J’ai tué ma mère

Opera prima del giovane regista e sceneggiatore canadese Xavier Dolan – che in questo film semi-autobiografico interpreta il protagonista – è un film difficile da trovare in Italia, nonostante sia uscito nel 2009.

jai-tue-ma-mere-locandina

Locandina originale del film.

(trailer originale con sottotitoli in inglese)

Il protagonista è Hubert, un adolescente gay di 17 anni, figlio di una coppia divorziata. Vive a Montreal con sua madre, Chantale, ed ha con quest’ultima un rapporto abbastanza turbolento – un pò come molti adolescenti suoi coetanei – a tratti, anche troppo… daltronde il titolo del film, tradotto, significa “ho ucciso mia madre” e per la maggior parte del film, il dialogo fra i due avviene attraverso grida ed urla. La madre – Anne Dorval – è ritratta come una donna molto stressata ma c’è da dire che ciò è il ritratto fatto dagli occhi del protagonista quindi un pò viziato, ma che diventerà un pò più “obbiettivo” verso la fine del film stesso.

Chi non vuole spoilers, salti il prossimo paragrafo! – SIETE AVVERTITI!!

Durante un importante compito in classe, a seguito di un litigio avvenuto quella mattina stessa con la madre, Hubert dice alla sua (giovane) professoressa che sua madre è morta, e quando la verità viene a galla – non spoilero la reazione della madre!!!! – la professoressa si avvicinerà ad Hubert comprendendo la sua rabbia e cercherà di invogliarlo a migliorare e a farlo partecipare ad un concorso riservato a studenti. Nel frattempo Hubert frequenta un ragazzo, Antonin, e sono fidanzati e la madre di quest’ultimo – di mentalità aperta – farà l’outing di Hubert proprio a sua madre, che non la prenderà molto bene. Il rapporto fra i due andrà avanti fra alti e bassi fino a quando, Chantale, dopo aver trovato le cassette “video-diario” del figlio, decide d’accordo con l’ex-marito, il padre (latitante) di Hubert, di mandare il figlio in un collegio cattolico fuori città. Presa male la novità, Hubert affronterà il collegio con la consapevolezza che la sua (ormai ex-)professoressa ha lasciato l’incarico per scappare a sua volta dal proprio padre, e conoscerà Eric che ci proverà con lui. Invano. Nonostante un’uscita in discoteca condita di anfetamine, resterà fedele ad Antonin. In collegio avrà anche a che fare con degli omofobi, che una sera lo pesteranno per strada. A questo punto, per Hubert, la misura è colma: scapperà dal collegio con l’aiuto di Antonin – che gli darà una bella strigliata in macchina invitandolo a crescere – e sarà raggiunto dalla madre (che in una telefonata al direttore del collegio, svelerà parte del suo vero personaggio, e l’affetto che prova per suo figlio), in un luogo caro ad entrambi.

FINE DEGLI SPOILER

Il film affronta delle tematiche un pò difficili da digerire, e certo non molto semplici:

  • il rapporto tra figli adolescenti e genitori;
  • il passaggio dall’adolescenza alla prima età adulta;
  • l’omofobia giovanile ed il relativo bullismo.

Tutto il film è intervallato da auto interviste in cui il protagonista esprime i suoi pensieri più profondi, e da sogni iconici che riguardano sé stesso e sua madre. La scelta della musica è molto azzeccata e ben ritmata con le immagini che scorrono sullo schermo. In particolare mi è rimasto in mente questo…

…non tanto per il lato piccante, ma per la musica in sé!

Anne Dorval è magnifica e sono stupito di scoprire che questa attrice molto dotata è in Italia quasi sconosciuta: per quasi tutto il film ho pensato che come madre, Chantale fosse un zinzino str… ehm… dispotica e isterica, ma la scena della telefonata, verso la fine del film ha svelato buona parte della sua profondità. La sceneggiatura è stata scritta da Xavier Dolan (che ha anche interpretato, diretto e prodotto questo film) all’età di 19 anni! (Qualcuno mi trovi un omologo qui in Italia oggigiorno!)

Peccato che bisogna penare un pò per trovarlo, ma ne vale la pena!

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3 thoughts on “J’ai tué ma mère

      • L’ho visto al cinema… Conoscendo il francese ho potuto apprezzarlo… Pur facendo fatica perché il canadese mischia di tutto e hanno un accento terribile… Però te lo consiglio. Molto duro, attori bravissimi e questo rapporto materno destabilizzante!

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