamento piuttosto che con un altro, è perchè questa vita profondamente ingiusta voleva almeno aiutarci a trovare quell’amore a cui ognuno è predestinato. Ognuno di noi – nessuno escluso – è predestinato a qualcuno. L’anima gemella… se la trovi, è un miracolo di amore… se la perdi, non c’è più niente da fare.

Venerdi sera ho ballato il tango con una sconosciuta all’ostello di Reggio Emilia. La signora, al momento di congedarci, mi ha fatto pure un pò di complimenti a cui ho ricambiato, e alcune persone mi guardavano dicendo che me l’ero cavata, uno mi chiese se l’avevo già fatto… dissi che l’avevo già ballato in passato… niente di più. Non so guidare nei balli di coppia, per questo non mi piace il contatto con gli altri e preferisco quelli di gruppo.
Ma questa volta, ho ballato veramente il tango (non come provai, non riuscendoci bene, l’anno scorso), ed è vero… il tango è un pensiero triste che si balla.
E se ho ballato relativamente bene, è perchè avevo tutto questo nella mia mente mentre ballavo, mentre mi lasciavo trasportare dalla musica e dai ricordi. Non ho dormito la notte, perchè mi riesce difficile concretizzare quel pensiero che è stato interrotto dalla fine del ballo. La mia anima gemella eri tu… quant’è difficile anche solo pensarlo… che adesso che non ci sei più… les jeux son fait!

E allora, TANGO!

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One thought on “Tango

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