Collateral Beauty

Appena visto il trailer un mese fa, ero impaziente di vedere questo film. Ed oggi, ci sono riuscito!

locandina-collateral-beautyLa trama è abbastanza semplice: Howard/Will Smith, è un uomo distrutto dalla perdita della propria figlia, non riesce ad accettare la tragedia e vive un limbo che trascina dietro anche i suoi amici – Whit/Edward Norton, Simon/Michael Peña, e Claire/Kate Winslet – anche perché gli stessi sono i suoi più stretti collaboratori della sua agenzia pubblicitaria, un tempo portata al successo dalla creatività e dalla positività di Howard, ora sull’orlo del fallimento a causa – appunto – della sua depressione. Tre personaggi vengono coinvolti – Aimee/Keira Knightley, Raffi/Jacob Latimore, e Brigitte/Helen Mirren – e con i loro interventi, sbloccano la situazione. Questi tre personificano l’amore, il tempo, e la morte. Tre astrazioni che toccano ed intrecciano le vite di tutti gli esseri umani, nessuno escluso.

Detto questo, basta spoiler. Il film si dipana abbastanza velocemente, e vista la trama semplice, potrebbe sembrare forse banale, ma la sceneggiatura abbastanza diretta e senza fronzoli inutili, ed i personaggi interpretati da attori di grosso calibro, sono elementi costruiti così bene da lasciare allo spettatore delle profonde emozioni e riflessioni. La colonna sonora è ben calibrata, ottima la regia.

Sono rimasto colpito da questo film, e vi suggerisco di andarlo a vedere con calma e a gustarlo con molta attenzione, vale ogni centesimo del biglietto e non delude le aspettative né dei “sognatori” né dei “cinici” (e ve lo confesso candidamente: se riesco, andrò a rivederlo)!

L’uomo che cade

uomo-che-cade_copertinaQuarto libro di Marino Buzzi, ci narra la storia di Marco – schivo, riflessivo ed introverso – che dopo 20 anni di relazione con Federico – al contrario di Marco, è intraprendente e ambizioso – si trova ad affrontare la tragica perdita del suo compagno, la scoperta di sorprese certo non belle, ed un percorso in salita verso una nuova vita, di cui non vi farò spoiler.

Il libro è diviso in tre parti, e già nella prima la situazione “precipita” – letteralmente – per il povero Marco che si ritroverà davanti ad un evento che nessuno di noi vorrebbe mai affrontare, e come se non bastassero la madre ed il fratello di Federico – molto ostili al contrario del padre – e gli amici (rivelatisi falsi), Marco si trova a che fare con le conseguenze e le scoperte amare, e a mettere in discussione un rapporto ormai dato per scontato chiedendosi cosa è stato del suo amore, rivedendo sotto critiche lenti d’ingrandimento 20 anni passati insieme. Tuttavia, grazie anche all’aiuto degli amici – Linda e Antonio – e di condomini – come Pina e la simpatica Gioconda – un po’ impiccioni, Marco troverà la strada per smaltire il dolore e la rabbia e rinascere a nuova vita. Ogni capitolo è narrato in prima persona dai protagonisti di questo libro: Marco che si dispera e reagisce e Federico che dall’aldilà commenta e segue passo passo le mosse di Marco , nella prima parte; e Marco e Sara nella seconda e terza parte. Chi è Sara? Ah no, ho detto che non vi faccio altri spoiler!!! 😉

La lettura è molto scorrevole e in men che non si dica, ci si ritrova a metà libro chiedendosi quanto tempo sia passato dalla prima pagina del libro. Ben scritto, mostra molto a fondo le emozioni e le sensazioni dei vari personaggi, inoltre è un libro che ha un bel lieto fine. Consigliato caldamente!

Rainbow Republic

copertina_rainbow_republicIn copertina, due rami di quercia circondano il viso di Maria Callas, ed è questo l’emblema della nuova Rainbow Republic: la Grecia che dopo il default e l’uscita dall’euro, si è reinventata e convertita alla “pink economy”, attirando gay/lesbiche/bisex/trans da tutto il mondo prima, e capitali dopo, divenendo una potenza economica, culturale, e tecnologica di prim’ordine. Ulisse Amedei è il primo giornalista italiano invitato dal capo del governo ellenico per illustrare agli italiani quanto il Paese sia cambiato, ed in pochi giorni incontra ministri a raffica che illustrano come la diversità del Paese sia una ricchezza da sfruttare per creare benessere non solo economico, ma anche morale. Ulisse scriverà ottimi articoli sottolineando come la toponomastica sia cambiata, come la festa nazionale sia il 28 giugno, anniversario dei moti di Stonewall, osservando le singolari banconote della nuova moneta: la DraGma – su ogni banconota è raffigurata una drag queen passata alla storia, gli sconti fiscali che godono i locali che trasmettono musica anni ’80! In queste e tante altre sorprese che attendono solo di essere lette e scoperte, il colpo di scena è dietro l’angolo e dalla satira si passa a qualcosa di un po’ più profondo. Ulisse intraprende un viaggio in cui scoprirà quanto variegato è l’universo gay, e di quali potenzialità è capace. Quando Ulisse arriverà al termine del suo viaggio, sarà un uomo completamente diverso.

Romanzo distopico, satira intelligente, un po’ caricaturale – a detta stessa del suo autore, nella postilla alla fine del libro – contiene moltissime citazioni interessanti e curiose, spesso ignorate dal grande pubblico: una che mi aveva colpito in particolare e di cui ignoravo l’esistenza, la “National Gay and Lesbian Chamber of Commerce”, la Camera di Commercio Gay e Lesbica che esiste negli Stati Uniti, giusto per dirne, una.

I capitoli sono intitolati ognuno ad un colore diverso, colore chiave del capitolo, la lettura molto scorrevole ed i personaggi a dir poco fantastici nonostante alcuni rispecchino un po’ dei cliché… …ma d’altronde, l’ho già scritto prima che è anche un po’ caricaturale. Il libro di Fabio Canino è stato per me una vera sorpresa, e devo dire, davvero gradevole.

Cafè Society

locandina_cafe_society

L’ultimo film di Woody Allen… Il protagonista è il giovane Bobby che lascia la sua famiglia ebrea a New York, per tentare di sfondare a Hollywood nel mondo del cinema, con l’aiuto di suo zio produttore. Qui conoscerà una ragazza, Vonnie, che inizialmente lo respinge, poi se ne innamorerà, poi lo respinge di nuovo perché… …e poi Bobby lascia Los Angeles, e con il bagaglio di esperienze fatte in California, aiuta il fratello maggiore – legato alla malavita newyorkese- nella gestione del club, divenendo a tutti gli effetti un membro di quella Cafè-Society degli anni ’30. Si sposa, passa il tempo, ma ad un tratto torna Vonnie nella sua vita e… Insomma, l’ennesimo film di Woody Allen in cui il protagonista, altro non è che l’ennesimo Woody-Allen-calato-in-un-altro-contesto-diverso-da-quello-del-suo-precedente-film.

Degna di nota la colonna sonora, la scelta degli attori – fra cui spicca un inconfondibile (anche se visibilmente invecchiato) Steve Carell – è stata impeccabile, molte battute sono brillanti ed inserite nei momenti e nelle circostanze giuste, e il solito finale dal retrogusto un po’ amarognolo.
Buone risate, forse la solita zuppa, ma abbastanza piacevole nel complesso.

Camera Single

copertina_camera_singleRieccomi dopo un bel po’ di tempo con una recensione rimasta in sospeso per problemi di tempistica… la mia! Che tra tante cose da fare, ne ho rimandate tante da aver dimenticato quante sono!
Fra cui, la recensione di questo libro, che pochi minuti fa mi è ricapitato fra le mani, mentre mettevo da parte i libri da portare al Centro Documentazione del circolo Arcigay Gioconda, di cui curo – appunto – la piccola minibiblioteca.

Camera Single – sottotitolo “la fisioterapia del cuore” – nasce dall’omonima rubrica del sito LezPop, scritto e curato da Chiara Sfregola, in cui la protagonista, Linda dopo la fine del suo storico rapporto, racconta in prima persona i cambiamenti che affronta, con uno stile che ricorda un po’ “Sex & the City”,  in capitoli brevi e scorrevoli – capitoli come ciliege, uno tira l’altro – circondata dalle sue amiche quotidiane ed inseparabili, le “lelle ignoranti” – ovvio richiamo alle fate ignoranti di Ozpetec – variegate e divertenti nella loro originale quotidianità, che l’autrice ripropone presentando ogni personaggio con la propria vita e le proprie aspirazioni/desideri/perplessità/difficoltà senza mai essere noiosa. Lungo tutto il libro, Linda si mostra per quello che è: una ragazza come tante, che affronta una rottura sentimentale continuando a frequentare le amiche, a lavorare (con un capo che ricorda il dottor Cox di “Scrubs”), a conoscere nuove donne con cui uscire (più o meno), e a ricevere… le telefonate della mamma da Bari! (Ogni telefonata, un capitolo! Un divertentissimo capitolo!)

Nel finale, Linda trova il suo nuovo equilibrio, dichiarando conclusa la fisioterapia del cuore a cui si stava sottoponendo con la sua vita quotidiana.
Alla fine del libro, in appendice, un glossario ben fornito per spiegare a tutti i vari termini in gergo lgbt – la lettura del libro è consigliata a tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale – e la fonte delle moltissime citazioni usate lungo tutto il romanzo, e c’è anche una playlist su spotify per accompagnare la lettura all’ascolto di piacevole musica.
Per chi segue la rubrica del blog, questo libro ha molto di nuovo da raccontare – solo 1/3 del libro ripropone materiale già pubblicato su internet – e per chi non segue la rubrica del blog, basta solo dire che viene proposta una protagonista che non rispecchia alcuno stereotipo lesbo come la camionista sgraziata, ma la semplice ragazza acqua e sapone della porta accanto, ed ogni personaggio non è mai pesante per quanto sia stato abbastanza approfondito. Giusto per rimarcare che le lesbiche (come anche le altre componenti della sigla “lgbt”) siamo tutte persone normali, uniche e originali, e non le menzogne viventi che chi ci discrimina dipinge su molti mass media.

L’amore a cinque colori

Piccola recensione per questo libro che con la sua copertina mi ha attirato e con il suo finale mi ha ricordato il detto sul non giudicare un libro dalla copertina.

lamore-a-cinque-colori

Diviso in cinque parti, con cinque colori ed ambientazioni e date diverse, le prime tre parti sono abbastanza interessanti e calzanti, le finali due un po’ meno.

Nella prima parte, molto breve, si accenna ad una morte improvvisa e prematura, ma a differenza di quanto pensavo, la vicenda non ha influenzato il seguito della storia. O così mi è parso.

Invece nella seconda parte , l’autore Renzo Gorini mostra una particolare conoscenza del centro storico di Reggio Emilia, tanto da sbalordirmi nella lunga descrizione (quasi manzoniana) di un percorso in cui alla fine mi chiedevo se – già che c’era – ci fosse scritto chi ci fosse ad abitare nel mio bilocale che affaccia su una delle vie citate nel capitolo. Insieme alla terza parte, questo è il capitolo più intrigante.

La quarta e la quinta parte sono invece ambientate in un ipotetico futuro. Non farò altri spoiler ma ammetto che sono stati interessanti quanto forse anche un po’ smelensi. Il finale vira – perdonatemi il gioco di parole – dal giallo al rosa, anzi, dal giallo al blu, passando per il rosso ed il grigio. Un conoscente che l’ha letto, l’ha trovato molto carino, io invece non avendo forse la sua stessa sensibilità e/o gusti (basta vedere le birre che beviamo) non ho trovato il finale così coinvolgente come le due parti centrali, ma anche se ne sono rimasto un po’ deluso, lo consiglio comunque. (Come sapete, ho letto libri di gran lunga peggiori!)

Un piccolo spoiler ma anche un piccolo sassolino dalla scarpa, però, me lo voglio levare: posso capire che raccontando lo scenario futuro, si possa fare un mini accenno all’attuale residente di Palazzo Chigi, ma la slecchinata al Papa-marketing, no! Quella è stata pure peggio del finale tronco ed asciutto!

Weekend

Nonostante il film sia vecchio di 5 anni, e nonostante quando è uscito in Italia pochi mesi fa, la CEI l’abbia violentemente “censurato”, sono riuscito a vederlo grazie al Mongay della Settimana contro l’omofobia!

locandina film weekend

O C C H I O   C H E   S P O I L E R O 

I due protagonisti, Russell/Tom Cullen (abbastanza riservato e romantico) e Glen/Chris New (apertamente dichiarato e molto più disincantato), si incontrano in un locale gay come tanti in una città inglese. Mezzi ubriachi, passano il resto della notte a casa di Russell a fare sesso. Sabato mattina cominceranno a conoscersi meglio separandosi perché Russell deve andare a lavorare in piscina (fa il bagnino), e nel pomeriggio, a fine turno, Glen va a prenderlo al lavoro e si rivedranno, conoscendosi ancora di più e portando l’un l’altro a fare delle considerazioni mai fatte prima. Glen, mentre va di nuovo via, confesserà a Russell che finito il weekend, partirà per l’Oregon per diventare un vero artista, un corso che durerà due anni, e non esclude di rimanere lì e inviterà Russell alla festa di “addio” che si terrà in un locale del centro, festa a cui Russell andrà e conoscerà gli amici di Glen.
Presto torneranno a casa di Russell, e tra confessioni intime, droghe, discussioni, e sesso, passano la notte.

È domenica mattina e Russell va a casa del suo migliore amico a festeggiare il compleanno della figlia di quest’ultimo, nonchè sua figlioccia, ma quest’ultimo capisce che Russell nasconde qualcosa e lo convince ad andare in stazione a salutare per un’ultima volta Glen. Il sentimento nato fra i due ha comunque cambiato le loro vite ed il loro modo di vedere le cose.

F I N E   D E G L I   S P O I L E R

L’idea del regista, di non far doppiare gli attori nelle altre lingue, si rivela vincente, le emozioni trasmesse risultano molto più reali ed autentiche.

La storia di un incontro, fra due sconosciuti che si trovano per caso e che scoprono di avere affinità forti nonostante le differenze di vedute, un incontro che già dall’inizio si sa che non si evolverà in una vera relazione nonostante fosse quello il più segreto fine di entrambi, è forse la storia di molti di noi!

Mi sono riconosciuto in Russell mentre ballava brillo nel locale venerdì sera, mi son riconosciuto nella maschera cinica di Glen che ferito si rifiuta di parlare del suo ex, e di nuovo in Russell che in pausa pranzo, al lavoro, ascolta i colleghi parlare di sesso etero con terminologie da camionisti grezzi, e come me, molti altri spettatori di questo film, per un motivo o un altro, anzi, in una scena piuttosto che in un’altra, hanno sicuramente provato e/o trovato qualche analogia con le loro personali esperienze.

Complimenti quindi allo sceneggiatore, al regista, e agli attori, per una storia che rispecchia molto bene le dinamiche sociali di questo tipo di incontri.

Il montaggio è ottimo e la musica non è molto invasiva! Peccato solo le polemiche montate da una certa frangia estremista, per boicottare questa piccola perla del cinema inglese. (Mai che boicottassero le volgarità di certi cine-panettoni farciti di culi e tette che il cinema nostrano dispensa ogni fine autunno!)

Non so se è già uscito il dvd o se deve uscire, ma ve lo consiglio!
Ve lo consiglio nonostante mi abbia lasciato delle perplessità, e sfiorato alcune vecchie ferite di qualche anno fa.