Tempo di seconda mano

Svetlana Aleksievic, giornalista ucraino/bielorussa, cronista di quasi tutte le vicende degli ultimi 20 anni dell’Unione Sovcietica, in questo libro propone interviste raccolte dalla caduta del comunismo fino a quasi i giorni nostri.

La citazione più importante è quella che un’intervistata rivolge alla giornalista:

Per me non è tanto importante che tu scriva quello che ti ho raccontato, ma che andando via ti volti a guardare la mia casetta, e non una ma due volte.

In questo libro sono raccolte testimonianze di vita di gente che è nata e cresciuta in URSS e che si è ritrovata a vivere in un altro Paese: la nuova Russia. Ci sono nostalgici, ci sono i delusi dalla perestrojka e i delusi del “post-comunismo”, ci sono quelli che lasciati a se stessi c’hanno solo rimesso, ci sono quelli che hanno fatto i soldi negli anni ’90 durante l’anarchia dell’era El’cin, ci sono i superstiti della guerra in Afghanistan (quella del 1979!) e ci sono i superstiti delle guerre e degli orrori caucasici e dei Paesi dell’Asia centrale, quelli che si ricordano la Grande Guerra Patriottica e Stalin e i gulag. Quindi i nuovi russi, e non solo loro, anche i tagiki, gli armeni, gli uzbeki, gli azeri, e altri ancora, una volta uniti sotto la bandiera con falce e martello.

Non mi soffermo molto a fare un riassunto del libro, vi dico solo che se volete davvero capire i russi, questo è il libro che dovete leggere, e vi avverto che non è una lettura facile. La lettura è scorrevole e non affatto pomposa ma spesso succede che a frasi ingenue, seguano frasi in cui sono descritte atrocità e tragedie da far accapponare la pelle! Svetlana Aleksievic riporta fedelmente tutto, senza freni e censure. In fondo al libro si trovano due appendici, una che spiega termini ostici come ad esempio “samizdat“, o “sovok” o la “kruschoba” o le citazioni di canzoni di regime o ancora alla letteratura russa e via di seguito, l’altra appendice, curata dalla stessa giornalista riporta per sommi capi la cronologia degli ultimi eventi che portarono alla caduta del comunismo e fino ai giorni nostri.

Nonostante il libro sia scritto in maniera diretta e scorrevole, questa è stata certamente una delle letture più impegnative degli ultimi anni, ma ne valeva la pena!

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