Quello che so di lei

Un film uscito di recente e che ho visto ieri sera al cinema estivo…

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…se dal trailer può sembrare una commedia, in realtà si tratta più di un film drammatico e che fa esordire sul grande schermo una strana coppia composta da due grandi attrici francesi… Catherine Frot, nei panni di Claire, è una levatrice vecchio stile che sta per perdere il suo lavoro a causa dell’avanzare del “nuovo mondo” che vede ormai le nuove tecnologie soppiantare l’esperienza (e l’umanità stessa)… Catherine Deneuve è invece Beatrice, l’amante del padre di Claire, uno “spirito libero” che dopo più di 30 anni, irrompe nella vita di Claire.

All’inizio, il rapporto fra le due donne è piuttosto teso e rigido come la vita di Claire, ma pian piano, dipanandosi la trama, fra segreti mai rivelati prima, ed emozioni affrontate dopo molto tempo, si distende e si apre al nuovo. Come la nuova vita di Claire, sconvolta (stavolta in positivo) da Beatrice.

Il ritmo del film, come la colonna sonora è moderata e permette di seguire il film senza essere soporifero (difetto di moltissimi film francesi), la regia ed i costumi sono eccellenti, ed ogni personaggio risulta genuinamente credibile, non sforzato né scontato. Ed un finale che mozza il fiato!

Un buon film da vedere!

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Collateral Beauty

Appena visto il trailer un mese fa, ero impaziente di vedere questo film. Ed oggi, ci sono riuscito!

locandina-collateral-beautyLa trama è abbastanza semplice: Howard/Will Smith, è un uomo distrutto dalla perdita della propria figlia, non riesce ad accettare la tragedia e vive un limbo che trascina dietro anche i suoi amici – Whit/Edward Norton, Simon/Michael Peña, e Claire/Kate Winslet – anche perché gli stessi sono i suoi più stretti collaboratori della sua agenzia pubblicitaria, un tempo portata al successo dalla creatività e dalla positività di Howard, ora sull’orlo del fallimento a causa – appunto – della sua depressione. Tre personaggi vengono coinvolti – Aimee/Keira Knightley, Raffi/Jacob Latimore, e Brigitte/Helen Mirren – e con i loro interventi, sbloccano la situazione. Questi tre personificano l’amore, il tempo, e la morte. Tre astrazioni che toccano ed intrecciano le vite di tutti gli esseri umani, nessuno escluso.

Detto questo, basta spoiler. Il film si dipana abbastanza velocemente, e vista la trama semplice, potrebbe sembrare forse banale, ma la sceneggiatura abbastanza diretta e senza fronzoli inutili, ed i personaggi interpretati da attori di grosso calibro, sono elementi costruiti così bene da lasciare allo spettatore delle profonde emozioni e riflessioni. La colonna sonora è ben calibrata, ottima la regia.

Sono rimasto colpito da questo film, e vi suggerisco di andarlo a vedere con calma e a gustarlo con molta attenzione, vale ogni centesimo del biglietto e non delude le aspettative né dei “sognatori” né dei “cinici” (e ve lo confesso candidamente: se riesco, andrò a rivederlo)!

Woman in gold

Per questo film, Helen Mirren merita un altro Oscar… …e se non glielo danno, vado a Los Angeles a dar fuoco all’Academy!

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Il film narra la storia di Maria Altmann (magistralmente interpretata da Helen Mirren), una donna ebrea fuggita dalla sua natale Vienna sotto il nefasto regime nazista, che nel 1998, a 82 anni, viene a sapere che il governo austriaco vuole restituire le opere d’arte requisite durante l’occupazione nazista, e comincia una battaglia legale per riavere indietro i cinque quadri commissionati da suo zio al pittore Gustav Klimt e – in particolare, il “ritratto di Adele Bloch-Bauer” del 1907 – che furono appunto requisite dagli occupanti nazisti e poi esposti alla Galleria del Belvedere. Nonostante le ovvie riluttanze Maria – convinta dall’avvocato Randol Schoenberg (interpretato da Ryan Reynolds) – tornerà nella natia Austria per la prima volta dalla fine della guerra, e tornerà in contatto con le sue origini, riceverà l’aiuto prezioso di Hubertus Czernin (interpretato da Daniel Brühl, lo storico protagonista di “Good-bye, Lenin”) e si ritroverà il rifiuto del governo austriaco, ma la battaglia legale – fra alti e bassi – continuerà ad essere portata avanti fino all’epilogo nel 2006.

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La vera Maria Altmann (1916-2011) con il “Ritratto di Adele Bloch-Bauer I” di Gustav Klimt

Il film è pieno di toccanti flashback che aggiungono molto alla trama del film: le emozioni di una donna in cerca di giustizia ed i ricordi di tempi orribili che segnarono la sua vita.
La colonna sonora merita, la ricostruzione della Vienna negli anni successivi all’Anschluss è davvero suggestiva, alcuni personaggi sono stati abbelliti un pò (vedi Ryan Reynolds…), e ultimo ma non meno importante, un finale di quelli che restano davvero impressi nel cuore e nella mente degli spettatori.

Per l’ennesima volta, il mio istinto ha valutato bene il trailer, e anche per questo film, appena esce il dvd lo compro, quanto costa costa!.