La grande bellezza

Geppo Gambardella detto “Gep”/Toni Servillo, scrittore e giornalista, re della vita mondana capitolina, compie 65 anni. La sua festa di compleanno segna l’inizio di questo film i cui personaggi rappresentano una classe di intellettuali e “jet-set”, che festeggia ogni sera pur di non fare profondamente i conti con se stessa e con il suo senso di vuoto. Una Roma surreale e assurda, con personaggi surreali assurdi, come Lello/Carlo Buccirosso che insidia goffamente una cubista ad inizio film, un personaggio pessimista e un po’ volgare – che commercia giocattoli – che porta la moglie Trumeau/Iaia Forte… beh, no, questa la dovete vedere! O personaggi come Viola/Pamela Villoresi la vedova ricca con il figlio pazzo, o ancora il commediografo triste e con sensi d’inferiorità Romano/Carlo Verdone, che grazie ad un piccolo aiuto di Gep riuscirà ad esordire a teatro e che dopo l’esordio… Romano poi è legato ed innamorato ad una stronza che neanche lo considera nient’altro che uno schiavo, o l’intellettuale Stefania/Galatea Ranzi che fa la morale agli altri per non farla a sé stessa, e  l’amico di vecchia data preoccupato per la figlia Ramona/Sabrina Ferilli, donna che si avvicinerà per un po’ a Gep per poi…

E ancora Dadina/Giovanna Vignola, la nana direttrice del giornale dove lavora Jep e che dispensa piccole saggezze durante i pranzi di lavoro in ufficio (tutto cibo cucinato da lei), o l’amico delle principesse e che ha le chiavi d’accesso a posti d’incredibile bellezza, e i nobili “a noleggio”, il Cardinale che parla di cucina più di Suor Germana e Antonella Clerici messe assieme, il vedovo del primo amore di Gep (che svela a Gep qualcosa che nessuno dei due si sarebbe mai aspettato), il misterioso vicino di casa, il chirurgo plastico che opera in un salone elegante e raffinato, l’ex diva della tv ridotta male (atroce parabola di Serena Grandi, interpretata da lei stessa), e via dicendo con un paio di inaspettati camei. (No, non vi dico di chi!)

Dopo quel compleanno, Gep sarà testimone di piccoli eventi che lo porteranno a chiedersi quale sia il senso di tutto ciò, e ricorda di quando scrisse il suo unico romanzo e poi raggiunse Roma in cerca di una grande bellezza forse nemmeno trovata, ma che si ferma ad ammirare quelle piccole scenette che la vita offre, piccole perle, di grande quanto innocente e semplice bellezza. Entrerà in crisi ponendosi delle domande che sono in fondo trascinate da una vita, e troverà la risposta durante una cena con una suora di 104 anni, Suor Maria detta anche “la Santa” che ambiva a conoscerlo dopo aver letto quel suo unico romanzo.

Si, quel che dice il trailer è proprio azzeccato…

“È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura, gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza e poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.”

Il finale che non vi racconto è un po’ tirato, ma davvero bello e vale la pena aspettare due ore e venti minuti circa. Il ritmo del film sembra quello de “Il Divo” e questa produzione italo-francese, presentata in concorso all’ultimo festival del cinema di Cannes con tanto di nomination per la Palma d’oro come miglior film, meritava davvero di vincere quel premio!

Giudizio finale personale: come per “The Iron Lady”, appena esce il dvd, me lo compro! Quanto costa, costa!

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2 thoughts on “La grande bellezza

  1. Inutile dire, come ho scritto sul mio, che per me non lo meritava, ma i gusti son gusti. Il finale…non te la prendi se dico che è banale, vero? Cioè, dopo due ore di film, per nulla emozionante, frammentato e spesso scontato, mi aspettavo molto molto di più 😉

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