A cosa serve San Valentino? – 1a parte

Una piccola premessa: quest post è stato diviso in tre parti non tanto per la lunghezza del post in sé, quanto per il tema trattato nei vari paragrafi. Il tutto rientra sia nelle riflessioni profonde che negli sfoghi. Il tutto accompagnato da brani musicali non scelti a caso.

Buona lettura e buon ascolto.



Giugno 2004, Roma, Galleria Sordi – ex Galleria Colonna
Presso la libreria, un ragazzo osserva vecchi cd scontati del 15 %, cercando la canzone della sua storia d’amore, invece ne afferra un altro e mentre sta leggendo le tracce, girandolo, gli scivola dalle dita e quasi gli cade per terra. Uno strano presentimento gli attraversò la schiena e comprò quel cd, pensando che anche quello, come regalo, non era affatto male. Non riuscì a farlo incartare, non voleva farsi vedere dalla comitiva di vecchietti con cui era, e poi dovevano andare alla vecchia autostazione Tiburtina se non volevano rimanere appiedati. SI ricongiunse lì con il suo ragazzo a cui passò il cd regalo che aveva comprato per lui. Fu un regalo molto apprezzato. E complice il pannello con mensola davanti, si tennero per mano per tutto il viaggio di ritorno. Unico contatto che potevano permettersi, nascosto agli occhi degli sconosciuti conterranei o no, che viaggiavano su quello stesso autobus.

14 Settembre 2004, Milano e Roma
In quella notte di fine estate, una delle migliori voci italiane si spegne dopo aver lottato per anni contro il cancro. Giuni Russo, una vita dedicata interamente e con passione alla musica, aveva da poco compiuto 53 anni. In quello stesso giorno, una terribile sentenza medica non dava più speranza, le precedenti sere d’agosto sarebbero state – da li a breve – un dolce/amaro ricordo. Di uno dei due.

Agosto 2004, pressi di Amantea
Una notte in campeggio solitari, due ragazzi hanno montato la tenda vicino a dei ruderi di un antico monastero caduto in rovina da secoli. Stanchi, ascoltano un po’ di musica che passa la radio, e nonostante la tenda sia montata, dormiranno abbracciati dopo aver spento il fuoco, sotto le stelle, la mattina uno dei due ha uno stano pallore sul volto, forse una reazione allergica delle sterpaglie…

22 Dicembre 2003, Stretto di Messina
Sul traghetto “Rosalia” della compagnia “Blu-via” – ex Ferrovie dello Stato – due amanti clandestini, dal salone (deserto) di poppa,  ammirano la costa messinese illuminata nel buio e ricordano le stelle viste quella notte di fine settembre da quella torre. Fa molto freddo e tutti sono al caldo del bar, qualcuno in macchina fa partire l’autoradio a tutto volume, un brano in particolare, Mediterranea, un brano perfetto scelto dal caso fa decidere ai due giovani amanti di ballare insieme abbracciati, per non sentire freddo, come quella notte. Anche quella volta, quelle due anime innamorate si fusero – con un ballo – in un corpo solo, nel salone deserto.

28 settembre 2003, San Fantino
Due amanti clandestini hanno approfittato del black out che in quella notte ha colpito il Paese, escono per le strade deserte di quel piccolo villaggio ove erano e camminano mano nella mano fino ad una collina. Scavalcano un recinto malandato e attraversano una terra incolta fino ad arrivare ad un promontorio ma si sbagliano a causa del buio. Arrivano ad un’antica torre d’avvistamento semi abbandonata, salgono la scala di ferro ed entrano dentro, salgono un’altra scala e arrivano sul terrazzino/tetto, e ammirano dall’alto il mare e le stelle che illuminano tutto.

La brezza è un po’ fredda ma si riscaldano abbracciandosi e ammirando le stelle. Sogni e progetti si accavallano fra baci e tenerezze.
Passata l’alba, i due amanti lasciano la torre e camminano nel villaggio in riva al mare, fra gente che pesca incazzata per non sapere cosa diavolo sia successo e soprattutto, lamentandosi di non poter seguire le partite di calcio, anzi non sapendo nemmeno se si sarebbero svolte o meno, in quella domenica così particolare.

31 dicembre 2003 – Messina
Sulla terrazza di un piccolo appartamento sulla fascia collinare della città peloritana, due ragazzi attendono la mezzanotte con la radio accesa – non c’è la tv in quell’appartamento affittato per pochi giorni – e davanti a loro si para un maestoso panorama naturale, la costa tirrenica calabrese da Capo Vaticano fino a Reggio Calabria, con le luci dei paesini adagiati sulla costa, e aspettando con una bottiglia di spumante e due bicchieri, ballano ancora una volta, a modo loro, un tango. Neanche fosse un film, quando alla fine del pezzo i due ragazzi si baciano, ecco uno spettacolo pirotecnico unico illuminare il cielo lungo 50 chilometri di costa! Milioni di fuochi d’artificio, per niente sincronizzati, in parte riflessi dalle acque marine, e stringendo la persona amata, i due amanti non potevano accogliere in modo migliore l’anno nuovo.


Fine della prima parte

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