Natale di riflessione (e bidone)

albero_rainbowQuesta riflessione potrebbe suonare quasi come una lamentela, ma non lo è. È giusto una riflessione maturata tra la giornata di ieri e stamattina.

Quest’anno ho passato un Natale diverso dagli altri anni, infatti dopo aver pianificato tutto per il pranzo ed aver finito di fare la spesa il 22, essendomi messo d’accordo con i miei cugini (saremmo stati in 4: io, mio cugino, sua moglie, e loro figlio) sapevo già cosa preparare.

Per il cenone, visto che ero da solo, ho fatto una semplice spaghettata al tonno bianca e per secondo dei filetti di platessa alla pizzaiola

Il menu di Natale quest’anno era composto da:

  • antipasto di zeppole semplici con tagliere di formaggi e salumi – parmigiano reggiano, stelvio, piave, asiago, prosciutto crudo, prosciutto cotto con erbe, salame Milano
  • pasta al forno gratinata – sedani rigati cotti al dente con ragù alla bolognese, formaggio stelvio a dadini, prosciutto cotto alle erbe, carne trita mista bovina/suina ammassata in mini polpette soffritta in vino bianco, carote sminuzzate, gratinata, senza besciamella
  • per gli adulti – polpettone ripieno tagliato in dischetti cotto nel lambrusco e con un dischetto di parmigiano reggiano lasciato sciogliere sopra, servito con patatine rosolate al burro ed un filo di aceto balsamico di Reggio Emilia (no, non di Modena!)
  • per il bimbo – polpette con un po’ di ragù e patatine rosolate al burro (senza aceto balsamico ma con mooolte patatine in più!)
  • pandoro
  • vini e spumante sarebbero stati portati da mio cugino (ma comunque ho la mia piccola riserva)

Nella serata del 24, sul tardi, quando ormai avevo già preparato tutto per la cottura finale, arriva la telefonata che mi avverte che purtroppo è stato cambiato il turno in ospedale alla moglie di mio cugino, e che quindi non sarebbero scesi in Emilia da me.
Seguono lunghe frasi di circostanza per scusarsi, eccetera eccetera.

coppia_gay_sims3Onestamente, quasi non m’importa. E per una semplice ragione: credo di aver smarrito quel senso dello stare insieme che è tipico del Natale. E comunque, quest’anno manco ho fatto l’albero e l’idea di farlo in fretta e furia la mattina del 25 non mi allettava per niente!
Ho passato il Natale mangiando, cazzeggiando su youtube, giocando con the Sims 3 – dove a differenza della realtà, non solo ho un marito fedele che stravede per me, ma ho anche due figli di cui un liceale avviato verso una carriera da atleta professionista ed una ragazza in gamba indecisa se intraprendere la carriera medica o nelle forze dell’ordine – poi cenando di nuovo da solo, ed infine vedendo uno spettacolo della compianta Anna Marchesini – “Parlano da sole” del 1998 – su dvd.anna_marchesini
Non riuscendo a prendere sonno, ho finito la bozza della recensione di un film, che avevo lasciato in sospeso tempo fa e ho creato una pagina di elenco di tutte le recensioni che ho fatto, sia di libri che di film.

Mentre sto scrivendo, mi viene in mente adesso un vecchio pensiero: per alcuni anni, e per motivi legati alla mia unica storia d’amore seria, preferivo il giorno di Santo Stefano ed il Capodanno al Natale… …erano i giorni che potevo passare col mio amore.
Realizzo proprio ora che fra poco più di una settimana fanno 13 anni che non c’è più, ma non credo che sia questo il motivo per cui mi sono scollato il senso del Natale. Semplicemente ho smesso di credere che ci siano dei miracoli pure per me. Quindi che senso ha il Natale? Farsi gli auguri con persone che non si sentono per tutto il resto dell’anno… lunghe telefonate con parenti che ti conoscono sempre meno (che poi, sempre a mettere certi magoni addosso, mai una buona notizia!)… mangiare un pranzo o una cena più abbondante del solito con persone con cui condividi solo una parte di dna (sempre che non rifilino bidoni)… festeggiare la nascita di un uomo figlio di Dio, morto per noi dopo una vita (breve) passata a predicare l’amore per il prossimo ed il perdono, combattendo le storture e le ipocrisie di quel mondo che sono più o meno le stesse dopo 2000 anni. E buona parte di quelle storture ed ipocrisie sono perpetrate proprio dalla Chiesa che tramanda – “secondo la tradizione” – i suoi insegnamenti.

noioso_nataleE allora che senso ha? Perpetrare l’amore un giorno l’anno intendo. Lo si dovrebbe fare tutto l’anno, indipendentemente dalla religione e dalle organizzazioni religiose, e nel mio piccolo lo faccio, nonostante il mio black humour e la mia misantropia del weekend.
Quanto al perdono – che trovo sia un discorso più pasquale che natalizio – non mi va di parlarne: nella mia vita per tanto tempo ho chiuso gli occhi e perdonato gente che meritava solo di essere sputata in un occhio e presa a calci, ma adesso, sulla soglia dei 35 anni penso proprio che l’amore non sia poi così infinito ed il perdono spesso non c’entra affatto con l’amore.

Adesso basta, è quasi ora di pranzo e ho degli avanzi da riscaldare e per farlo, devo scartare il mio regalo di Natale: un nuovo microonde ancora imballato, e che sostituisce il vecchio microonde che dopo quasi 9 anni di onorato e fedele servizio, ha tirato le cuoia lo scorso novembre. E se dovessi definire con una parola quello l’emozione che provo in questo momento, non è “tristezza”… …ma “noia”!

Annunci

Happy End

 

A saperlo prima, col cavolo che sarei andato a vederlo di sabato sera. E a personalissimo parere, chi ha montato il trailer andrebbe denunciato per pubblicità ingannevole!

happy_end_locandina

La trama altro non è che il ritratto della famiglia Laurent, una famiglia borghese di merda in quel di Calais.
La famiglia è così composta: il vecchio Georges/Jean-Luis Trintignant vedovo che cerca di suicidarsi in tutti i modi, anche quelli più grotteschi; i figli del vecchio sono due, Anne/Isabelle Huppert che cerca di salvare la ditta di famiglia, e suo figlio Pierre/Franz Rogowski che in cerca di se stesso, depresso, si lascia andare all’alcolismo come se aiutasse nella ricerca di un senso alla propria vita; l’altro figlio del vecchio, Thomas/Mathieu Kassovitz è un primario che accoglie in casa la figlia di primo letto, la piccola Eve/Fantine Harduin mentre diventa di nuovo padre con la seconda moglie, ed intanto ha anche una relazione extraconiugale. Eve – a differenza del cugino con tendenze autolesioniste – cerca di dare un senso alla propria vita in maniera egoista, facendo del male agli altri. Come riassunto forse è troppo limitativo ma non voglio fare spoiler.

Michael Haneke è un bravo regista forse troppo fissato con la morte: la dimostrazione è nella sua personalissima rielaborazione di “Arancia meccanica” che ha intitolato come “Funny games” (ma complimentoni per il titolo!) e come non bastasse, l’ha pure rifatto pari pari dieci anni dopo! E se errare è umano e perdonare è divino, è anche vero che perseverare è diabolico! Infatti è con la morte che i due più giovani protagonisti vengono a contatto mentre cercano, spaesati, di dare un senso alla propria vita e già dall’inizio del film!
Detto questo, non mi importa della formazione del cast, ma il suo prossimo film non andrò affatto a vederlo!

La bravura degli attori è evidenziata dalla mancanza della colonna sonora: Mathieu Kassovitz è notevolmente invecchiato dai tempi de “il favoloso mondo di Amélie” cosi come lontani sono anche i tempi di “Amen” ed il suo personaggio non è né scontato né poco credibile; quanto ad Isabelle Huppert, lei è sempre una garanzia quanto a bravura e qualità di recitazione, infatti, se in certi momenti la serietà del suo personaggio ricorda quello (più fragile) che ha interpretato ne “il condominio dei cuori infranti”, si nota la differenza dai dettagli come quando fa un discorso al compleanno del padre, o alla fine del film, con l’occhiata sbalordita ma ferma che lancia alla nipote. Di scuola e di maestria superiore, Jean-Louis Trintignant, già bravissimo ai tempi de “il sorpasso“!

Se sappiamo già che i film francesi sono lenti, la già citata mancanza di colonna sonora, lo rende ancora più lento e quasi insopportabile. Non nascondo che il crampo alla chiappa destra per il sedile scomodo, era un pensiero meno noioso.