“D’inverno un leone…

…e di primavera, un coglione!”

Questa è la “perla” di saggezza (e di finezza) che mia sorella m’ha mollato al telefono venerdì scorso quando le ho detto che ero ammalato con la febbre a 39 e passa, e due tonsille rosse e grosse come il Canada.
Oddio… “detto”… a differenza della volta scorsa, non avevo la voce di Fiorello/Camilleri, ma devo ammettere che sembrava di avere una motosega in funzione in gola. Adesso che le tonsille si sono retrocesse ad essere meno rosse e meno grandi (tipo il Quebec!), mi sembra di avere una motosega spenta che si aziona solo quando mangio.
Chiuso da venerdì in casa, mi sono perso un week-end soleggiato e con bel-tempo. Inutile dire che con questo bel week-end il mio stato d’animo era simile a quello di Fantozzi con la nuvoletta dell’impiegato!

Il che, ha portato notevoli disagi per quelli che erano i miei programmi, in quanto volontario ed attivista.
Tuttavia, tra un antibiotico ed un oki, ho passato un fine settimana all’insegna di youtube!
Riscoprendo i posti dove sono stato in vacanza, ma in video d’epoca. Oppure scorgendo le mete probabili delle mie prossime ferie. O ancora lasciandomi guidare un pò dalla musica.
Quando le cose sembrano andar male – e come ho risposto su un post di facebook poco fa – cosa c’è oltre alla musica che ispira e rincuora l’animo umano? (Suggerivano la poesia e Shakespeare, ma a differenza di certi parmigiani, ricordo bene quello che il bardo scrisse di due giovani adolescenti veronesi in preda agli ormoni tipici di quella età!)
A dirla tutta, la tv mi è venuta a noia: le uniche cose che guardo in tv sono i documentari di rai storia o qualche episodio di “Leone, il cane fifone”…


(per la parte migliore, cominciate al minuto 5:10)

Mi scopro a dirlo più spesso: sta vita è troppo seria!
Sarà l’insoddisfazione generale, sarà che son single da troppo tempo, sarà che sta crisi non molla. Ma ho passato un inverno parecchio discutibile sia sul piano lavorativo che sul piano delle soddisfazioni, tra trasferte mensili, screzi con i mezzi pubblici ed i loro occupanti (si, occupanti, non utenti… gli utenti sono quelli che pagano il biglietto. IO sono un utente!)(E parafrasando Gioele Dix, sono anche incazzzzzzato come una iena!)
Si, perchè non sono solo gli impiegati a fare una levataccia al limite delle possibilità umane. Anche noi operai del commercio su larga scala, in trasferta, sò proprio cazzzzz………!!!!!!!!!!!!!!


(e non ho nessun curioso animale domestico!)

Febbraio che il lavoro mancava, marzo in trasferta tutto il mese, e l’ultimo giorno d’inverno, mi si sfascia il pc, perdendo qualcosa come 200 gigabytes di dati! Ecco, che se fosse per me, l’inverno andrebbe abolito per Legge come il lunedì, e se lo dico io che sono nato a febbraio…!!! Fatto sta che quest’anno mi compiacevo di non essermi influenzato per nulla! E poi cado a maggio con un caldo estivo e a causa di una tonsillite… ma dai!!!

Ecco perchè dico che la musica è consolatoria!

Un pezzo d’Italia che se ne va…

A distanza di nemmeno 36 ore, sono venuti a mancare due personalità italiane molto famose anche al di fuori dei nostri confini.

Si tratta di Little Tony e di Franca Rame.

   Sinceramente la musica di Little Tony (alias Antonio Ciacci) non mi ha mai ispirato granchè, non mi piace particolarmente, ma a differenza di altri cantanti, quando passava per radio qualche suo brano, non commentavo come faccio con Gigi D’Alessio o Marco Mengoni, sentivo che nella sua musica ci metteva proprio l’anima. Era una di quelle persone che simboleggiavano l’Italia (anche se pochi ricordavano che – seppur nato a Tivoli – fosse Sammarinese) della seconda metà del secolo scorso, una di quelle persone che facevano qualcosa con passione e con dedizione tanto da arrivare a risultati sorprendenti, e purtroppo, di persone così ce ne sono sempre meno. Purtroppo.

   Nelle interviste che si sono susseguite nei vari programmi televisivi, non poteva non venir fuori il modo di come parlava del fatto che veniva spesso riconosciuto all’estero dagli emigrati italiani, e senza accenni da “divismo” come avviene invece per altri musicisti oggigiorno.

   Il suo stile era quello che rispecchiava il rock americano, ripeteva spesso che prima di Elvis Presley, la musica non esisteva e che dopo il successo del rock, lui – che proveniva da una famiglia di musicisti – si fosse appassionato a quel genere musicale che fu poi la sua ragione di vita e la sua fortuna. Le copertine dei suoi album infatti rispecchiano tutto ciò, erano uno dei simboli di quell’epoca, gli anni tra il 1960 ed il 1979, di un’Italia che copiava spesso l’America e che invece produceva un suo rock comunque diverso e di qualità…  forse agli occhi delle generazioni più giovani, quelle immagini, possono apparire quasi pacchiane, ma in un mondo così complesso e con generazioni che si fanno foto da pubblicare su facebook o sul web, tali da farsi soprannominare “bimbiminkia”, beh… ci siamo capiti! Uno dei suoi pezzi, uno di quelli che rispecchia quello stile e che poco si sono sentiti in questi giorni in cui i suoi cavalli di battaglia hanno riempito l’etere ed il web..

(Bada bambina – 1969)

…ma personalmente mi piace ricordare la sua partecipazione ad un altro genere di canzone…

(Gabry Ponte feat. Little Tony – Figli di Pitagora – 2004)

Franca Rame invece era più di un’attrice di teatro, quando si dice che il XX° secolo è stato il secolo della donna, non può non venire in mente il suo nome!

Famosa anche per essere la moglie di Dario Fo. Con Dario Fo ha fondato una loro compagnia teatrale, che spesso dava spettacoli di denuncia sociale e politica, nonché di controinformazione. Abbracciati gli ideali del ’68, mise in scena spettacoli che rispecchiavano quei suoi ideali nelle fabbriche e nelle scuole occupate, nei circoli Arci e nelle Case del popolo. Un impegno sociale che fu una delle cause dello stupro che subì nel 1973 da estremisti di destra coperti da esponenti dell’Arma indegni di farne parte, ed ecco che per superare questo tragico evento, Franca Rame, da artista qual’era, qualche anno dopo mise in scena la piéce “lo stupro” e nella seconda metà degli anni ’80 trovò il coraggio di denunciare quanto successo. La magistratura intervenne, trovò e processò i colpevoli, la verità venne a galla… ma troppo tardi… sopravvenne la caduta in prescrizione del reato.

Nel 2006 venne eletta al Senato della Repubblica nelle fila dell’Italia dei Valori, e alle successive elezioni presidenziali, venne proposta la sua candidatura al Quirinale ma raccolse solo pochi voti. Polemica la sua proposta di cancellare la parata del 2 giugno, ricordo di aver apostrofato male quella proposta, era comunque onesta ai suoi ideali e si dimise da senatrice nel 2008 prima che venissero sciolte le camere.

“lo stupro”

Devo anche dire che mi sono commosso quando al funerale laico, Dario Fo ha salutato per l’ultima volta la sua compagnia di una vita. Le donne vestite in rosso, il coro di gente che cantava “Bella Ciao”…

http://http://www.youtube.com/watch?v=4qc3-ZI0eqY

Due personaggi così, lasciano allo stesso tempo un grande vuoto ed una grande eredità, erano due personaggi simbolo di un’Italia che si dava da fare e che raggiungeva grandi risultati, con le proprie forze senza reality show o talent show di dubbio gusto. Due modelli per generazioni (quelle dal 1980 in poi) che poco li hanno conosciuti e a cui dovrebbero portare rispetto..

Tango

Qualcuno più bravo di me disse:

Il tango è un pensiero triste che si balla.

Giovedì notte ho visto i campionati europei di tango su raiuno, e neanche a farlo apposta, venerdì sera, mentre rientravo dal lavoro cambio strada e vado all’ostello di Reggio Emilia dove sapevo ci fosse una serata danzante di tango. Andavo con lo scopo di veder ballare la gente.
Invece gli insegnanti invitarono le persone lì presenti a formare delle coppie e a ballare… sono stato “rapito” da una gentile signora con cui ho ballato un’oretta… erano 8 anni che non ballavo così il tango, ed ora lo facevo con una perfetta sconosciuta…

 …uno degli insegnanti ha notato che non sapevo guidare… lo so… ma provavo quasi fastidio ad essere in contatto con una sconosciuta. Badate: non perchè fosse una donna o una sconosciuta o entrambe le cose, ma perchè c’era un contatto. Ma poi ho sentito un tocco al cuore, respiro profondamente e sento un soffio sul collo, sottile, delicato, caldo come un respiro ed un volto ed una voce che non dimenticherò mai si materializzano nella mia mente… mi lascio guidare… non da quella gentile signora, ma dalla musica…

Sono passati 8 anni da quell’ultima volta… e anche allora ci lasciavamo guidare… dalla musica e dall’amore… e improvvisavamo, noi due, sempre di nascosto, ad ogni accenno di tango che la radio – che tenevi sempre accesa – passava, mollavamo tutto e ballavamo… anche se tango argentino doc magari non era….

…ci guardavamo negli occhi a dispetto della regola che impone di non farlo, e sognavamo ad occhi aperti di essere altrove, magari in mezzo alla gente che ballava senza badare a noi due… una cosa “normale”…

…e quante volte, quante,  ho guardato le coppie – e le guardavi anche tu – che nelle feste di Paese ballavano tranquillamente mentre noi non potevamo farlo… un ballo… e se lo facevamo, era di nascosto, sempre… sempre noi due, soli… guardandoci negli occhi e immaginando il nostro futuro insieme… un futuro che non è mai arrivato. E che mai arriverà!
Ricordo ancora quella volta… l’ultima… era il 29 agosto del 2004…

…e tu quella volta mi stringesti così forte, volevo che quelle notti non finissero mai… mai.

La brezza del tirreno aveva lasciato il posto alla brezza di terra, e ci baciavamo sotto un cielo stellato che pareva essere la scenografia di chissà quale polpettone romantico cinematografico. Volevo che quel momento non finisse mai.

Sono passati 8 anni, e tu sei nel mio cuore e nei miei ricordi.
Qualche giorno fa ho detto – o forse scritto – che se nasciamo con un orientamento piuttosto che con un altro, è perchè questa vita profondamente ingiusta voleva almeno aiutarci a trovare quell’amore a cui ognuno è predestinato. Ognuno di noi – nessuno escluso – è predestinato a qualcuno. L’anima gemella… se la trovi, è un miracolo di amore… se la perdi, non c’è più niente da fare.

Venerdi sera ho ballato il tango con una sconosciuta all’ostello di Reggio Emilia. La signora, al momento di congedarci, mi ha fatto pure un pò di complimenti a cui ho ricambiato, e alcune persone mi guardavano dicendo che me l’ero cavata, uno mi chiese se l’avevo già fatto… dissi che l’avevo già ballato in passato… niente di più. Non so guidare nei balli di coppia, per questo non mi piace il contatto con gli altri e preferisco quelli di gruppo.
Ma questa volta, ho ballato veramente il tango (non come provai, non riuscendoci bene, l’anno scorso), ed è vero… il tango è un pensiero triste che si balla.
E se ho ballato relativamente bene, è perchè avevo tutto questo nella mia mente mentre ballavo, mentre mi lasciavo trasportare dalla musica e dai ricordi. Non ho dormito la notte, perchè mi riesce difficile concretizzare quel pensiero che è stato interrotto dalla fine del ballo. La mia anima gemella eri tu… quant’è difficile anche solo pensarlo… che adesso che non ci sei più… les jeux son fait!

E allora, TANGO!

Lucio Dalla – 4 marzo 2012 (secondo tempo)

Come ho scritto nel post di facebook di un mio amico, che ricordava una sua canzone, oltre che la sua città…

La sua musica è qualcosa che non si può descrivere facilmente… non si accosta ad un genere o ad un altro… Lucio Dalla è Lucio Dalla… un uomo che mette insieme musica e prosa… parole sue, uscite dalla sua mente e dal suo cuore… questa canzone è una dichiarazione d’amore per la sua città… una Bologna rimasta orfana di un grande, ma veramente grande, artista.

Lo penso davvero. Lucio Dalla è uno dei più grandi artisti che il nostro Paese ha avuto. Non ho un suo cd in casa, ma ricordo benissimo le sue canzoni che più mi hanno colpito…

…la “canzone” che più mi piaceva o che comunque, da ragazzino ascoltavo più spesso, era appunto questa… l’ho canticchiata per quasi un anno, quando andavo a scuola la mattina… poi sono cresciuto ed ho apprezzato meglio anche le altre…

…ricordo anche testi di alcune sue canzoni, che erano nell’antologia del biennio delle superiori, nella parte – appunto – dedicata alla prosa moderna… la sua non si può definire solo musica, ma appunto arte. Un’arte, che così come la concepiva lui, sta andando estinguendosi (troppi ormai, quelli che si piegano alle logiche del mercato, di “si fa quel che si vende”), ma che per noi, e (spero) anche per le generazioni che stanno crescendo adesso, rimarrà immortale come il suo ricordo.

È sua la canzone italiana più famosa al mondo degli ultimi 30 o 40 anni… “Caruso”…

Non sapremo come sarà il suo secondo tempo, ma Lucio Dalla e la sua arte, rimarrà sempre con noi.

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A parte, voglio dire due paroline su tutte quelle inutili, stupide, ipocrite, polemiche che stanno imperversando sui media, ed in particolare sul web… sulla sua vita privata e sul fatto che avesse un compagno (cosa che mi coglie un pò di sorpresa perchè comunque non mi interesso della vita privata delle persone famose)… che fosse cattolico o che fosse gay o che fosse entrambe le cose… non mi interessava proprio. Era lui. Punto e basta.

Ho visto l’inizio dei suoi funerali in tv. Alla vista di quella piazza così gremita, non ce la facevo… ho spento la televisione (sto vedendo troppi funerali)… non ho quindi visto il compagno fare la sua orazione, la sua citazione de “le rondini”. Non ho intenzione di vederla su youtube. Ho letto qualche articolo sul web che comunque era l’argomento del giorno, ma non ho comprato il giornale (ed oggi ero in trasferta di lavoro a Bologna!), né ho intenzione di starci sopra a questo argomento.
Il dolore di Marco, espresso così dignitosamente non merita critiche o commenti, ma solo un rispettoso silenzio.

Addio Whitney

Questo genere di articoli non mi piace scriverli.
Non tanto per il fatto che la persona di cui si scrive non c’è più, ma spesso perchè non voglio fare come i tanti che scrivono elogi spassionati appena compare la bara di Tizio o Caio senza neanche sapere di che si parla.
Non ho mai seguito la sua carriera con chissà quanto interesse, non sono un suo fan sfegatato, ma un’artista come Whitney Houston merita comunque un pensiero. Non riesco a pensare come sia morta. Cioè, sembra irreale, anzi quasi assurdo come sia successo, ma all’improvviso. L’altra notte, mentre con la mia insonnia mi mettevo vicino alla finestra a vedere la neve per terra, con la tv sintonizzata su Rai News, faccio per spegnere quest’ultima quando leggo un flash “ultim’ora” che avvisa di quest’avvenimento.
Spensi la tv non pensandoci più di tanto, e nella mia solitudine, ci tornai col pensiero
ricordando di qualche suo concerto “recente” in cui si sente una voce diversa da quella d’esordio e da quella che intona il suo brano più famoso – “I will always love you” – e non potevo fare a meno di pensare a che disgrazie questa donna è andata incontro. Il matrimonio burrascoso, l’alcool, la droga… ed è morta così… annegando nella vasca da bagno… e aveva solo 48 anni! Che vita! Ma nessuno ha mai detto che la vita è bella, ma che vale la pena viverla.

E se devo ricordarla, voglio ricordarla pensando ad un suo brano molto famoso, ma di quando era una giovanissima ragazza cresciuta in un ambiente impregnato di musica e con la sua carica di energia, la sua voce accompagnava un ritmo che molti non dimenticheremo mai…

…goodbye Whitney, I hope you’ve danced with somebody who loves you…

Qualunquemente

La prima recensione del 2011 riguarda un film visto ieri al cinema e che riguarda la mia ex…regione!

Il film riprende il personaggio proposto da Antonio Albanese: Cetto Laqualunque, un arricchito bifolco (definiamolo così o mi parte una gastrite) che torna dal sudamerica (non era proprio in vacanza… era latitante!) e viene convinto dai suoi “amici” a partecipare alle elezioni comunali contro un candidato “che si schiera a favore della Legge”, ed ecco che tutto si mette in moto tra gag esilaranti (mitica la scena della ricevuta fiscale… nel trailer non si vede per intero!!!) che mettono in luce gli stereotipi – anche quelli più odiosi – non solo della malapolitica, ma anche di quella rozzezza e di quel menefreghismo, della mentalità contorta di cui ho parlato in passato, che imperano senza fine in calabria.
(Infatti nonostante si metta la calabria in cattiva luce per via degli stereotipi, la Regione Calabria, ha sostenuto il film tramite la sua “film commission”!)

Un film gradevole e divertente che vi consiglio di vedere in compagnia. Mi è difficile essere imparziale in questa recensione, ma vi assicuro che il film vale davvero la pena di essere visto, i personaggi sono davvero buoni. E parte della colonna sonora, nonchè sigla finale – onda calabra – credo potrà diventare a breve un vero tormentone (infatti gia me la sto imparando!)!!

Intanto come giudizio vi ci metto 3 pellicole, ne meriterebbe 4 ma la quarta non ce la metto perchè va bene essere imparziali, ma mi sta partendo un’ulcera e nonostante la bravura del cast, non voglio regalare niente alla calabria: Pellicola di film Pellicola di film Pellicola di film 

propositi per l’anno nuovo… con tanto di musica…

Questo pomeriggio ero seduto nella sala d’attesa della mia ex-banca, per farmi rimborsare l’importo che era ancora sulla mia vecchia carta prpegata ricaricabile che è scaduta qualche mese fa. E mi venivano in mente le parole di una collega a proposito del telefilm “ugly Betty” la cui ultima puntata è stata trasmessa una settimana fa.

Dopo 4 anni, Betty Suarez si ritrova a Londra, col lavoro che desiderava, in un ambiente migliore di quello che immaginava… Daniel Meade ricominciava da zero, seguendo Betty a Londra… Wilhelmina Slater diventava capo redattore di Mode, redenta e rabbonita, ed era davvero felice e non più la solita iena perennemente incazzata!
Inutile dire che per forza di cose ho pensato a me… sarà forse stato per il pannello lucidato a specchio che era di fronte a me?
Da quando sono arrivato in emilia, son passato a vestiti meno aggressivi abbandonando gradualmente il mio look quasi militare. E devo ammettere che di questo me ne sono pentito. Per due anni (2009 e 2010) ho cercato di curare (invano) la mia tiroide che funzionando poco… mi fa ingrassare anche con l’aria. Cammino ma non rotolo, ma non mi posso vedere allo specchio! Non mi piacio.
Quando sono stressato, pare che mi abbiano passato della carta vetrata in faccia. E come al solito, non c’è nessuno che me se fila.
Decisamente non un bilancio positivo.

Tuttavia la musica del mio lettore mp3 ha evitato che mi deprimessi ancora di più avviandomi in un circolo di riflessioni che son durate per tutto il tempo della mia attesa…

Questa la fischietto o la canticchio spesso, anche al lavoro… un’estate al mare-e-e, voglia di remare-e-e, fare i bagni al largo e vedere… i gabbiani che volano in alto, e le barche di pescatori in lontananza che non vogliono essere disturbati, pedalò che passano a metà tra dove sto e la riva, e rimanere a galla come sospeso nel tempo e nello spazio guardando il cielo e le nuvole di passaggio… quest’anno davvero voglio divertirmi per le vacanze, e soprattutto non voglio dire come l’anno scorso “non vado in ferie, vado ai matrimoni!” e andare a divertirmi al mare, magari all’estero!!!

Intanto fuori, non cade più la neve… son rimaste solo le nuvole grigie. Rigirandomi vedo una coppietta e sento le loro chiacchiere, sempre più sdolcinate… mi stava venendo una crisi… iperglicemica!!! Questa invece sarebbe da dedicare a tutti quelli che non meritavano i miei sentimenti… che terrò per me… e per gli amici che ne meritano davvero! Sono stufo di stare sempre in guardia e ogni volta che mi azzardo ad abbassare le mie difese e a dare il mio cuore… finire sempre nelle stesse trappole… no, basta!

Questa invece per il lavoro… no, non ho intenzione di prendere i clienti a secchiate di vernice in faccia (anche se alcuni se la meriterebbero, ma anche volendo, non abbiamo vernici in negozio!),  che a volte è davvero un gran delirio… voglio migliorare sul lavoro e rendere quest’ambiente migliore, come lo era nel 2008 sotto altra gestione, in cui lavoravamo anche 9 ore ma non eravamo affatto stanchi!

Eppure manca qualcosa, qualcosa che non riesco ad afferrare… qualcosa che ho smesso di fare ma che mi piacerebbe riprendere… ma non riesco nemmeno a concepire cosa. Mangiando coi colleghi abbiamo parlato di alcune cose e ho notato come tutti avevano una vita piena e soddisfacente, tranne io… a parte bazzicare qualcosina a caso su internet, e tentare delle modifiche al sito, mi sono annoiato a morte e non riesco a immaginare niente di nuovo.
Uscendo dalla banca, ripensavo a tutto questo. E intanto neanche mi rendevo conto che stavo dicendo addio alla prima banca a cui ho affidato i miei modesti risparmi… operatori e operatrici sempre gentili e cortesi, in calabria saudita, come in sicilia, come ovunque, mi facevano sentire in qualche modo “speciale” … perchè in fin dei conti “non sono stato solo un conto”…

…infatti son stato una carta di debito nazionale prepagata! Tuttavia in questo rapporto banca/cliente, qualcosa si è rotto se non ho rinnovato la carta con un nuovo prodotto equivalente. Ho notato che da ottobre il mio carattere è alquanto peggiorato. Sono più permaloso e volitivo, non manca quella gentilezza ormai fossilizzata solo per il lavoro, ma nessuno si vuole più affacciare e scorgere in fondo al mio cuore ed al mio spirito quel qualcosa in più, quella dolcezza e quella tenerezza e quell’affetto… nel momento in cui ci sono arrivato, ero davanti ad una vetrina… e guardavo ancora una volta il mio riflesso… ho scorto qualcosa sotto gli occhi… oltre l’occhiaia classica che mi fa quasi sembrare un drogato incallito (e pensare che non ho mai toccato manco uno spinello, in tutta la mia vita!!!) c’era una rughetta… i miei occhi non sono più queli di una volta… luminosi…

Per l’anno nuovo, voglio recuperare il mio look elegante e un tantino aggressivo (giusto quel tanto che basta per allontanare gli scocciatori), migliorare sul lavoro e nella vita in generale… e quel qualcosa che manca… beh, se capisco cos’è (non commentate che è l’amore che vengo a casa vostra con Suor Nausicaa… e non portiamo solo le parabole…!!!), provvederò anche a quello!

Voi che propositi avete per l’anno nuovo?