Tra le mura del Cremlino

Questa è la recensione di un libro che ho letto qualche mese fa, che ha fatto capolino fra gli scaffali della Panizzi, nella sezione narrativa moderna (e che si è rivelato essere indirizzato a ragazzi), e che piacevolmente leggevo durante le trasferte di lavoro tutto il mese di marzo…

Tra le mura del Cremlino (libro)

Mosca, 1940

Misha ha 15 anni, è il prototipo del nuovo sovietico: studente modello (capita di dar ripetizioni a Svetlana Stalin), partecipa alle attività del Komsomol (la giovanile comunista), da volontario fa corsi di alfabetizzazioni per i lavoratori, insomma una vita normale per un ragazzo della sua età, nato e cresciuto in Unione Sovietica, ed è testimone consapevole dei problemi che il giovane Paese affronta.
Vive con il padre in un appartamento governativo all’interno del Cremlino, il padre è uno dei più stretti collaboratori di Stalin nonchè un suo ex-commilitone durante la Rivoluzione.
Tuttavia, Misha è piuttosto maturo da capire che qualcosa non quadra, da quando l’NKVD ha arrestato la madre con l’accusa di essere una nemica del popolo. Il padre gli insegna ben presto, accendendo la radio in cucina, che in un Paese come quello ed in quel particolare periodo storico, chiunque può tradire chiunque, che i muri non hanno solo le orecchie ma anche le bocche per denunciare. E poi, come non bastasse, lo scontro con la vita vera, non edulcorata dalla propaganda: l’affetto che prova per Valjia, l’unica amica di cui si fida; l’invidia dei giovani compagni del Komsomol e le cattiverie che se seguono; la consapevolezza dell’ipocrisia di un governo che si prefiggeva di migliorare le vite delle persone e che invece le distruggeva dal profondo; e non per ultima la guerra.
Tutta la sua routine da giovane sovietico pare così crollare sempre più velocemente, fino all’intervento “ricompensativo” di una misteriosa “babushka”.

Dowswell ha scritto un libro scorrevole e ben articolato, inoltre propone piccoli frammenti di Storia vera – non solo le torture dell’NKVD, ma anche lo scherzo dell’acqua passata per vodka a Stalin, le fisse e le manie del dittatore georgiano, la grottesca mancata fuga del governo da Mosca, e via di seguito – ed è coinvolgente. Il finale è aperto e credo sia il migliore finale per un libro per ragazzi!

Anche se avete una certa età, ma un cuore da 15enne, ve lo consiglio.
E se attorno a voi avete ragazzini, vi consiglio di farlo leggere anche a loro!

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