San Faustino 2020

singlitudineEcco arrivare la ricorrenza più attesa – compleanno escluso – tra Capodanno e le mie vacanze estive!

Certo, quest’anno parto in posizione svantaggiata visto che ha inizio mese mi hanno inciso una ciste e sono ancora in convalescenza a casa, ma cazzo, non ho intenzione di ridurmi alla versione gay di Bridget Jones che canta “all by myself” seduto sul letto, circondato da bottiglie di vino!

Finalmente ecco il giorno in cui noi single – nella ragione – ci pigliamo la ribalta, mentre le coppiette che ieri si sono abbuffate di amore e cioccolato oggi ripigliano fiato, noi ribadiamo la nostra esistenza alla faccia di:

  • delle coppiette smelensi ed esibizioniste che non esitano un secondo a baciarsi lavandosi le tonsille a vicenda davanti a tutti!
  • degli/delle ex che ci hanno mollato non hanno ancora capito cosa hanno perso, e che perbacco, non avranno mai più, ma manco se tornano in ginocchio sui ceci a romperci i coglioni!
  • degli/delle ex che abbiamo mollato perché alla fine non ne potevamo più delle loro fisse/gelosie/manie/comportamenti malati, e che abbiamo giustamente mandato dove meritavano, e cioè a fare… …un viaggio ovunque lontano lontano da noi!
  • degli strateghi del marketing che ignorano la nostra esistenza, perché diciamolo, oggi c’è un’impennata nella vendita generale di birre ed altri allegri alcolici, grazie a noi!

Questa ricorrenza ha un effetto che definisco “BIRRAscoso” ha dunque vari effetti a seconda dell’età e dello stato d’animo di chi la celebra. (Come una sbronza da birra!)
Partendo quindi dal 2006 – anno in cui ho cominciato a celebrare questa sacra ricorrenza, ecco i vari stati d’animo:

  • dal 2006 al 2009 – birrascosamente allegra e frizzante, ballando e cantando tutta la sera;
  • 2010 e 2011 – birrascosamente allegro e frizzante, ballando e cantando in casa tutta la sera;
  • 2012 – birrascosamente moderato e pieno di sedativi, a casa dopo essermi esibito in  “Culiday on ice“! (Sostanzialmente sono scivolato fantozzianamente su una lastra di ghiaccio e ho passato tutto il pomeriggio in pronto soccorso con un dolore indicibile.)
  • 2013 e 2014 – birrascosamente al bar vicino casa con una piccola compagnia;
  • 2015 e 2016 – birrascosamente a casa a far le pulizie cantando;
  • 2017 – birrascosamente prendendo atto che ormai con l’amore ho chiuso, e rassegnandomi al fatto che non sono più capace di innamorarmi.
  • 2018 – birrascosamente al pub che frequentavo nel quartiere dove abitavo;
  • 2019 – birrascosamente sottotono, distrutto dal lavoro (avevo il turno di chiusura), sul balcone della mia nuova casa, col bicchiere in mano. (Ne ho tratto un piccolo racconto che non ha interessato nessuno.)

sala d'attesaQuest’anno, il mio birrascoso San Faustino è cominciato nel poliambulatorio dell’ospedale, dove – dopo un’attesa di venti minuti in una sala d’attesa vuota – sono stato medicato dalle due infermiere che ascoltavano tutto il repertorio di Tiziano Ferro.
Anche stavolta, niente infermiere bonazzo!

Tornando a casa con l’autobus, mi sono fermato al forno a prendere un po’ di pane e poi della carne trita, arrivato a casa ho fatto un risotto con carne trita – sfumata nel vino bianco – patate – le ultime due rimaste senza germogli, troppo poche per farne un piatto fritte – e carote. Il risotto è venuto bene, nonostante abbia improvvisato, ma esagerando col vino, mi sono poi abbioccato pesantemente fino alle 19.
E dopo mi sono messo al pc a scrivere queste poche righe, ascoltando vecchia musica su Youtube, ripensando alle cose belle degli anni passati e inevitabilmente ad alcuni miei ex, alcuni con rancore (troppi) e qualcuno con molta nostalgia (l’unico che mi ha amato e che non c’è più da ormai 15 anni).


Per stasera la birra è finita e domani si riprende con la solita vita, o quasi. Sono ancora convalescente e i miei movimenti sono limitati, ma ho già in mente cosa fare per recuperare la giornata di oggi: userò la restante carne trita per fare un bel ragù con cipolla rossa e carote, e se per primo non so ancora se fare tagliatelle o mafalde, per secondo, quasi sicuramente farò polpette in umido. A fine pranzo, un po’ di dolce comprato stamani al forno: crostata con crema pasticcera.
Chef svedese, non ti temo!

 

“Burn-out” ossia “Esaurimento nervoso sull’orlo delle figure di merda”!

Sette anni fa, dopo aver chiuso (molto male) la mia ultima relazione, avevo deciso di impegnare le mie ferie estive facendo una settimana di vacanza all’estero per cambiare aria, rilassarmi, vedere posti nuovi, e devo dire che funzionava abbastanza bene come rimedio contro lo stress. Ma questo rimedio annuale si è interrotto l’anno scorso, quando a seguito dell’ennesimo lutto familiare, sono sceso in calabria saudita dai miei genitori e oltre alla frustrazione di non essere riuscito a fare coming out in famiglia, sono tornato a casa con tanti di quei nervi che ancor bruciano.
Quest’anno, tra matrimoni e imprevisti, ho comprato casa e quindi tutte le mie finanze sono state impegnate in questa operazione. e le ferie estive le ho passate tra i pochi lavori da fare ed il trasloco, tutto fatto al photofinish.

E già a settembre, mentre cominciavo a godermi casa nuova, la mia pressione saliva letteralmente, il ché comporta:

  • l’inutilità della lacipina presa appena sveglio,
  • nervosismo,
  • mal di testa,
  • sangue dal naso per la gioia di vampiri e appassionati di film horror,
  • divinità dell’Olimpo sballottati qua e la tra una mia bestemmia e l’altra,
  • concentrazione scarsa,
  • scarsa memoria e relative scadenze puntualmente mandate a farsi un giro fra gli dei dell’Olimpo bestemmiati per l’occasione,
  • sfuriate,
  • svampate (si, sono in calore, e con la pressione alta rischio l’autocombustione)!

E dopo settimane di lavoro con puntuali imprevisti, son venute fuori svariate figure di merda, ottime per divertire gli amici con qualche gustoso aneddoto, tipo:

Mentre stavo fischiettando, mi scappa un pezzo di ritornello che recita testualmente “alle Hawai, prima lo prendi e poi lo dai” ed una vecchietta tenera, innocua, ed all’apparenza ingenua mi chiede pronta che cosa sia che alle Hawai prima si prende e poi si da. Pronto le rispondo “il collanone di fiori!” e alla risposta pronta, l’anziana signora mi guarda fisso negli occhi e con uno sguardo tenero e malizioso al tempo stesso mi chiede se ci deve credere. Le ho risposto che se mi crede, mi toglie un bell’imbarazzo!
Il brano in questione era “Tropicanal” e se non sapete di che brano stia parlando, vi posto anche il video! Sappiate solo che si tratta di un brano di quel genere musicale definito “porno-groove”… …ci sono tanti di quei doppi sensi e ambiguità (più o meno) nascoste che appunto, per rilassare i nervi, non potevo fare a meno di fischiettare… beh, ascoltate e giudicate voi…

…o in alternativa, al lavoro…

burnout_2…una vera perla di pirla non da poco, visti i miei standard… …anzi, a pensarci bene, questa forse è l’unica che si possa narrare davanti a delle suore! Visto anche che sul podio, ma non al primo posto, c’ho la risposta errata data alla testimone di Geova che cercava di rifilarmi l’ennesimo opuscolo-invito, ma d’altronde, se l’è cercata: cercava di prendere l’opuscolo dalla borsa, dicendomi “posso metterti qualcosa in tasca?” ed io, tra nervosismo e stanchezza ho risposto “se è un profilattico lasci perdere che ne ho la casa piena!!”
boringcoolhalibut-size_restrictedDall’aldilà, le buonanime di Dorothy Zbornak (Bea Arthur)  e di Blanche Deveraux (Rue Mc Clanahan) se la staranno ancora ridendo di grossa! Nell’aldiquà invece, la poveretta si starà ancora facendo il segno della croce… …se si è scongelata dopo aver sentito la mia risposta! Quando ho realizzato io invece sono diventato paonazzo. Questa figura di merda rimarrà negli annali sia miei che in quelli dei testimoni di Geova respinti! Inoltre la poveretta che ne poteva sapere che io stavo mirando l’operaio bonazzo a due metri e mezzo da noi e che sicuramente non avrò mai fra le mie arrapate grinfie!!!

Ma in questo periodo di nervi  fior di pelle e figure di merda pronte a venire a galla, oggi, oltre a sopportare certi clienti fastidiosi (come quella che viene a fare la sceneggiata perché il cane non può entrare in negozio, o quello che chiede tutto quello che non vede  ma proprio tutto, e non contento lo chiede tre volte) recitando una calma degna di un Oscar, per i nervi mi sono messo a cantare, ma ero già innervosito quando ancora il negozio era chiuso… … …ovviamente non ho cantato in maniera teatrale, ma diciamo che il testo del brano… …beh… …il capo mi ha accordato una settimana di riposo, e anche se non andrò all’estero quest’anno, spero di riuscire davvero a riposare abbastanza per non cantare più al lavoro… …discodildo!

Si. Ho cantato proprio questa!!
Ho bisogno di riposo!