…mentre quest’incubo lo faccio da poco!!!

Di fatto non facevo quell’incubo da un bel pò… ma ultimamente, da metà settembre, c’è un nuovo sogno ricorrente… non così cruente e crudo come il primo, ma spero che il suo significato non rimanga un mistero.
Dapprima non collegavo i due sogni… il nuovo al vecchio… ma…
….
Sono in uno di quei tipici borghetti di cui l’Italia è piena, fra vicoli antichi, e viuzze a malappena illuminate, da faretti come ci stavano negli anni ’50. Tutto è quiete, tutto è silenzio, non si muove niente quela notte, ci sono così tante stelle, ed una luna piena così grande… da rimanerci incantati… ad un tratto sento rumori di passi, e distolgo l’attenzione da quel cielo così particolare.
Aspetto un pò, poi comincio a correre, senza emozioni, senza rabbia, senza disperazione… l’unica cosa che sento è la determinazione.
Sono determinato… questa volta devo scoprire finalmente QUELLA verità! L’ora è giunta?
Corro di strada in strada ed il panorama cambia, come se passassi in quartieri diversi, sempre più moderni, con strade sempre più larghe, non passano macchine, non c’è nessuno per strada, ai palazzi ai lati delle strade si scorgono luci accese, asettiche, come se in quei locali, non ci fosse nessuno…
ad un tratto, mentre continuo a correre con ritmo sostenuto, noto due ragazzi, vestiti normalmente, correre verso di me… in quel momento non mi chiedo neanche chi siano, non me ne importa assolutamente niente, e quando sembrava stessimo per venirci addosso, a nemmeno due metri di distanza, giriamo nella medesima direzione e corriamo tutti insieme nella stessa strada per un pezzo, incrociando altri ragazzi e ragazze come noi, che corrono ognuno verso la propria verità, ognuno seguendo una strada diversa, girando o cambiando o condividendo con altri pezzi di strada/percorso, i due ragazzi che avevo incrociato prima hanno cambiato percorso, altri mi hanno accompaganato per un tratto… a differenza dell’altro incubo, questi ragazzi (e ragazze) che corrono, li vedo benissimo, in ogni minimo dettaglio anche se non mi curo di asservarli più di tanto… io non conosco nessuno di loro!
E la cosa non m’importa minimamente! Perchè sono determinato ad arrivare alla mia verità!
Dopo aver corso tanto, non sento la stanchezza, sento solo ancora quella determinazione che mi fa correre fin dall’inizio… comincio a rallentare, sono quasi arrivato, sono vicino, aono vicino a quella verità he voglio, mi fermo ed ecco… le immagini di quell’incubo ricorrente, le vedo tutte, sospese per aria, fino alla fine, e quando sta per arrivare la scena in cui mi viene rivelata la verità che cerco… le immagini spariscono di colpo!
La sorpresa mista alla delusione, alla stanchezza, è tale da svegliarmi!
Sono sbigottito e perplesso, quasi arrabbiato, e fra me e me, mi dico qualcosa del tipo "cazzo!!! proprio adesso??? noooo!!!"
Pian piano ho capito che i due incubi sono correlati… anche quest’incubo è particolarmente realistico e coinvolgente.
Qualche sera fa, ho visto un video in televisione che rispecchia in gran parte, non solo il mio incubo, ma anche la sua atmosfera ed il suo ritmo incalzante…
…di più non so che dire… e voi? Qualche idea su come interpretare questi due incubi? Ce ne saranno altri che seguiranno?

un incubo lungo quasi 10 anni…

Tutto comincia in un villaggio, le case sono basse, fatte di pietre con tetti in legno e paglia (o frasche secche) impastate ad una strana argilla, non sono molto vicine, e mi sorprendo che non ci siano mura di cinta, tutto è aperto… sentivo quel luogo come molto familiare, ma sentivo qualcosa di pesante che mi penzolava dal lato sinistro e batteva con la mia gamba, ma non riuscivo a vedere cos’era, anzi non ci vedevo affatto niente… le strade, o meglio gli spazi tra le case erano fatte in parte di terra battuta, e delle pietre delimitavano le varie aree dei giardini, dove oltre a esserci piccoli orticelli, vi erano anche dei piccoli recinti con alcune pecore, galline e polli giravano indisturbati per la strada in terra battuta. C’erano anche dei carri pieni di qualcosa nascosto da un telo, forse pronti a partire o forse appena arrivati… non erano legati a niente.

Mentre camminavo, qualcosa comincia a inquietarmi… mentre tutte queste cose che vedevo erano nitidissime, le persone sembrano non aver consistenza, quasi fossero fatte di fumo anziché di carne e ossa (perché?). Non le vedo perché non sono nitide, Sono fumose e offuscate.

L’ambiente intorno a me è aspro, meglio, non è il pendio di una collina, ma sono dei terrazzamenti, dei piccoli altipiani.

Passo dal primo gruppetto di case al secondo salendo una stradina in salita non molto pendente, infatti ci sono dei campi coltivati da poco, e li vedo un uomo che passa l’aratro con i buoi, ma mentre gli animali e l’aratro (di legno, arcaico cioè senza ruota) sono nitidissimi, invece il contadino sembra intangibile e fumoso.

Il secondo gruppetto di case è quasi uguale al primo, e quando sono quasi al centro di quel gruppetto di case, sento animali inquieti e poco dopo un terremoto comincia a scuotere tutto, tutti spaventati corrono verso le colline, e sento anche le loro urla, anch’io corro insieme a loro, ma cominciano a spintonarmi, e mi accorgo di una cosa strana, mi vedo i vestiti quotidiani addosso (jeans, maglietta) ma non sento quelli come veri vestiti, infatti dopo uno di questi spintonamenti urto un legno e toccandomi poco sotto il ginocchio, sento di toccare la mia pelle sanguinante e non i jeans che mi vedo addosso. Quindi corro insieme a queste persone verso un’altura in cima alla collina che stiamo tutti nervosamente risalendo e una volta giunti lì ci accorgiamo che il terremoto è finito.

L’altura in cima ha degli edifici in pietra e marmo, sembrano templi greci, ma le colonne sono coperte dall’edera. L’edera è dappertutto e soffoca ogni cosa. Istintivamente con la mano sinistra afferro qualcosa che non riesco a vedere, sembra essere un tubo o un’impugnatura, è sul mio lato sinistro, è quella cosa che non riesco a vedere ma che sento pendere e battere sulla mia gamba.

Mentre le persone si calmano ricomincia il terremoto, ancora più violento, tutti veniamo sbalzati in aria, uno dei templi piccoli, crolla, mentre dal tempio grande cade una colonna dal lato frontale e spezzandosi in alcuni tronconi, colpisce alcune persone. Finito lo scossone, alcune persone mi impediscono di aiutare i feriti, anzi non mi fanno neanche avvicinare, comincio ad arrabbiarmi.

Appare una donna che è l’unico essere umano che vedo bene, tangibile, nitida, ha una tunica bianca, un cordonico marrone chiaro, o forse verde cinta alla vita. ed è di spalle, con le braccia alzate, urla qualcosa con un tono di voce neutro (non è agitata o arrabbiata), per un secondo mi sembra di vedere una clessidra ma senza la sabbia. Urla cose che non riesco a comprendere e un’ira comincia a farmi bollire il sangue, perché sento che urla qualcosa che riguarda me, forse una sorta di accusa che sento ingiusta. Siamo tutti davanti ad un templio secondario, non è molto grande.

Questa donna ha una voce bellissima, solenne, non capisco niente di quello che grida, non riesco, anzi non posso vederla in volto, nessuno può. Ha dei capelli rossi, leggeri, lisci e lunghi, ad un tratto questi capelli si appesantiscono come se si fossero bagnati e delle gocce rosse cominciano a sporcare la sua tunica bianca.

Mi colpisce molto la sua tunica, è bianchissima, candida, talmente bianca che sembra emanare luce propria.

È così bianca che noto subito cadere dai suoi capelli le goccioline rosse, è sangue, e non so perchè, ma so che non è il suo.

(Sembra esserci una distanza di circa 3 o 4 metri fra me e lei, ma noto subito quelle macchioline, il mio umore è seccato, sono seccato, arrabbiato.) La luce dentro quel templio si spegne e la donna urla ancora più forte ed è molto agitata e arrabbiata, furiosa.

Appena lei finisce di gridare, mi guardo attorno, 5 o 6 persone sono disposte in cerchio attorno a me e cominciano a farsi minacciose (continuo a vederle fumose, non nitide), appena una mi assalta, con la mano sinistra estraggo una spada (che continuavo ad impugnare già da prima), non è lunga come quelle del medioevo, ma poco più corta, come quelle molto antiche, come quelle che vedevo sui libri di storia. non capisco neanch’io perché la uso con la sinistra e mi stupisco ancora di più nel constatare quanto sono bravo nell’usarla. Nasce una lotta. (A mente fredda ragiono di quanto è irrazionale: se estraggo qualcosa dal mio fianco sinistro, che tende al basso e mi tocca la gamba, dovrei estrarla con la mano destra, giusto? Sarebbe molto scomodo farlo con la mano sinistra, eppure lo faccio anche velocemente.)

Ma la stanchezza comincia a sopraffarmi e comincio a sentire che vicino a me, da qualche parte, qualcuno sta aiutandomi… ma come non lo so. (In quel momento.)

Ad un tratto qualcuno da dietro mi stacca di netto il braccio sinistro, me lo taglia con la sua spada, lo vedo anche cadere a terra, e mentre dolorante cerco di prendere con la mano destra la mia spada, vedo la punta di una freccia trapassare l’uomo che mi ha tagliato il braccio. Sono ancora a terra e ho preso la mia spada con la mano destra, per terra sento di essermi bagnato è sangue, il sangue delle persone morte a causa di quella donna. Ebbene lei è davanti a me e comincia a ridere fragorosamente, ma continuo a non riuscire a vedere il suo volto, c’è un’altra scossa di terremoto che apre una voragine sotto i miei piedi, ci cado dentro e si richiude sopra di me. L’ultima cosa che sento prima di morire, immobilizzato da quell’ammasso di terra fredda e umida, sono i vermi che cercano di entrarmi sotto la pelle (e ci riescono) e la risata di quella donna.

………………………………

Da 4 anni e mezzo a questa parte, a volte riprendo sonno e ricomincio l’incubo dal punto in cui stavo lottando.

Sono un’altra persona sono un ragazzo poco vestito e scalzo, e uso arco e frecce. Dopo aver colpito uno che mi ha staccato il braccio sinistro (ovvero l’ha staccato all’altro me stesso, quello con la spada), tre persone mi accerchiano ed uno di questi mi disarma venendomi alle spalle. Con una pietra ne ammazzo uno e prendo la sua lancia. Uccido gli altri due. La lancia è corta e anche questa la uso con la mano sinistra (in realtà ero ambidestro fino a quando mi sono rotto il polso sinistro alla fine del 2004) sento l’ultima scossa di terremoto e mi vedo, lì per terra (mi vedo come una terza persona) ferito e mutilato, cadere nella voragine.

Corro e uccido i tre uomini (anche qui, tutte le persone non le vedo nitidamente) e la donna mi dà una manata e mi sbatte contro un muretto basso, e mi viene incontro. Lei è nitidissima, e adesso riesco a vedere il suo volto. Ha la pelle liscia e chiara, ma ha solo una bocca con delle labbra molto molto sottili, e gli occhi molto grandi, di colore gialli. Sono orribilato e spaventato, è un volto semplice ma orribile. Mi si avvicina, ma di sorpresa la trafiggo con una lancia corta, la sviscero e poi infierisco fino ad essere sicuro d’averla uccisa.

A questo punto corro nel punto dove son caduto dentro la voragine e comincio a scavare con le mie mani ma comincio a non vedere più niente perché piango (senso di colpa?). Batto dei pugni a terra e sono disperato e pian piano mi allontano andando verso l’alto e vedendomi (ho dei capelli molto corti, castani chiari) disperato piangere accasciato a terra.

Adesso c’è anche il seguito di questo incubo, ma non è cosi macchinoso… … (continua con il prossimo post)

delirio

Maledetta emicrania!
Sabato, come al solito ho passato la nottata pantofolara in casa, a guardare le maratone notturne televisive…
No, non c’è niente da fare!
Io in discoteca, se non ho compagnia non ci vado! Non mi riesce, e non mi riesce di trovare qualcuno di cui essere veramente amico, perchè tutti mi abbandonano. Ovunque sono. Io e loro!
Ho la mia bottiglia di vino bianco fresco e me la bevo, bicchiere per bicchiere, 2 litri e mezzo. Ecco come passo il sabato sera, neanche fossi un irlandese ubriaco, novello Oscar Wilde de noarti!
Ed ecco che la domenica mi riserva una fottuta emicrania. Me la sarò cercata con il vino?
Non lo so. So solo che quando bevo, poi nel sonno non riposo nemmeno.
So solo che ho voglia di scappare, di correre. Ogni domenica.
Ogni fottuta domenica.
Lungo la circonvallazione al limite del centro storico.
Non corro veloce come gl’altri, perchè è la disperazione che mi mette le ali ai piedi.
Non corro, fuggo! Qualcosa non va e non andrà mai!
La maledizione ha vinto.
Tutto è perduto.
Ho perso.
Ho perso...
Ho perso… lui, per cui avrei mollato tutto! La mia incrollabile rocca è scesa giu nel mare tempestoso e ancora le onde sfrangono dannate! Dopo tante illusioni, perchè torno indietro? Non voglio tornare indietro! Voglio tornare indietro! Non voglio tornare indietro! Ho perso la speranza di trovare qualcuno o forse ho solo perso di vista me stesso?
Sono in un viscoso marasma tossico, una marea nera e rossa, viscida e pesante, e non intravedo speranze abbastanza luminose da farmi trovare aria da respirare.
Quando trovo qualcuno che possa essere la persona giusta, tutto va al contrario di come dovrebbe andare… e il destino che me lo rinfaccia… nessuno è destinato a me! O sono io a non essere destinato a nessuno?
O nessuna delle due, e mi manca la vita che avrei voluto?
Gatto selvatico scuro e agile nel buio della notte con la luna piena. Si, sono un gatto libero, ma senza un compagno a cui far le fusa, a cui tenere compagnia e a cui dare tutta la mia passione. Ed il mio amore. E le mie emozioni. Tutto sembra un tormento, ogni speranza si rivela un’illusione che costa anche troppo cara!
Girare per l’appennino non è stato come girare per quella terra con l’aria sempre pregna di salsedine. Maledetta terra, bagnata da quel mare magico, che ti incatena e ti lega a se, per sempre.
Corro e per quanto veloce non gli sfuggo.
Volo ma per quanto vado in alto son sempre sotto il suo tiro.
È un pò come dice la canzone… chiudendomi dentro di me, vivo la mia vita spaventato, allora chiudo gl’occhi e credo in qualsiasi cosa venga detta, perchè in questa terra di grandi confusioni, è facile perdere il controllo!
Siamo in uno strano mondo ma al contrario della canzone, non è vero che non esistono segreti lasciati per essere scoperti, non è vero basta credere che tutto andrà bene. No.
Ma è vero che questo mondo brucia ogni lacrima che esce dagl’occhi!

           
 
No.
Non voglio piangermi addosso.
Non voglio permettere a questo mondo di bruciare ogni lacrima che esce dai miei occhi.
Non voglio permetterlo a nessuno! Costi quel che costi!
E allora ricomincio a correre ma non fuggo lontano… prendo la rincorsa per attaccare frontalente… il mio limite!
Eccoti!
Mi hai spaventato abbastanza! Mi hai tenuto sotto controllo anche troppo e adesso è ora che te ne vai!
Mi hai costretto a sentire cose che non avrei mai voluto sentire, a vedere cose che non avrei mai voluto vedere, a dire cose che non avrei mai voluto dire, a…. provare l’amore più grande che non avrei mai dovuto provare!
E sentirne la mancanza per tutta la vita, una volta irrimediabilmente perso!
Hai colpito il mio punto debole, la mia paura di abbandono. Hai osato farlo… e non c’è modo per rimediare.
Imparerò a sfruttarti… e a metterti con le spalle al muro cosi come tu hai fatto con me!
Una volta con le spalle al muro, ti trafiggerò e ti sventrerò!
Una lotta all’ultimo sangue, è questo quello che vuoi, o io o tu, ed uno solo di noi due rimarrà in piedi.
Hai preso le mie sembianze ed hai fatto il tuo errore fatale!

        
Perchè ho smesso tempo fa di volermi odiare, e ancora mi odio per te, limite maledetto alla mia realizzazione!
Hai preso la mia vita senza il mio permesso e te ne sei appropriato, mi hai dannato e perseguito invece di andartene e lasciarmi il mio spazio con l’andare avanti del tempo!
Rivedrò i miei piani, perchè le cicatrici al mio cuore sono sempre aperte e sanguinanti.
Non andrò mai in grecia, né mai andrò sulla sua tomba. Non è una tua vittoria, è una mia volontà! Potrei fare il contrario di ciò che vuoi, e cosi facendo ti darei nuove possibilità per colpirmi, ferirmi, straziarmi, ma appena sarà il momento non te ne accorgerai nemmeno, avrai una spada conficcata nelle budella. Cosi come tu mi hai fatto vedere negl’incubi!
Ma invertirò le parti, non sarò io la vittima, non sarà quella donna la carnefice.
Sarò io a rincorrerti e a tagliarti di netto il braccio, a trafiggerti con la spada, a seppellirti mentre ancora respiri.
… Hai le ore contate!