Ec-Kallax! – Desperate Housebachelor 15

In queste ultime settimane, tra quando ero in ferie e ora che son tornato al lavoro – non chiamiamole “vacanze” che sono un’altra cosa, oltre ad essere “sacrosante” – grazie a Davide prima, e a Gibbo & Sara poi, sono riuscito ad arredare, in maniera utile, due parti della mia adorata casa.


Il disimpegno.

IMG_20200711_162500.jpgQuando lo vidi in visita con l’agente immobiliare, vi era appeso un appendiabiti di legno con pannelli di legno che scendevano fino al battiscopa con una parte centrale in velluto, a tema floreale. Tenuto dai precedenti proprietari – giustamente – è stato tirato via prima del rogito.
Una volta comprata la casa, tirata via quella polverosa carta da parati, imbiancate le pareti, quell’angolo era rimasto spoglio. Nell’angolo accanto al bagno avevo messo il cesto dei panni sporchi – ora in ripostiglio – e accanto lasciavo le scarpe.
Ho girato un anno e mezzo per negozi di mobili nuovi e mercatini dell’usato cercando un simile appendiabiti, magari con scarpiera, ma difficilmente trovavo qualcosa nello stile che avevo in mente e quando qualcosa ci si avvicinava, le misure non andavano mai bene. Alla fine mi sono messo a scancherare sul sito dell’Ikea e ho composto la mia idea: una panca con mensola poggiascarpe, due specchi da attaccare direttamente alla parete (affiancati l’uno all’altro) e sopra, l’attaccapanni estensibile più diffuso nelle case italiane!
Ho dovuto comprare un trapanino avvitatore – quello economico dell’ikea, d’altronde non lo userò poi molto spesso – viti e tasselli e punte per il trapano li ho presi invece dal mitico emporio ferramenta Catellani sulla via Emilia.
E con calma mi sono messo a “creare” il mio appendiabiti con panca e scarpiera. Con una livella prestata dal vicino di casa, ho preso le misure a bolla e ho segnato dove bucare. La parte più difficile è stata la posa degli specchi nei supporti fissati a muro. Una fase del lavoro in cui la paura che lo specchio scivolasse e si rompesse garantendo 7 anni di jella, seppur forte, non ha avuto la meglio sulla concentrazione.IMG_20200711_205305.jpgNon so come, non so perché, c’è uno scarto di livello di circa un centimetro fra i due specchi, e ho scoperto che ho le pareti della zona notte un zinzino storte. Anche se lo stile della composizione è un po’ misto, per me il risultato è soddisfacente!


L’ingresso.

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L’ambiente più spoglio della casa, alla visita con l’agente immobiliare, oltre alla stessa carta da parati del disimpegno, presentava uno specchio accanto al citofono, e una piccola consolle, di quelle dove si appoggiavano il telefono e l’elenco fino agli inizi degli anni ’90.

mensolino

Il mensolino poggiachiavi – repertorio 2018

Tirata via la carta da parati e imbiancato l’ambiente, ho riciclato un piccolo mensolino piazzandolo sopra il radiatore (che non accendo mai) e dove poggio chiavi e posta.
Ma la borsa o il borsello li devo poggiare o sul divano o sul comò, ed è facile dimenticarli quando devo uscire, magari di fretta! Il problema in questo ambiente, era quello di trovare un mobiletto simile, magari chiaro, magari aperto dietro per non dover togliere la presa del telefono che userò un giorno per attaccare il router dell’adsl (quando mi deciderò con chi farlo!) anche perché dubito che mi farò il telefono fisso (credo)(boh).
Alla fine, quasi per caso, mentre con i miei amici ci stavamo recando alle casse, ecco in un lampo la soluzione. Presa al volo.
IMG_20200722_174026.jpgMontato il mobiletto è uscito un problemino: la presa (esterna) del telefono andava a sbattere proprio dove i ripiani si incrociano! Ho staccato la presa dalla parete e l’ho isolata, pronta per essere ri-fissata alla parete al momento del bisogno e domani prenderò la bomboletta di vernice bianca stuccata che tengo in cantina e che avevo usato in precedenza per il garage, e spruzzerò un po’ di vernice dove era attaccata la presa, bisognerà guardare da vicino per cogliere la differenza.

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Il risultato si vede dalla foto e come dissi a Gibbo mentre commentavo che le misure di quel mobiletto erano perfette e meglio del nome, “ec-kallax“!!


I miei ex non hanno ancora capito cosa si sono persi! :-p

Ragionamenti all’improvviso – Desperate HouseBachelor #14

Martedì scorso ho compiuto un mese in casa nuova, anzi, in casa MIA!
Oggi ho ricevuto un sms dal mio ex padrone di casa che mi avvisava che tutte le utenze del mio vecchio bilocale in centro storico, sono state definitivamente staccate (e che gli devo dare l’iban per la restituzione della cauzione).

spina del forno

Repertorio: La spina del forno, sostituita facilmente perché i cavi erano già pronti e scorciati – agosto 2018

Dopo aver letto questi messaggi ho cercato di cambiare la spina del televisore che non si accendeva bene prima, ed adesso non si accende più, sperando che questo potesse bastare per tornare a rivedere i canali Rai a me cari (principalmente il canale 21 ed il canale 54) prima che il nuovo presidente della Rai cominci a far danni. Sfortunatamente mi sono accorto che non ho un tronchesino adatto a scorciare la plastica dei cavi e le forbici mi hanno bucato una mano nel tentativo di sostituire il tronchesino.
Dopo una veloce medicazione, mi sono preso una piccola pausa in cui mi sono imbattuto nelle vergognose foto di quei ministri sul balcone di Palazzo Chigi, e piuttosto che commentare il mio disgusto per una simile pagliacciata e delle funeste conseguenze che ci saranno a breve o comunque da qui a 12 mesi, mi sono messo a fare una cosa che avevo rimandato da un po’: ho lucidato le porte con un apposito prodotto per i mobili in legno con tanto di cera d’api.

 

Desperate housebachelor in the city #2 - arredamento e buon gusto!

Repertorio: la mia vecchia camera da letto – autunno 2010

L’operazione, svolta con tutte le porte di casa, è durata poco più di un’ora per quanta foga c’ho. E come spesso mi succede quando svolgo attività puramente manuali, la mia mente ha vagato a quando curavo con la stessa foga il mio vecchio bilocale,quando compravo lenzuola e copriletto piuttosto assurdi ma scelti con cura, come quello a fantasie tigrate o quello che sembrava la pelle di una tigre siberiana. Era il tempo in cui ancora concepivo l’idea di mettersi insieme a qualcuno. Ed ecco che mi riallaccio alle notizie che avevo letto poco prima su facebook, e sul baratro a cui si sta avviando questa nazione ormai persa. La domanda è sempre quella: e quando cadrà tutto, e cadrà rovinosamente, come mi rialzerò?

singlitudine

Repertorio: Io, nel cuore della notte. – ogni notte!

Cerco di non pensarci, mi sono fatto troppe seghe mentali in passato pensando al futuro o rimpiangendo le scelte fatte e quelle non fatte in passato, conta solo il presente.
E nel presente, non ho nessuno che occupa una parte del mio letto e nel mio cuore, a parte alcuni amici, non c’è nessuno che merita di stare su un piedistallo. E non ci sarà mai più.

 

Per ora mi godo il pensiero di come arredare pian piano la mia nuova casa, e ovviamente, a mettere qualche soldo da parte. Perché comunque vada, è sempre bene essere previdenti.

È davvero difficile in questi tempi non pensare a certe notizie, e con la mia solitudine, fa sempre bene distrarsi, per non pensare troppo e per non rovinarsi la giornata. Aveva ragione Totò, quando disse ad Oriana Fallaci…

Vi sono momenti minuscoli di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza.

Una volta alla settimana passo l’aspirapolvere… …canticchiando brani di Immanuel Casto, poi lavo i pavimenti, rifaccio il letto. Ogni sera lavo i piatti prima di andare in bagno, togliermi le lenti a contatto, infilarmi il pigiama, e andare a letto a dormire. Ormai non mi aspetto niente. Non è forse questo il modo migliore per gustarsi le sorprese che arrivano dalla vita? Senza ragionarci troppo su. 😉

Ops… m’è scappato un embolo! – Desperate Housebachelor #13

Sabato pomeriggio… arrivo a casa dopo il lavoro… doccia, relax, ripensamento sull’uscire… studio un testo tecnico sulla fotografia digitale… e ad un tratto, un tifone si abbatte in città!
Pioggia e grandine ed in grande quantità!

Una tazza di thè al limone mentre chiudo il libro e osservo fuori dalla finestra scendere l’equivalente di un ghiacciaio triturato.

Accendo il pc e mi connetto ad internet, e leggo le notizie e ne commento alcune su facebook.

Quando ad un tratto, la pagina facebook della Gazzetta di Reggio, pubblica questo:

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…e nonostante mi fossi ripromesso a gennaio di non spendere tempo a baccajare sugli animalari (gli animalisti sono tutt’altra cosa), mi parte un embolo e mi scappano i cavalli della ragione.

D’altronde… animalari e clero… ed io sclero!!!

Quello che segue è il mio commento chilometrico – infatti non c’è screenshot che tenga!!! – in cui espongo tutto il mio pensiero e mi chiedo chi lo leggerà fino alla fine. Ma soprattutto, vediamo quanti commenti di animalari e di filo-clericali mi malediranno!

Cosa ne penso???
Che si è accorto dell’esistenza degli animalari, ed io anti-animalaro, ed anti-clericale, sono perplesso. Voglio proprio leggere le perle di tutti quegli animalari che, in occasione di miei precedenti commenti sul divieto dei botti o sull’ingresso dei cani nei supermercati e nei negozi, mi hanno insultato ed assaltato, alcuni perfino spiando sul mio profilo le battutacce ironiche che scrivevo su quello che mi accadeva intorno! (L’ironia è una buona medicina, la mia preferita!)
Gli animalari sono persone esibizioniste che si credono superiori agli altri solo perché hanno un cane (o a volte anche un gatto) da esibire di continuo (“guardate, ho un animale e quindi sono meglio di voi e faccio quel che mi pare!”) e non sono certo degli animalisti! Gli animalari sono quelli che hanno rotto le balle a dicembre per il divieto (mancato) dei botti e quando mi sono espresso, me ne hanno dette di tutti i colori senza nemmeno capire quello che io proponevo (distinzione fra petardi e fuochi d’artificio: i petardi da vendere solo a maggiorenni con immagini sulle confezioni simili a quelle delle sigarette, con arti amputati e varie di danni derivanti da un uso irresponsabile e non corretto del prodotto; fuochi d’artificio permessi ma solo in zone individuate dalle autorità e nel quartiere adiacente, formazione e preparazione per eventuali padroni di animali sensibili residenti in zona, e maxi multa per chi sgarra)(inoltre la proibizione tout-court non viene mai rispettata: un esempio? le canne che per legge sono proibite ma che tutti si fanno!) o quelli che appena una nota politicante dai capelli rossi entra in un supermercato col cane, hanno detto che era un’importante conquista di civiltà! Civiltà un corno!!!
Io lavoro in un supermercato e so benissimo che ambiente è quello: mettere un animale in un carrello (che tutto sommato è una gabbia) e portarlo davanti al banco dei salumi facendolo impazzire per la fame con gli odori (di cibi che non possono certo mangiare lì), dove magari è pieno di gente con bambini rumorosissimi… avanti… è pieno di pessimi genitori, ora anche i pessimi padroni?
Inoltre vogliamo parlare dell’igiene? Se entro senza retina per capelli in certi ambienti, rischio una sanzione: il capello sulla pagnotta o sul petto di pollo, vi fa schifo, il pelo del cane no???!!
Ma esibirsi, per loro, è certo meglio che prendersi la RESPONSABILITÀ DI PRENDERSI CURA DI UN ALTRO ESSERE VIVENTE! Perché è questo un cane: un essere vivente. Bisognoso di cure e di affetto, come tutti gli altri esseri viventi, a 2 o a 4 zampe!
A me piacciono sia i cani che i gatti, ma vivendo in un bilocale di 50 metri quadrati, senza balcone, giardino, o cortile, e stando quasi tutta la giornata fuori casa per lavoro o altro, cosa mi prendo a fare un cane? Prendo un essere vivente e lo chiudo in uno spazio limitato, a soffrire di solitudine per buona parte del giorno, solo per avere una creatura che quando arrivo a casa mi fa le feste?
No. Io non sono così EGOISTA.
Preferisco vivere da solo, senza condannare un altro essere vivente a vivere una solitudine simile alla mia.
Quanto al Papa… con tutti i miliardi di euro (si, miliardi!!!) che si prende il Vaticano e la Chiesa con il meccanismo dell’8×1000, quanti di questi soldi vanno DAVVERO ad aiutare concretamente chi ha bisogno?
Invece di ristrutturare il mega attico di Bertone, o di pagare l’avvocato a Don Seppia e pedofili vari, o di sostenere campagne di disinformazione di associazioni (sedicenti) cattoliche contro l’aborto o contro l’eutanasia, o contro la prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili, o contro i diritti civili delle persone lgbt, o di sostenere le spese per un ex-Papa o di vescovi e cardinali che prendono al mese uno stipendio pari a metà di quello di un deputato, e altro ancora… non sarebbe meglio spendere TUTTO QUELL’AMMONTARE in opere di sussistenza ai bisognosi?
Baahh… io la pianto qui. Ho scritto quello che pensavo e son curioso di sapere chi leggerà tutto questo mio pensiero, fino alla fine!

Sarò stato sufficientemente chiaro, o mi dovrò sorbire l’assalto di animalari e filo-clericali insieme? 

…nnffff… inspira e senti bene… c’è SFIGA nell’aria…!!! – Desperate Housebachelor #12

Tutto comincia alle 6:10 di stamattina…

…abito al piano rialzato e questo significa che ho una sola rampa di scale da farmi.
Certo non sono scale mobili come queste del video, ma trovo carino questo video che mette comunque in relazione scale e palle.
Infatti ho saltato un gradino e sono caduto giù dalle scale. Quanto riguarda alle palle… da allora non hanno smesso di rimbalzare e girare! (Le mie!!!)

Da onesto lavoratore – visto che aggrappandomi alla ringhiera non mi sono fatto male, -sono andato lo stesso al lavoro. Povero scemo! Anche se non c’è stata molta gente, le cose da fare non sono mancate, e proprio dopo due ore dall’inizio del turno arriva il capo dei caporeparti! Per intenderci, una sorta di…

…che mentre mi osserva lavorare, guarda, controlla, quasi mi si poggia sulle spalle manco fosse il pappagallo del pirata, poi, vedendo che nonostante mi distraesse, non accennavo a fermarmi o a distogliermi dal mio lavoro, appena finisco, mi prende in disparte con il mio capo. Non sapevo se temere un qualche sermone o sperare in una promozione… mi dice solamente…

Il mio collega (NdA: intende il suo predecessore) mi aveva avvisato di lei, ma davvero lei sembra proprio un “magutt”!

I lettori lombardi mi perdonino la mia magari errata trascrizione del termine dialettale lombardo, ma… guardo il mio capo che quasi scoppia a ridere nel vedere la mia espressione, riguardo il suo capo, e l’unica cosa che riesco a dire al suo sorriso genuino anche se un pò sfottente…

Muratore a me??! Lo piglio come un complimento, meglio muratore che spacciatore di droga!

Una battuta del cacchio per prendere tempo e capire dove volesse andare a parare!
Immaginavo magari intendesse dire che lavoro con la stessa dedizione e precisione dei muratori che mettendo un mattone dietro l’altro, tirano su muri e case…
(E sotto sotto mi tifavo… “promozione! promozione!! promozione!!!…)

No.
Intendeva dire che sono sgraziato come un muratore bergamasco!
Daltronde l’aveva detto anche il suo predecessore che “esteticamente non mi si può guardare!” Il mio capo starà ancora ridendo!
Beh, adesso almeno sono un muratore quindi mi si può guardare ed offrire un caffè (mi ha offerto proprio la colazione: cappuccino e brioche), e in pausa pranzo mi ha anche dato qualche consiglio per apparire un pò meno “grezzo”!
Me ce manca solo di finire a “ma come ti vesti?”

Ore 15:00
Vado a fare la spesa e mentre mi avvio alla cassa, una signora mi chiede se posso passarle un articolo posto in alto, di fronte alla cassa. Gentilmente eseguo il favore chiestomi dalla signora, ed ecco un carrello attaccato ad un nano, che mi sorpassa e si mette in cassa davanti a me… La signora mi ringrazia e raggiunge il marito… si… quel maledetto nano che mi ha sorpassato alla fila della cassa! (Delinquenti di mxxxa!)

Ore 15:40
Mentre metto la chiave nella toppa, giro la chiave e mi chiama la signora con l’alzheimer del primo piano… e si rompe la chiave! (Le dee dell’Olimpo che ho bestemmiato si devono ancora riprendere!)
Stendo un serramento pietoso quanto riguarda la risoluzione del problema!

Ore 17:00
Faccio una doccia e improvvisamente esce acqua gelata. Le dee sono svenute di nuovo!
E non solo per l’urlo!

Ore 18:15
Mi preparo per un appuntamento di volontariato ma non trovo una cosa e nel cercarla, mi cade una bottiglia di alcool puro (che avevo appena comprato!!!! 13,45 € sul pavimento!!!) con cui miravo a farmi una bella bottiglia di limoncello fatto in casa! Stavolta, per le bestemmie sono svenuti i pirati di Long John Silver… tutti e 15 uomini (svenuti) sulla cassa del morto per una bottiglia (non) di rum!

Ore 19:40
Cerco di fare delle modifiche ad un sito dopo aver ricevuto un embed code… niente da fare… tento e ritento ma neanche tirando in ballo Brumilde e tutti i Nibelunghi (gli dei dell’Olimpo non si sono fatti trovare a questo giro!) ma niente da fare!
Allora vado sul mio blog (questo che state leggendo) per mettere mano ad un articolo che stavo abbozzando per il 95° compleanno di Franca Valeri – che avrei dovuto pubblicare il 31 luglio, data del suo compleanno… ed invece… non lo trovo più fra le bozze!
Brumilde è svenuta! (Alla fine è svenuta anche lei!)

Ore 21:45
Rientrato a casa, ho cominciato a scrivere questo post, contento che – almeno per stasera, visto l’andazzo della giornata – non mi è toccato un inseguimento automobilistico!

Lieto almeno che questo giorno, come il giorno di Natale…

…!!!!

17 maggio 2015, un “tradizionale” giorno di festa (mancato) – Desperate Housebachelor #11

Qualche giorno fa era il 17 maggio e dal 2007, l’Unione Europea ci ricorda in tutto il continente quel 17 maggio 1990 in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità depennò l’omosessualità dalla lista dei disordini mentali riconoscendola universalmente come una caratteristica della personalità umana. Non siamo malati, siamo fatti proprio così!

Tuttavia, in alcuni Paesi, questa caratteristica vuole essere corretta, anzi, punita dal legislatore: in 86 Paesi rischio la galera (se mi va bene!) ed in 7, addirittura la pena di morte!!!

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Tuttavia, in altri Paesi, questa caratteristica viene osteggiata in ogni modo, e anche in Paesi per definizione “civili” – in questa categoria di Paesi ci sarebbe anche la nostra tanto bella quanto vituperata Italiagruppi di persone combattono infatti contro le persone che hanno questa caratteristica, e non si rendono conto di quanto antistoriche, inutili, e stupide, siano!

Me la prendo con chi “all’ombra della Croce” (o peggio, all’ombra di un “italico simbolo” che la Storia ha infine condannato nel 1945), ci addita come nemici da annientare, dimenticando quel che il figlio di Dio disse essere il maggiore ed il più importante dei comandamenti: ama il prossimo tuo come te stesso!

In quella stessa ombra si nascondono in tanti, per ignoranza, per moda, oppure – e questo è quello che più mi fa arrabbiare – per convenienza! (E su questi individui ne ho sempre sottolineato peste e corna, e non me ne dilungherò in questa sede.) Mi chiedo se siano consapevoli dei danni che arrecano non solo agli individui, ma all’intero Paese!

Chi è informato sa che nei Paesi che se la cavano meglio del nostro, le persone omosessuali non hanno niente (o quasi) da temere passeggiando per strada tenendosi per mano, o quando al Comune intendono contrarre l’istituto giuridico del matrimonio (perché per lo Stato questo è! Per la Chiesa un sacramento, ma non per lo Stato che – almeno per definizione – è laico!), e in tante altre situazioni che ora non mi va qui di elencarle tutte perché sono alquanto banali per chi omosessuale non è. Anche questo concorre a rafforzare la coesione sociale e di conseguenza, la risoluzione dei problemi collettivi. Porcamiseria, un conflitto sociale in meno! E invece qui, in questo Paese no!

Abbiamo una pessima Legge – anzi, un testo normativo licenziato solo da un ramo del Parlamento nazionale – contro l’omofobia che esonera dal rispetto della Legge stessa principalmente i pricipali omofobi per definizione! Ed è ferma in una commissione parlamentare dall’autunno del 2013. Abbiamo un Presidente del Consiglio nonché segretario politico del principale partito della maggioranza, che annuncia varie volte un provvedimento per metterci al passo con il resto dell’Unione Europea sul fronte dei diritti civili, e rimanda sempre, l’ultimo esempio il DdL Cirinnà che non prevede il matrimonio fra persone dello stesso sesso, ma le “unioni civili” che sono ormai uno strumento giuridico obsoleto, e non solo non concede la possibilità di adottare, ma non concede nemmeno la possibilità di adottare il figlio del/la partner, la cosiddetta “stepchild adoption” consentita in altri Paesi quale ad esempio la Germania.

A partire dalla Danimarca nel lontano 1989, e poi Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Islanda, Lussemburgo, Francia, Finlandia, Austria, Germania, Slovenia (si, quel piccolo Paese fuoriuscito dalla Jugoslavia nel 1992 e che confina con il Friuli), Islanda (che non fa nemmeno parte dell’Unione Europea!), Estonia (un’ex occupazione sovietica!), il Regno Unito (un Primo Ministro laburista ha fatto le “unioni civili” ma un Primo Ministro conservatore ha fatto il matrimonio! Un conservatore che ai suoi detrattori che lo accusavano dicendo che così indeboliva l’istituto del matrimonio replicò sottolineando che faceva tutto questo invece per rafforzarlo questo benedetto istituto!!!) e non ricordo quale altro Paese ancora, ma tutti sulla scia del riconoscimento giuridico di un legame affettivo uguale ne più ne meno a quello riconosciuto tra un uomo e una donna! Pochi giorni fa, il Primo Ministro del Lussemburgo (un democristiano!!!) ha sposato il proprio compagno!

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(A destra il Primo Ministro del Lussemburgo e a sinistra suo marito, all’entrata del municipio della capitale)

E noi invece siamo ancora al medioevo se non ancora più indietro. Siamo il Paese degli antichi romani infatti, quelli che dicevano “dividi et impera”… cioè “dividi i tuoi nemici e li vincerai e comanderai su di loro”! La coesione civile della società italiana è molto “fluida e frammentata” perché nonostante siamo uniti da 154 anni, abbiamo ancora un troppo forte legame con il più vicino campanile, abbiamo leghisti settentrionali che additano ed inveiscono contro i nemici del momento nel più becero populismo, e “meridionalisti” meridionali che additano scrivendo peste e corna di Garibaldi e Mazzini e che quasi quasi vorrebbero rimettere un trono a Napoli su cui far sedere gli eredi dei Borbone-Due Sicilie! Abbiamo progressisti laici, e moderati cattolici. Abbiamo gente di sinistra che non ha letto Marx e che dei lavoratori se ne sbatte (quella che Oriana Fallaci definiva la “sinistra al caviale”) e gente di destra che è ben lungi dall’essere di una destra europea liberale e rispettosa della laicità dello Stato ma anzi orgogliosamente parte di un carrozzone becero, antistorico, che si rifà al fascismo. Abbiamo invidie e faide di ogni sorta in questo Paese, potevamo non essere tirati in ballo noi altri?

Veniamo accusati di minare la famiglia “tradizionale” quando invece, vorremmo semplicemente che venga riconosciuta la nostra (per chi ha avuto la fortuna, e soprattutto l’amore, la costanza, ed il coraggio, di formarsene una)!

Che poi diciamocelo: che cos’è la famiglia tradizionale? Quella della pubblicità delle merendine e dei biscotti della colazione e degli alimentari di una nota multinazionale parmigiana? Quella in cui sono tutti bellissimi e freschissimi dopo 8 ore di sonno o dopo una lunga giornata di lavoro? Quella i cui bambini si svegliano pettinati di tutto punto e col pigiamino che sembra appena stirato e indossato? Quella i cui bambini giocano su una casetta di legno su un albero ed il più piccino chiede aiuto ad un mugnaio/fornaio/pasticcere/ex-giustiziere-spadaccino che parla alla gallina? Allora mettiamo i puntini sulle “i”: quel tipo di famiglia non esiste, e se non ve ne siete accorti mi chiedo su quale pianeta vivete!

La vera famiglia tradizionale è quella che cambia abitudini col tempo, è quella in cui almeno una volta è capitato di scordare il bimbo all’asilo, è quella in cui marito e moglie non sono d’accordo sulle cose da comprare al supermercato il sabato pomeriggio e discutono per le corsie, è quella in cui ci si dimentica sempre una cosa da mettere in lavatrice prima di farla partire, è quella in cui i suoceri sono benvenuti in casa solo se la visita dura meno di 3 ore o se badano alla prole quando i coniugi sono al lavoro o vanno da soli al cinema, è quella in cui anche gli esponenti di secondo e terzo grado e acquisiti, si impicciano degli affari di tutti!

Secondo l’ultimo censimento ISTAT, io sono una “famiglia mononucleare”. Che è come dire che non sono single ma che sono sposato morganaticamente con l’aria di casa mia.

Ogni famiglia, qualsiasi sia la formazione, è tradizionale, perché tradizionale è l’amore ed il sentimento che li lega. La mia famiglia tradizionale quindi conta un sacco di componenti e proprio oggi, tre di questi sono venuti a trovarmi. E ad impicciarsi degli affari miei!

Avvisato del loro arrivo sabato sera, mi hanno tolto il sonno… in fretta e furia ho messo i dvd di film palesemente gay e il calendario dei bei manzi iberici in costume da bagno, nella valigia grande dentro l’armadio (che c’è? Mica sono di legno!), aspettavo il loro arrivo per l’ora di pranzo. E invece sono arrivati poco dopo le 7 del mattino! (Giusto due ore dopo che ero riuscito finalmente a prendere sonno!)

Nella mia ultima domenica libera dal lavoro, non solo non ho potuto godermi una bella ronfata fino a metà mattina, ma anzi ho accompagnato mio cugino S., sua moglie N,. e la cognata C. a vedere la città ed alcune mostre del circuito OFF di Fotografia Europea, che è stata inaugurata proprio questo week-end. Ed è proprio per questo che hanno anticipato il loro viaggio per venirmi a trovare e per visitare alcune mostre… le altre (quelle a pagamento) hanno promesso di venire a vederle insieme ad altri due cugini (L. – sorella di S. – e relativo marito) ed annessi marmocchi (fortunatamente sono solo due)!

E tra una mostra e l’altra, le solite chiacchiere sono partite dal funerale di zio S. in cui quella branca della famiglia non mi riconosceva, passando per l’atelier di via due gobbi e le domande su quando mi comprerò una casa, successivamente a pranzo al ristorante abbiamo parlato sulle mie frequentazioni e su quando presenterò loro una donna con cui mettere su famiglia. Passati poi per altre due mostre abbiamo toccato anche altri argomenti spinosi che vi sto a risparmiare e che riconducevano comunque agli argomenti dibattuti prima. E questo copione è durato fino alle 18 passate quando sono ripartiti per la volta della Lombardia.

Poco prima della loro partenza è calata la maschera. Non interessava una beata ceppa della fotografia, erano venuti con quel pretesto per capire “cosa avessi”, in quanto, ad osservazione di C., il mio comportamento al sopra citato funerale era alquanto anormale anche per un parente che non stava molto in contatto: sono stato freddo, distaccato, ho fatto parlare molto i figli e la vedova dello zio appena defunto, ho elargito “sentitissime condoglianze” solo a loro e non anche ai fratelli e sorelle della vedova (ma perché???), ma soprattutto, a funerale finito, sono andato ad abbracciare F. che era quella che ha pianto più di tutti. Un abbraccio “di una persona che ha tanto da dare ma che non sa dimostrare”. Ma dimostrare cosa???

Quindi la mia famiglia ha colto la mia ultima domenica libera di primavera per potermi fare psicanalizzare da C. (che è una parente acquisita, ed è una psicoterapeuta) perché – parole loro – c’è qualcosa che non va in me. Di carattere sono sempre stato simile ai parenti materni e di colpo loro non mi riconoscevano perché “asettico e distaccato” come i miei parenti paterni (nei confronti loro, e delle occasioni puramente formali!)!!

Avevo pensato anch’io che col tempo sono diventato un po’ più cinico e freddo, e allontanavo quei pensieri perché non voglio assomigliare caratterialmente a mio padre. (Condividiamo la testardaggine, questa caratteristica basta e avanza!)

Preparatevi le aspirine!

Il nodo gordiano è il seguente: l’osservazione che ha scatenato il caos è partita dalla mente di C. che l’ha detto a sua sorella N. che l’ha detto a suo marito/mio cugino S. che a sua volta l’ha detto a sua madre/mia zia P. che a sua volta l’ha detto a sua sorella/mia madre G. che si è preoccupata tanto da parlarne con C. (la sorella della moglie di mio cugino S. che domenica mattina è venuto a Reggio Emilia con la suddetta moglie e la suddetta cognata per… si vabbè avete capito!) che ha messo a punto questa “spedizione psicoanalitica”!

Nel silenzio più assoluto, tutti si fanno i fatti di tutti: più tradizionale di così, la mia famiglia non poteva essere!

Manca qualcosa?

Ah già. C. ha intuito che io nascondo qualcosa, ma pensa sia un trauma sentimentale, una storia d’amore tenuta segreta e finita per volontà della donzella per cui mi si è sfrantumato il cuore che ormai batte solo per lei…

Beh, c’ha azzeccato il 50 %, è stata brava.

Quello che non ha azzeccato è che io ho si tenuto una storia d’amore segreta, ma la tengo segreta per non far star male loro che non sapevano, non sanno, non possono immaginare, tutto quello che in realtà è successo e che ho omesso con successo per tanti anni.

Ed il mio essere freddo deriva ormai dalla convinzione – sempre più salda – che ormai per me, le vie dell’amore sono finite. Fi-ni-te! L’ultima storia risale a 4 anni fa, e gli strascichi non fanno male solo perché ho trasformato le “cicatrici” in “tatuaggi”, per ricordare ad imperitura memoria che io in amore non ho fortuna.

Motivo ultimo per cui in famiglia, non mi sono ancora dichiarato.

In questo ammetto di non essere molto tradizionale: in famiglia mi faccio i fatti miei!

(Ci pensa mia mamma a stordirmi con i fatti degli altri nella telefonata del week-end!)

(La “tradizionale” telefonata del week-end!)

M’è passata la fame! – Desperate Housebachelor #10

È domenica.

Quello che si definisce il “giorno di riposo” o che almeno così era fino al 2012, quando il Governo Monti – su prescrizione del precedente Ministro del Turismo, la Brambilla – liberalizza gli orari del commercio.

Fino ad allora, mi piaceva, la domenica, fare una passeggiatina per la circonvallazione fino alle 11 e poi arrivare a casa e cucinare qualche delizioso manicaretto, pianificato la settimana prima. Pasta al forno, gatò di patate, polpette, polpettone, pasta al ragù (fatto da me), arancini, ciambelle, tortino al cioccolato, pizze varie, crostate, e via dicendo.

 

Cucinare era uno sfogo piacevole e in qualche caso, se c’erano dei problemi, riuscivo a risolvere tutto brillantemente, ma ora, con la crisi e le domeniche lavorative, che hanno rovinato ogni frangia del commercio, si lavora così male, che cucinare non è più un piacevole sfogo, ma una scocciatura!

Questa domenica, scoglionato dal mondo ed ancora in fase misantropa, dopo aver sturato il lavello della cucina a fatica con ventosa e mocio (non chiedetemi altro!!!), volevo concedermi un bel pranzetto ma senza impacciare così tanto… meno male che ieri, invece di andare a ruzzare ai Petali, ho comprato alcuni surgelati. … … … No, non me li son goduti.

Per la terza volta, la Findus ed i suoi “Salti in padella” mi hanno rifilato una vera e propria “sola”, tanto che a casa mia, oggi, hanno fatto più salti in padella le madonne e i p.d. (le bestemmie, non il partito!) che i bucatini surgelati della suddetta Findus!

foto di Francesco Eftapelagos.

Come potete forse notare dalla foto, nella padella c’erano parecchi cubetti di sugo e pochissimi bucatini. A fine cottura il quadro che si presentava ai miei occhi era orribile… mezzo piatto di bucatini in un mare di sugo all’amatriciana! Ho dovuto prendere una pentola e buttare un altro pochetto di bucatini, aspettare che si cuocessero al dente e poi buttarli nella padella una volta scolati.

A questo punto, il filetto di vitello è tornato in frigo insieme alle patate prezzemolate.

E mi sono messo a tavola intorno alle 14 invece che alle 13… …con dei bucatini a doppia cottura, un sugo all’amatriciana che non sapeva di sugo, il guanciale che non aveva sapore. Bene… io le guance da porgere le ho finite e la Findus ha perso un cliente affezionato!

Dopo esser stato privato del piacere di lavorare (che grazie alle domeniche aperte, e a certe masse di consumatori ignoranti ed egoisti, oltre a politici di merda che l’hanno permesso, si lavora poco e male per tutta la settimana!) e del piacere di progettare un futuro (con questa crisi che ti puoi mai progettare??? Comprarsi una casa, una macchina? Figuriamoci l’amore!) ora mi sento privato di quel piccolo ultimo piacere universale che mi era rimasto… gustarmi i miei manicaretti la domenica o comunque di un pranzo che si possa definire davvero tale: o lavoro, o non ho il tempo di fare un pranzetto decente.

M’è proprio passata la fame!

Desperate housebachelor in the city #9 – Credenza vuota, spot, e figuracce…

…quale potrebbe mai essere il nesso fra queste cose?
Semplice… dopo una giornata di lavoro, tornare a casa senza riuscire a fare la spesa è alquanto deludente. E a volte, le conseguenze sono così assurde da essere addirittura comiche, se raccontate bene. Magari, raccontate come nello spot di una famosa carta di credito!
Dopo aver lavorato una giornata senza manco avere pranzato, l’unico pensiero era la cena.
Staccato dal lavoro, il mio primo pensiero era quello di andare a cenare nel mio ristorantino preferito, dove il rapporto qualità prezzo è molto più che soddisfacente! Ma quella sera era chiuso… forse i titolari avevano deciso di festeggiare la notizia del giorno: Berlusconi dichiarato decaduto dal seggio senatoriale.

Qualcuno potrebbe erroneamente pensare che anch’io festeggiassi l’evento andando al ristorante, ma no, non è così.
D’altronde la notizia del giorno diceva solo che Berlusconi era decAduto, non decEduto!
(Eeehh… l’importanza di una vocale!)

Ecco la descrizione del fatto:

Penne alla vodka con pancetta e cipolla…
Omelette ripiena di prosciutto e formaggio, adagiata su un letto di insalata e con un contorno di rustiche patate al forno…
Tiramisù fatto in cucina…
Tutto accompagnato con mezzo litro di ottimo vino rosso amabile della casa…
…€ 30,50.

Uscire dal ristorante, e dopo 3 metri, esternare i complimenti alla cucina in maniera che il suo fragore riecheggi e terrorizzi tutta la via (topi e piccioni inclusi)…
…non ha prezzo!

Ci sono cose nella vita (come la mia propensione a fare simili figure di merda), su cui posso sempre contare…
…per tutto il resto, c’è il bancomat!

Ecco… descritta così, la figuraccia appare quasi poetica… volete mica una descrizione secca tipo…

Desperate Housebachelor in the city #8 – architetti fateve da parte…

…che mò arrivo io!

Come scritto la volta scorsa, sono in casa dal 12 ottobre, con una gola irritata che mi faceva la voce tipo quella di Camilleri!

Ebbene, in questi ultimi due giorni, ho sistemato le riviste che erano per terra ormai da mesi (cioè da quando mi si era rotto il vecchio mobiletto che teneva le riviste!), e a tre settimane da quando ho comprato le due piccole librerie al mercato dell’usato (in totale ho pagato poco meno di 12 €!!!)(ancora un GRAZIE  a Marianna che mi ha aiutato per il trasporto!!!) e anche se ho sistemato le cose sulla libreria un pò alla carlona, mi ha riempito di soddisfazione riuscire a mettere a posto entrambi gli armadi, sia quello estivo che quello invernale!
Oggi invece, oltre ad aver finito l’opera e messo a posto il casino che avevo nel secondo comodino, ho anche spostato un paio di poster per poter mettere, in quello che sarebbe dovuto essere da sempre il suo posto, l’appendiabiti… accanto l’ingresso!
I precedenti inquilini lo avevano piazzato accanto alla porta della camera da letto, ed era un pò imbarazzante dover andare in un’altra stanza per posare i cappotti.
Quindi, architetti e interior designer, statevene alla larga… io mordo!!!
A circa due anni dal post in cui ne parlavo, beh, non ho perso il mio buon gusto e il mio buon senso pratico! Ne sono davvero contento!!!
Altro che i “fantastici 5″…

…ma dove sono andati a finire? … … … Ma perchè non ho mai preso il porto d’armi? (No… non pensate a male… era una domanda venuta in mente così a caso…)

Desperate housebachelor in the city #7 – Non dimenticare a San Faustino…

…a fare un pieno di buon vino!

No, non sto diventando alcolizzato, ma mi son fatto un risotto alla milanese come Wilma De Angelis comanda!


(Avvertenza: se avete il cuore debole, evitate di guardare questo video!)

E per il risotto alla milanese anzichè un vino secco vi consiglio di usare (con giudizio) del buon bianco amabile, magari frizzantino, ovviamente, se vi piace la carne trita ci sta bene ma in tal caso limitate il vino perchè la carne lo assorbe molto bene!

Quest’anno, rassegnato all’eterna devozione a questo Santo protettore di noi single per scelta (altrui), ho passato il pomeriggio riposandomi un pò e poi mettendomi a cucinare. Tuttavia non potevo fare a meno di tenere la tv accesa e notare come questo Paese non sia adatto a me due volte: 1° perchè sono gay; 2° perchè sono single!
Non c’è stato un canale, uno solo, che non si sia accanito con la festa del giorno prima, e anche spegnendo la tv ed uscendo per un’oretta, non potevo fare a meno di guardare queste coppiette che mi venivano letteralmente addosso. Passando poi da Acqua e Sapone per comprare del detersivo per piatti, c’era anche la commessa che mi voleva far sentire un profumo – a suo dire – irresistibile, e che avrei potuto fare “grandi conquiste”… che c’ho scritto “ZITELLO” sulla fronte???
Mi sono girato guardandola malissimo e un lampo di soddisfazione mi ha colto quando è arrossita per la gaffe. (O per la paura!)

Ma mentre ero in fila alla cassa ho notato una coppietta di due ragazzi, di cui uno virile come una drag queen, e mentre pensavo questo, mi affaccio a vedere che dalla sua busta di carta posata per terra… usciva un ciuffo biondo…una parrucca… un pensiero e neanche a farlo aposta, la busta di carta si accascia a terra e la parrucca prendela sua forma… un caschetto biondo… e intravedevo anche un paio di lustrini… eccoci, vai, lo sapevo io! Indovina questo che fa nel tempo libero… già me lo immagino…


(no, non era lui… ma immagino combini cose del genere!)
(Quindi fra le due litigante, la terza… ride!)

  Perchè dobbiamo avere lo stereotipo che ogni gay, vuole diventare Raffaella Carrà? Io no!


(da “la hora de Raffaella” – tve – 1976)
(eh… anni ’70… bei tempi per pidocchi e piattole, e tempi duri per i barbieri!)
(Se poi i costumi erano in tessuto sintetico, ahi voja l’elettricità statica!)

Che sia questa mia anticonformità la vera ragione della mia singlitudine?
Ad ogni modo non mi vedrete mai fare cose del genere… sul mio CV, come DHD prima, e come Black Widower dopo… ho combinato di peggio!!! (Ma vi immaginate a me sul cubo? Ebbene si, questo l’ho fatto… che vergogna!!!)

Ed infine, la serata si è conclusa guardando l’ennesima puntata di “Leone – il cane fifone” seduto sul divano, a gambe incrociate, col barattolo di nutella… e la bottiglia di Garzellino a portata di mano! Ancora mi chiedo: ma come sono arrivato a questo punto?
Ce l’ho messa tutta, sono stato me stesso, senza maschere e senza finzioni, eppure niente da fare. Tento sempre di restare coi pidei per terra ma senza diventare cinico, e poi? E poi succede che comunque, ci casco con tutte le scarpe. Puntualmente. E finisce sempre alla stessa maniera, quando per un motivo, quando per un altro, ma sempre lo stesso finale: Seduto sul divano a guardare qualche scemenza in televisione… con un vasetto di nutella… ed un bottiglione di vino.
Svuoto il primo. Non tocco il secondo. Perchè non voglio dimenticare… per non sbagliare di nuovo – tentativo vano, quello di correggersi – e non cascarci più.
Ma stavolta son deciso a non cedere. Basta romanticismi, basta uscite a scopo di conoscere qualcuno, basta.
E che San Faustino mi protegga!

Vi lascio con questo video…

…e un appello: Wilma!!!! Torna in cucina!!!! Insegnami la tua arte!!! (Quella culinaria! Sono stonato come la campana caduta sulla testa di Peppone!)(Spiacente, non ho trovato il video!)

Post Scriptum: Ma l’immagine del video sopra, non vi ricorda qualcuno? …. …. …. …. …. …. ….

Desperate Housebachelor in the city #6 – albero o presepe?

E’ storia: l’Italia è sempre divisa in due… di destra o di sinistra, il calcio giocato o il calcio guardato in tv, il vino o la birra, il nord o il sud, il mare o la montagna, la roulotte o il campeggio… l’albero o il presepe!

Infatti eccoci all’8 dicembre… e nonostante tutto, oggi ho lavorato e nelle chiacchiere fra colleghi spuntavano tutti i recenti casi di cronanca nera e peggio (cosa iniziata dal simpatico vice-responsabile che una mattina di circa 5 mesi fa, di punto in bianco, disse di aver visto una vivisezione su youtube!!!)… e per togliere il senso di disgusto e di amarezza, lancio il mio argomento… “ma l’avete fatto l’albero?”

E via che la collega stra-bigotta mi mangia vivo con una spassionatissima difesa dei valori del cristianesimo e quindi del presepe… passa la palla il collega che preferisce l’albero che “ormai fa tradizione” e poi è bello ripiantarlo in giardino… altro collega ‘albero si, ma se non hai il giardino… meglio l’albero finto, ecologico… altra collega fa tutti e due, cosi i bambini sono contenti… il vice-responsabile l’albero… ma non mette la punta… “vai a sapere che magari ti cavi un occhio!?”

Ma vi rendete conto con che razza di gente lavoro?

E al di fuori del lavoro un amico mi da appuntamento all’aperitivo del mercoledi per fare quattro chiacchiere e conoscere gente nuova… cosa che escludo, essendo da due mesi a questa parte, in fase “suor Nausicaa”, e se ballo, c’è sempre la stronza che pretende di essere simpatica indicandomi di continuo e ridendo come una scema.
E se bevo al tavolo sono un asociale, e se bevo al bancone sono un alcolizzato… non è mica colpa mia se sono resistente al’alcool… l’ultima volta ho bevuto solo due birre medie alla spina, due doppie vodke alla pesca con red bull, due americani, e per par condicio, due black russian! Ed il tutto senza sforare il budget giornaliero! Tanto a me chi mi se pija???

Si, l’Italia è divisa in due, e delle due parti non saprei dire bene dove mi schiero, ma su una cosa si. lo posso dire… ALBERO, ora e sempre albero, rigorosamente ecologico, e realistico – e per essere ancora più realistico ci spruzzo sopra anche il deodorante per ambiente al profumo di pino di montagna! Le lucine che quasi non si notano, qualche piccola pallina, una stellina di cartone in cima, qualche dado da cucina con un fiocchetto, ed ecco pronto il mio piccolo e modesto alberello, che mi tiene compagnia in casa fino al 6 gennaio… che ogni mattina mi da il buongiorno, ed ogni sera la buonanotte, ricordandomi che ci avviciniamo al giorno dell’anno che ogni bambino aspetta e anche se bambini non siamo più, come si può resistere? Come si resiste a quell’atmosfera, che nonostante il mondo non sia un bel posto, ti rende più gentile e lieto con tutti?
Il presepe, a mio parere, non è adatto ai single – soprattutto se inaciditi come me!
Inoltre ci metto sotto i pochi regali che ricevo, e i tanti regali che mi faccio durante l’anno – mi chiedono se devono incartarlo, dico di si, ed ecco che finisce nell’armadio… spesso mi dimentico pure cosa ho comprato… più regalo-sorpresa di così…!!! – e poi li apro a Natale! E voi? Albero o presepe?

Questa è la mia piccola ricetta per non finire a Natale come questa povera renna… che non regge l’alcool come me!