Camera Single

copertina_camera_singleRieccomi dopo un bel po’ di tempo con una recensione rimasta in sospeso per problemi di tempistica… la mia! Che tra tante cose da fare, ne ho rimandate tante da aver dimenticato quante sono!
Fra cui, la recensione di questo libro, che pochi minuti fa mi è ricapitato fra le mani, mentre mettevo da parte i libri da portare al Centro Documentazione del circolo Arcigay Gioconda, di cui curo – appunto – la piccola minibiblioteca.

Camera Single – sottotitolo “la fisioterapia del cuore” – nasce dall’omonima rubrica del sito LezPop, scritto e curato da Chiara Sfregola, in cui la protagonista, Linda dopo la fine del suo storico rapporto, racconta in prima persona i cambiamenti che affronta, con uno stile che ricorda un po’ “Sex & the City”,  in capitoli brevi e scorrevoli – capitoli come ciliege, uno tira l’altro – circondata dalle sue amiche quotidiane ed inseparabili, le “lelle ignoranti” – ovvio richiamo alle fate ignoranti di Ozpetec – variegate e divertenti nella loro originale quotidianità, che l’autrice ripropone presentando ogni personaggio con la propria vita e le proprie aspirazioni/desideri/perplessità/difficoltà senza mai essere noiosa. Lungo tutto il libro, Linda si mostra per quello che è: una ragazza come tante, che affronta una rottura sentimentale continuando a frequentare le amiche, a lavorare (con un capo che ricorda il dottor Cox di “Scrubs”), a conoscere nuove donne con cui uscire (più o meno), e a ricevere… le telefonate della mamma da Bari! (Ogni telefonata, un capitolo! Un divertentissimo capitolo!)

Nel finale, Linda trova il suo nuovo equilibrio, dichiarando conclusa la fisioterapia del cuore a cui si stava sottoponendo con la sua vita quotidiana.
Alla fine del libro, in appendice, un glossario ben fornito per spiegare a tutti i vari termini in gergo lgbt – la lettura del libro è consigliata a tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale – e la fonte delle moltissime citazioni usate lungo tutto il romanzo, e c’è anche una playlist su spotify per accompagnare la lettura all’ascolto di piacevole musica.
Per chi segue la rubrica del blog, questo libro ha molto di nuovo da raccontare – solo 1/3 del libro ripropone materiale già pubblicato su internet – e per chi non segue la rubrica del blog, basta solo dire che viene proposta una protagonista che non rispecchia alcuno stereotipo lesbo come la camionista sgraziata, ma la semplice ragazza acqua e sapone della porta accanto, ed ogni personaggio non è mai pesante per quanto sia stato abbastanza approfondito. Giusto per rimarcare che le lesbiche (come anche le altre componenti della sigla “lgbt”) siamo tutte persone normali, uniche e originali, e non le menzogne viventi che chi ci discrimina dipinge su molti mass media.

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