Weekend

Nonostante il film sia vecchio di 5 anni, e nonostante quando è uscito in Italia pochi mesi fa, la CEI l’abbia violentemente “censurato”, sono riuscito a vederlo grazie al Mongay della Settimana contro l’omofobia!

locandina film weekend

O C C H I O   C H E   S P O I L E R O 

I due protagonisti, Russell/Tom Cullen (abbastanza riservato e romantico) e Glen/Chris New (apertamente dichiarato e molto più disincantato), si incontrano in un locale gay come tanti in una città inglese. Mezzi ubriachi, passano il resto della notte a casa di Russell a fare sesso. Sabato mattina cominceranno a conoscersi meglio separandosi perché Russell deve andare a lavorare in piscina (fa il bagnino), e nel pomeriggio, a fine turno, Glen va a prenderlo al lavoro e si rivedranno, conoscendosi ancora di più e portando l’un l’altro a fare delle considerazioni mai fatte prima. Glen, mentre va di nuovo via, confesserà a Russell che finito il weekend, partirà per l’Oregon per diventare un vero artista, un corso che durerà due anni, e non esclude di rimanere lì e inviterà Russell alla festa di “addio” che si terrà in un locale del centro, festa a cui Russell andrà e conoscerà gli amici di Glen.
Presto torneranno a casa di Russell, e tra confessioni intime, droghe, discussioni, e sesso, passano la notte.

È domenica mattina e Russell va a casa del suo migliore amico a festeggiare il compleanno della figlia di quest’ultimo, nonchè sua figlioccia, ma quest’ultimo capisce che Russell nasconde qualcosa e lo convince ad andare in stazione a salutare per un’ultima volta Glen. Il sentimento nato fra i due ha comunque cambiato le loro vite ed il loro modo di vedere le cose.

F I N E   D E G L I   S P O I L E R

L’idea del regista, di non far doppiare gli attori nelle altre lingue, si rivela vincente, le emozioni trasmesse risultano molto più reali ed autentiche.

La storia di un incontro, fra due sconosciuti che si trovano per caso e che scoprono di avere affinità forti nonostante le differenze di vedute, un incontro che già dall’inizio si sa che non si evolverà in una vera relazione nonostante fosse quello il più segreto fine di entrambi, è forse la storia di molti di noi!

Mi sono riconosciuto in Russell mentre ballava brillo nel locale venerdì sera, mi son riconosciuto nella maschera cinica di Glen che ferito si rifiuta di parlare del suo ex, e di nuovo in Russell che in pausa pranzo, al lavoro, ascolta i colleghi parlare di sesso etero con terminologie da camionisti grezzi, e come me, molti altri spettatori di questo film, per un motivo o un altro, anzi, in una scena piuttosto che in un’altra, hanno sicuramente provato e/o trovato qualche analogia con le loro personali esperienze.

Complimenti quindi allo sceneggiatore, al regista, e agli attori, per una storia che rispecchia molto bene le dinamiche sociali di questo tipo di incontri.

Il montaggio è ottimo e la musica non è molto invasiva! Peccato solo le polemiche montate da una certa frangia estremista, per boicottare questa piccola perla del cinema inglese. (Mai che boicottassero le volgarità di certi cine-panettoni farciti di culi e tette che il cinema nostrano dispensa ogni fine autunno!)

Non so se è già uscito il dvd o se deve uscire, ma ve lo consiglio!
Ve lo consiglio nonostante mi abbia lasciato delle perplessità, e sfiorato alcune vecchie ferite di qualche anno fa. 

L’uomo della mia vita

FERMI TUTTI!! QUESTA È LA RECENSIONE DI UN FILM DI 10 ANNI FA!!!!

NON L’ANNUNCIO DEL MIO FIDANZAMENTO!!!
(Quello sarebbe non una recensione, ma fantascienza allo stato puro!)

l'uomo della mia vita

(“Affascinante” può darsi… “Toccante“… un par de ciufoli! Pubblicità ingannevole!)

Questo film francese in dvd, acquistato qualche tempo fa, era caduto nel dimenticatoio fino a quando, domenica scorsa, un amico venuto a farmi visita dopo un mio recente intervento di asportazione calazio, ha portato un pò di patatine e coca-cola, e come ai bei vecchi tempi, ha proposto di vederci insieme un film e commentarlo al momento.

Trama: Frederic/Bernard Campan, sposato con Frederique/Lèa Drucker, è in vacanza in Provenza con la famiglia (suocera compresa) ed alcuni amici, e già che c’era, anche con una “ragazza alla pari” che cantava con la chitarra come la Carla Bruni. (No, non è interpretata da Carla Bruni!)
Nel villino accanto al suo abita Hugo/Charles Berling, svizzero, abitante del posto, omosessuale disinibito, viene invitato per un barbecue e si apre con loro dialogando a tavola del più e del meno.
Finita la cena, i due uomini semi ubriachi continuano a discutere del più e del meno e si raccontano e si confrontano: sono l’uno l’opposto dell’altro! Dove Frederic vede una coppia romantica o un capanno che nasconde una sua musica, una sua storia o ancora l’amore che si avvolge su un tango, Hugo vede rispettivamente l’amore dell’idea dell’amore e non delle due persone, un misero capanno abbandonato a se stesso con le pareti rivestite di fogli di giornale, e un ballo meccanico i cui passi sono ostinatamente sempre uguali nonostante i ballerini cambino.

Insomma, il film si sviluppa tra mattinate di jogging, bambini col complesso di Edipo, mogli che impazziscono di gelosia, mariti in cerca di scappatelle, ragazze alla pari in fuga, una vecchietta che non si ricorda nemmeno se le manca fare l’amore, e soprattutto… metafore e flash back!

Infatti tutto si dipana da quella discussione pacata e alcolica che si è svolta quella notte e fino all’aba, rivissuta nei vari flash-back lungo tutto il film.
Nonostante il “life-style” alquanto edonistico e libertino, l’elvetico Hugo ha il suo vissuto ed i suoi conti col passato da sanare, e Frederic tanto convinto di amare la moglie non lo è più.

Il cast è stato davvero bravo (in particolare la Drucker), ma la trama è piuttosto farraginosa. Più che una commedia, pare un film d’essai! Buona comunque la regia, e la colonna sonora è abbastanza buona e non pesante. Ma per certi aspetti, è uno di quei film francesi da stereotipo del film francese!

Il finale, non ve lo spoilero, ma vi avverto:  fa cagare!
Se volete vedere un film romantico, con lieto fine, che non sia smelenso… bene: questo non è il film che fa per voi!

Meno male che l’ho visto in compagnia, se l’avessi visto da solo, alla fine del film, avrei estratto il dvd dal lettore e l’avrei lanciato dalla finestra inneggiando il fantozziano pensiero sulla corazzata kotionky! Quanto ai commenti che abbiamo fatto… si, abbiamo riso a crepapelle! Commenti degni dei due vecchietti del muppet show. 😉

J’ai tué ma mère

Opera prima del giovane regista e sceneggiatore canadese Xavier Dolan – che in questo film semi-autobiografico interpreta il protagonista – è un film difficile da trovare in Italia, nonostante sia uscito nel 2009.

jai-tue-ma-mere-locandina

Locandina originale del film.

(trailer originale con sottotitoli in inglese)

Il protagonista è Hubert, un adolescente gay di 17 anni, figlio di una coppia divorziata. Vive a Montreal con sua madre, Chantale, ed ha con quest’ultima un rapporto abbastanza turbolento – un pò come molti adolescenti suoi coetanei – a tratti, anche troppo… daltronde il titolo del film, tradotto, significa “ho ucciso mia madre” e per la maggior parte del film, il dialogo fra i due avviene attraverso grida ed urla. La madre – Anne Dorval – è ritratta come una donna molto stressata ma c’è da dire che ciò è il ritratto fatto dagli occhi del protagonista quindi un pò viziato, ma che diventerà un pò più “obbiettivo” verso la fine del film stesso.

Chi non vuole spoilers, salti il prossimo paragrafo! – SIETE AVVERTITI!!

Durante un importante compito in classe, a seguito di un litigio avvenuto quella mattina stessa con la madre, Hubert dice alla sua (giovane) professoressa che sua madre è morta, e quando la verità viene a galla – non spoilero la reazione della madre!!!! – la professoressa si avvicinerà ad Hubert comprendendo la sua rabbia e cercherà di invogliarlo a migliorare e a farlo partecipare ad un concorso riservato a studenti. Nel frattempo Hubert frequenta un ragazzo, Antonin, e sono fidanzati e la madre di quest’ultimo – di mentalità aperta – farà l’outing di Hubert proprio a sua madre, che non la prenderà molto bene. Il rapporto fra i due andrà avanti fra alti e bassi fino a quando, Chantale, dopo aver trovato le cassette “video-diario” del figlio, decide d’accordo con l’ex-marito, il padre (latitante) di Hubert, di mandare il figlio in un collegio cattolico fuori città. Presa male la novità, Hubert affronterà il collegio con la consapevolezza che la sua (ormai ex-)professoressa ha lasciato l’incarico per scappare a sua volta dal proprio padre, e conoscerà Eric che ci proverà con lui. Invano. Nonostante un’uscita in discoteca condita di anfetamine, resterà fedele ad Antonin. In collegio avrà anche a che fare con degli omofobi, che una sera lo pesteranno per strada. A questo punto, per Hubert, la misura è colma: scapperà dal collegio con l’aiuto di Antonin – che gli darà una bella strigliata in macchina invitandolo a crescere – e sarà raggiunto dalla madre (che in una telefonata al direttore del collegio, svelerà parte del suo vero personaggio, e l’affetto che prova per suo figlio), in un luogo caro ad entrambi.

FINE DEGLI SPOILER

Il film affronta delle tematiche un pò difficili da digerire, e certo non molto semplici:

  • il rapporto tra figli adolescenti e genitori;
  • il passaggio dall’adolescenza alla prima età adulta;
  • l’omofobia giovanile ed il relativo bullismo.

Tutto il film è intervallato da auto interviste in cui il protagonista esprime i suoi pensieri più profondi, e da sogni iconici che riguardano sé stesso e sua madre. La scelta della musica è molto azzeccata e ben ritmata con le immagini che scorrono sullo schermo. In particolare mi è rimasto in mente questo…

…non tanto per il lato piccante, ma per la musica in sé!

Anne Dorval è magnifica e sono stupito di scoprire che questa attrice molto dotata è in Italia quasi sconosciuta: per quasi tutto il film ho pensato che come madre, Chantale fosse un zinzino str… ehm… dispotica e isterica, ma la scena della telefonata, verso la fine del film ha svelato buona parte della sua profondità. La sceneggiatura è stata scritta da Xavier Dolan (che ha anche interpretato, diretto e prodotto questo film) all’età di 19 anni! (Qualcuno mi trovi un omologo qui in Italia oggigiorno!)

Peccato che bisogna penare un pò per trovarlo, ma ne vale la pena!

Yossi & Jagger

Ecco la recensione di un film a tematica gay, di dieci anni fa…

…già in passato ho recensito un bel film di Eytan Fox, ma questo girato due anni prima, è più corto ma non per questo, meno complicato e significativo.

Nel giro di un’ora, si vive la giornata tipo di un gruppo di soldati (sia uomini che donne) dell’esercito israeliano, che sulle alture del Golan hanno il loro avanposto. Esercitazioni, ronde, perlustrazioni, ma anche momenti di svago, di lettura, e di amore… Yossi è un ufficiale in carriera e come tale, cerca di tenere nascosto il suo legame con Lior, chiamato da tutti “Jagger” che è un suo sottoposto, svolge servizio di leva, ed al contrario di Yossi, vuole presentare il suo compagno alla famiglia, una volta finita la naja.
Le scene del loro “giro di perlustrazione” sono molto tenere e non affatto volgari, mentre un alone di squallore aleggia su quello che non si vede, cioè un rapporto sessuale tra un ufficiale superiore ed una soldatessa semplice. In questo film ne compaiono due di soldatesse, ed una di queste è innamorata (ah!!! illusa…) di Jagger ma non riuscirà a confessargli i suoi sentimenti mentre comunque respingerà un altro soldato innamorato di lei ed invidioso di lui… Durante una discussione, Yossi e Jagger quasi si separono ma nella notte successiva, durante un pericoloso appostamento notturno…

ATTENZIONE – NEL SEGUENTE PARAGRAFO VIENE RACCONTATO IL FINALE DEL FILM!!!

…ma proprio alla fine dell’appostamento inutile, quanto faticoso e purtroppo necessario, appena si alzano per smontare servizio e mettono i piedi su una mina degli hezbollah (o chi per loro)… e l’esplosione, che ferisce alcuni soldati del gruppo, ferisce mortalmente anche Jagger, ed in questo momento Yossi tira fuori tutto il suo coraggio e davanti al soldato arrivato li ad aiutare i primi soccorsi – guarda caso, proprio quello che era invidioso di Jagger per il cuore della bella soldatessa bruna – gli dichiara tutto il suo amore e gli promette quelle piccole ma romantiche cose che gli aveva negato nel primo pomeriggio – davanti al soldato basito – ma nonostante Jager senta le parole venute dal cuore del suo amato, morirà pochi minuti dopo.
Nella scena successiva, i soldati si ritrovano tutti a casa del defunto… ed ognuno attiene al proprio ruolo… compresa la soldatessa bruna che si rivela essere una grandissima scema! La madre di Jagger dice che non ha mai conosciuto il proprio figlio e questo accende qualcosa nella testa di Yossi… la consapevolezza di essere stato lui l’unico a conoscerlo davvero, tanto da rivelare alla madre perfino il titolo della canzone preferita del figlio…

FINE DEL PARAGRAFO

Il tema dell’omosessualità nell’esercito, era stato già affrontato da questo regista… in questo film breve, ma incisivo, l’attenzione dello spettatore rimane alta e bisogna essere davvero di pietra per non riconoscere che è davvero un bel film. La colonna sonora del film – la canzone preferita dai protagonisti – è molto bella ed è molto popolare in Israele, “BaNeshama”… in italiano “nell’anima”, cantata dai protagonisti – ma resa famosa in medio oriente dalla cantante israeliana “Rita” – parla di luci ed ombre e ben sta bene col sottotitolo che compare nei trailer internazionali del film… “

l’amore non dovrebbe essere un segreto”…

Vi propongo qui le due versioni della canzone… quella del film prima, e quella cantata dalla cantante israeliana Rita… entrambe con sottotitolo…

Giudizio finale: Dovrei citare il finale per esprimermi nel giudizio di questo film ma chi non ha letto il paragrafo con il finale ha il diritto di scoprirlo da solo… all’altro film dello stesso regista, assegnai una sola pellicola… qui – e sarò obbiettivo – ne assegno  Pellicola di film Pellicola di film Pellicola di film

Buona la terza… ma in che modo?

Attenzione!!! Anche se parlo di un film, questo post non è una recensione!!!

Dopo due “trasmissioni censurate”, è stato finalmente mandato in onda il film “I segreti di Brokeback Mountain” in versione integrale e senza censure!
Accesa la tv e facendo zapping stanco morto, mi ero sintonizzato sul canale e riconobbi subito una scena del film, quando sono ancora in montagna… ebbene,  immaginavo che se lo stavano trasmettendo era perchè si sta tenendo in questi giorni la Mostra del Cinema di Venezia e questo film vinse l’edizione 2005… son rimasto a guardarlo e nonostante mi sorprendessi un poco a notare che era un pò più “corposo”… la mia opinione su questo film non cambia più di tanto!

Si, il finale è tanto carino e smelenso quanto triste, finalmente hanno avuto le palle di trasmetterlo in versione integrale, e… aspettate un momento!!! Riflettiamo:

  • il film è stato trasmesso in piena notte tanto che ora come la prima volta, il film finì intorno alle due di notte!
  • il film è stato trasmesso su un canale in chiaro… del digitale terrestre!

A seguito di queste due osservazioni, mi vedo costretto a fare due domande:
1 – Anche le versioni tagliate vennero trasmesse in questo stesso orario… come mai non hanno pensato che stavolta potevano esserci dei bambini a guardare la tv? Daltronde, le scuole italiane ancora non sono mica tutte aperte (questo si chiama sarcasmo) …e comunque, anche nella versione tagliata, come notato anche da altri blogger, scene come i rapporti sessuali tra Ennis ed Alma, o il pestaggio fatale (parzialmente tagliato) di cui Jack è vittima, anche se cruenti, sono state lasciate li…
2 – Perchè un film vincitore del Leone d’Oro (che per inciso, è la versione italiana degli Oscar) è stato trasmesso dalla televisione pubblica su un canale in chiaro del digitale terrestre – per l’esattezza, su Rai Movie – non visibile su vasta parte del territorio nazionale (pensiamo al sud, campania esclusa perchè già passata al digitale terrestre)  e non su uno dei tre canali principali, ancora visibili in analogico su tutto il territorio nazionale? Ormai quel di cultura che “mamma Rai” passa, o si trova in quei canali o su raitre!

Non ricordo se lo diceva Agatha Christie o Jessica Fletcher, ma…

una coincidenza è una coincidenza… due coincidenze possono essere due coincidenze… tre coincidenze non sono tre coincidenze!

…ma fatto sta che finora di osservazioni (e coincidenze) ne ho tratte solo due… volete la terza? Eccovela: il palinsesto completo della Rai dove diamine si può consultare? Magari su internet, ma alzino la manina quanti fra voi vanno a consultare le guide tv su internet… io uso a malappena il televideo! E comunque non fu data molta notizia alla trasmissione di questo film… quando lo ritrasmisero nel marzo del 2009, la trasmissione venne anticipata di 24 ore per via di alcuni reality… se non fosse stato per il cazzeggiare col telecomando, col cavolo che adesso starei qui a scrivere queste cose!

Ma per finire… vorrei fare un’osservazione che cambia però argomento: il finale mi ha lasciato con la carogna sul collo… mi sarei quasi arrabbiato come quell’attore che faceva il papà di Verdone in “un sacco bello” e avrei voluto dirgli a Ennis (se fosse stato reale) “ma cche tte ggiuri???!! e a chiii?? a tardo, svejate!!! ormai il treno è passato e nun torna più!!!”
Sto diventando acido, e questo film mi fa acidità sia in versione tagliata che in versione integrale! La domanda finale che pongo – e siete pregati di rispondermi – è la seguente: a quanti di voi sta bene il finale di questo film???

A Wong Foo, grazie di tutto, Julie Newmar

Ecco la recensione di un film di 15 anni fa, quasi una favola moderna…


(Il sottotitolo è errato, quello giusto si traduce come “l’attitudine è tutto!”)

Un trio di drag queens, composto da Vida Boheme (Patrick Swayze) – una “signora di classe” che cerca di migliorare un pò la vita di chi incontra – Noxeema Jackson (Wesley Snipes) – una stangona alquanto stereotipa ma non cattiva – e Chi-Chi Rodriguez (John Leguizamo) – una sfigata definita “piccolo-ispanino-vestito-da-donna” (anche un tantino stronza)(stronzo)(???) – partono da New York per partecipare alla finale di un concorso di “bellezza” per drag queens a Los Angeles, ma la loro macchina – una cadillac semiscassata del 1967, degna di Jane Mansfield – si sfascia a metà percorso, in un paesino in mezzo al deserto, dove la vita è alquanto piatta e monotona… e Vida, comincia ad impicciarsi un pò nella vita degli altri, mentre Noxeema attacca bottone con una vecchietta solitaria abbandonata dal marito e delusa dalla vita, e Chi-chi si innamora… pian piano, mentre la macchina aspetta il pezzo di ricambio la vita fa il suo corso, ed un paesino abbandonato in mezzo al deserto apre la sua mente al “nuovo” portato li per caso da queste tre bizzarre “commari” di viaggio.

Il film è molto gradevole, comico, e scorrevole. Nel trailer sopra, vedete alcune scene che nella versione italiana non c’è, e decisamente, questa versione, è un pò più “favolizzata” dell’originale e non è un male! Si ride di gusto (anche sul cattivo gusto!)(D’abbigliamento!!! Di cosa pensavate???)

Giudizio: Da vedere in compagnia per farsi qualche risata… Pellicola di film Pellicola di film Pellicola di film Pellicola di film   Animoticon

The Producers – una gaia commedia neonazista

Se cercate un musical che vi faccia davvero ridere e se amate l’umorismo tipico di Mel Brooks, allora questa è la commedia che fa per voi!

Remake del primo film diretto da Mel Brooks, intitolato “Per favore non toccate le vecchiette” del 1968, ha uno stampo teatrale ed è molto coinvolgente.
Un produttore sull’orlo del fallimento, un ragioniere sognatore represso, e l’idea di quest’ultimo che fallendo uno spettacolo si possano ricavare milioni di dollari. E si va… il peggior copione in circolazione – un’apologia di quel disgraziatissimo nanetto austriaco, scritto da un ex sostenitore emigrato dopo la guerra – diretto dal peggior regista teatrale in circolazione – un tantino…. immensamente gay (con tanto di entourage da far invidia ai village people), guardate voi…

…e nel cast c’è anche una sgnaccherona bionda scandinava che non sa fare niente (no, non è la nonna di Belen Rodriguez! Ho detto che è scandinavaaaa!!!)… si allestisce lo spettacolo perfetto per fare fiasco ed incassare suon di milioni esentasse, ma… sarà un successo… e dopo alcune peripezie, tutto si aggiusterà per il meglio riportando in auge (e in libertà) il produttore e facendo dell’ormai ex-ragioniere, un produttore di successo!
Volete sapere com’è lo spettacolo? Ah beh, quello lo dovete guardare voi!!! E se avete l’opportunità di andare a New York, sappiate che a Broadway lo stanno replicando ancora, sempre seguendo fedelmente la sceneggiatura di Mel Brooks e la regia di Susan Stroman.

Da vedere un sabato sera di quelli che in tv non fanno nulla! Pellicola di film Pellicola di film Pellicola di film Pellicola di film   Animoticon