Emotivi anonimi

Piccola premessa: questo film l’avevo visto al cinema estivo qui a Reggio Emilia due estati fa, e poi, tra un evento e l’altro l’ho dimenticato fino al recente San Valentino e va quindi ringraziato chi ha deciso il palinsesto di La7d per l’ottima scelta della programmazione della prima serata (a questo film infatti, seguì “il favoloso mondo di Amelie”) in quanto questi due film francesi, per quanto romantici, non sono smelensi e non inacidiscono chi come me è ormai rassegnato devoto a San Faustino!

Detto questo, comincia la recensione di questo bel film Franco-Belga del 2010…

Locandina

Angelique (Isabelle Carrè) è una cioccolataia eccezionale, ma con un problema a dir poco bizzarro da cui cerca di guarire frequentando altre persone che hanno il suo stesso problema… “gli emotivi anonimi“… che svengono, piangono, dicono sempre di si, o che comunque sono troppo timidi o emotivi al limite della patologia estrema e ciò impedisce loro di avere una vita normale. Angelique trova lavoro presso un’antica fabbrica di cioccolato che non versa in buone condizioni, “il Mulino del cioccolato”, e al primo giorno di lavoro scopre che invece di stare in laboratorio a fare ottimi cioccolatini, la sua mansione è quella di “agente di vendita”… quando sta per obiettare al suo datore di lavoro tale mansione, riceve da quest’ultimo un invito a cena.
Jean-René (Benoît Poelvoorde) è il discendente del fondatore e proprietario della fabbrica chiamata “il Mulino del cioccolato”, ed è terrorizzato da tutto, tanto che anche gli affari ne risentono, ed un giorno, assume una strana agente alla vendita, lo stesso giorno, confiderà al suo terapeuta di amare le donne ma di essere terrorizzato dall’idea di entrare in intimità con loro ed il terapeuta per tutta risposta gli dà come compito quello di invitare a cena una donna.
Da quella cena in poi, ne seguiranno deliziosi siparietti (particolare quello in cui Jean-René canta una “serenata” ad Angelique – Oci ciornie) in cui, passo dopo passo, i due protagonisti si innamoreranno e si avvicineranno a risolvere i propri problemi e addirittura a risollevare le sorti del “Mulino di cioccolato” con piccoli espedienti uno dei quali svelati poi dai lavoratori della fabbrica. Certo, nel finale, piuttosto divertente vedremo che effettivamente, quei piccoli problemi emotivi non sono stati risolti del tutto, ma di questo non vi voglio svelare niente! Questo film va davvero gustato come un cioccolatino ripieno!!! 😉

Ho sempre sostenuto che, a parte alcune piccole eccezioni, il cinema transalpino è alquanto soporifero e noioso, e sono lieto di avvisarvi che questo film fa parte di quelle “piccole eccezioni”: la trama è tranquilla ma non lenta, anche la colonna sonora e la parti cantate da Isabelle Carrè mantengono comunque viva l’attenzione dello spettatore.
Molto bella la canzone con cui si chiude il film: “Big jet plane” di Angus e Julia Stone di cui esistono due video ufficiali, quello fatto per il film in cui si rivedono i protagonisti (basta cliccare sul titolo per il collegamento) ed uno invece completamente distaccato da quel contesto (cliccare su questa frase).
Ed infine, una piccola osservazione che mi pizzicò la prima volta che ho visto il film al cinema estivo… Magda… una delle operaie della fabbrica… nel trailer è quella che accompagna Angelique al colloquio da Jean-René… non vi ricorda nessuno?

lorella cravotta 2010

…e se vi dicessi che l’attrice in questione si chiama Lorella Cravotta? E che nel 2001… 

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…forse la ricordate meglio in posa…

cravotta2001

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…era l’attrice che interpretava la madre di Ameliè! E dopo questa piccola nota, vi auguro buona visione! 😉

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