San Faustino …ovvero, perché non festeggerò mai San Valentino!

cupido-mortoFra 10 giorni, compirò 34 anni.
Non sono più un ragazzino.

Da ragazzino, immaginavo di festeggiare questa ricorrenza portando delle rose rosse “alla fidanzatina”.
Qualche anno più tardi, invece, immaginavo di festeggiare portando il mio ragazzo a cena fuori, in un ristorante di classe.
Speravo di poter festeggiare quel fottuto 14 febbraio, portando dei cioccolatini all’unico che riusciva a sopportarmi.

Adesso, a 10 giorni da mio 34° compleanno… alla vista di tutti questi cioccolatini a forma di cuore, orsetti smelensi, pupazzi con gli occhioni teneroni, cuscini a forma di cuore con messaggi sopra, mushmellows a forma di cuore con lo stecco da lecca-lecca, e altre chincaglierie simili… …mi ricordo amaramente di essermi arreso!

Se dovessi raccontarne i motivi, farei meglio a mettere della musica di sottofondo…

…dopo tanti anni non ricordo cosa si faceva (se si faceva qualcosa) a scuola per San Valentino, ma (anche se magari le scuole se ne fregavano) c’erano sempre dei parenti che si ricordavano di fare domande se avevo “la fidanzatina”… …a 10 anni!
In quegli anni, e fino al 1999, credevo di essere simile a mio padre, nel senso che se mia mamma preparava una grossa colazione, lui sapeva che c’era una qualche ricorrenza in cui lui doveva preparare qualcosa… e generalmente – qualunque ricorrenza fosse – se lo ricordava per l’ora di pranzo! (Forse a riprova del detto per cui la strada per il cuore di un uomo, passa dal suo stomaco!)
Nonostante il lieve alzheimer, la pensione, e gli acciacchi, a distanza di tanti anni è ancora così: mia mamma prepara la colazione, mio padre legge il giornale e commenta da solo le notizie, poi quando si ricorda, si alza, dice che va a comprare il giornale (si, dice proprio così!) ed esce per comprare i fiori. (Niente dolci, sono entrambi diabetici!) Ieri, ha avuto la premura di organizzare una cena fuori. (E di avvisare suo nipote/mio cugino, per ricordargli la cena fuori altrimenti si sarebbe scordato!)

Allora non mi preoccupavo quindi se non provavo niente per nessuna della compagne di scuola. Anzi, a parte un paio, mi stavano quasi tutte antipatiche. E soprattutto, erano senza tette. (Si, all’epoca, per convenzione ma non per convinzione, ci badavo a queste cose!)

Nel 2000, a 17 anni, l’illuminazione: sono gay, niente ragazze, solo UN RAGAZZO!
E anche se questa rivelazione non mi ha provocato chissà quale shock (o cretinerie del tipo “se siamo due ragazzi, chi deve regalare i cioccolatini, e a chi?”), per un motivo o per un altro, purtroppo non abbiamo mai avuto modo di “festeggiare canonicamente” la ricorrenza del 14 febbraio. (Ed era irritante già allora, con tutte le pubblicità martellanti, figuriamoci adesso!)

Nel 2005, la tragedia. Mentre i miei coetanei spensierati si affacciavano al mondo, un tumore portava via il mio amore. Ma di questo ho già scritto. Anche troppo. E non voglio più pensarci. Ma voglio solo riportare questo: che chi dice che il tempo cura tutte le ferite, afferma qualcosa di inesatto, il tempo non cura una beata cippa, attenua solamente il dolore che non andrà mai via.
Passano gli anni, e ho vissuto altre storie e relazioni, buttandomi come se non avessi mai avuto un passato, e senza pensare troppo al domani, ma tutte storie in cui non ero affatto ricambiato per davvero.

Ho dato tanto, di me. Dire “perle ai porci” è un eufemismo.
Ma se anche la penultima volta mi aveva lasciato il cuore a pezzi, l’anno dopo mi sono innamorato di R., un ragazzo tenero e delicato che poi si è rivelato essere anche… …un puttanone mentecatto! Anche codardo: quando si prese la “pausa di riflessione” non ha manco avuto il coraggio di dirmelo in faccia, il vigliacco, no! Mi dette l’annuncio con un sms! UN SMS!! 140 caratteri per dire che con me non stava bene!

Un mese di riflessioni dopo, torna da me, ed io – stupido! – lo ri-accolsi a braccia aperte!
Un altro mese, ed ecco che mi manda un altro sms. Prendendosi un’altra pausa di riflessione, scrivendo espressamente che avrei potuto mandarlo a farsi fottere, se questa sua (ennesima) pausa di riflessione, non mi stava bene.
Cercavo di non pensarlo, cercavo di dimenticarlo. Ero rimasto scottato di nuovo, ferito. Con tutto questo carico emotivo addosso, mi buttai a fare la mia prima vacanza all’estero.
Ed ecco che ad Amsterdam si rifece vivo – sempre con sms – che quasi ero tentato di buttare il cellulare in un qualche canale della capitale olandese!
Fui inflessibile, lo lasciavo io. Meglio solo che col cuore infranto di nuovo.
E dovevo mostrarmi granitico.
E fu quel che feci.

Il bello venne a settembre, quando ci beccammo casualmente in chat e ci scambiammo dei messaggi in cui ognuno difendeva la propria posizione: lui con il “volevo tornare con te” ed io con il “fottiti!“… l’apice fu quando gli rinfacciai il testo dei suoi sms in cui prendeva la pausa di riflessione.
Non solo negava all’evidenza ribadendo che lui non stava bene fisicamente – e qui risparmio i dettagli – ma mi accusava di averlo mollato quando era in difficoltà.
Questo fu il colmo.
Per la prima – ed ultima volta – ho fatto il paragone! Non l’avevo mai fatto prima. Ma mi ha trascinato in basso, e ho paragonato quel nostro rapporto ormai finito col primo che ho avuto ed invece di rispondergli a tono, ho staccato il computer.
Vi assicuro che se ce l’avessi avuto fra le mani, lo avrei gonfiato come una zampogna!!!

A quel punto – inconsciamente – decisi di non volerne più sapere.

Continuai la mia vita ma quei pochi appuntamenti e flirt che ho avuto dopo erano diversi.
Giochi da una sera/notte e via. E ne ero consapevole, come ero consapevole che mi si è rotto qualcosa. (E non intendo il c… beh, avete capito!)(O almeno, non solo quello!) Ma solo ultimamente mi sto rendendo conto della portata dei danni.

Ad oggi sono passati quasi sei anni. In cui non sono più riuscito ad innamorarmi di nessuno. E per paradosso, io che non volevo assomigliare a mio padre, quanto ad incapacità di esprimere i sentimenti, sono diventato addirittura peggio di lui!
Non riesco a crederci quando qualcuno mostra interesse nei miei confronti.
Aspetto sempre il momento in cui arriva la mazzata. E puntualmente arriva!
Sempre e nel momento più inaspettato!
Un esempio?
Sono iscritto a 4… no, 3 piattaforme/chat gay (planetromeo, meetic, bearwww)… attiro l’attenzione solo di maniaci sessuali, repressi, vecchi, e serial killer!
Mi sono così arrabbiato all’ultimo appuntamento che raramente raggiungo un tale livello di incazzatura nonostante mi arrabbio parecchio: ci concordiamo per fare semplicemente sesso dopo cena, ceniamo e durante le chiacchiere tra una portata e l’altra vengono fuori cose profonde e punti comuni, che quasi mi stavo per ricredere sul finale della serata, e quando poi arriviamo a casa sua, mi spoglia come nessuno ha fatto da dieci anni a questa parte e sul più bello… non voleva fare sesso convenzionale ma del fisting, perché altrimenti avrebbe tradito il compagno!200_s

È stato il colmo!
Gli risposi che lui aveva già tradito il compagno, e lo ha fatto nel momento in cui concordava di fare sesso con me, su quella fottuta chat dalla quale mi sono cancellato il giorno dopo. Mi sono rivestito coprendolo di insulti e ho borbottato per tre chilometri tornando a casa a piedi, di notte fonda per le strade di Reggio Emilia. Non riuscii a dormire quella notte per quanto ero incazzato.

 

Sono passati alcuni mesi da questo scomodo evento e mi sono reso conto che è difficile avere un appuntamento con me. Non ci riesco.
È una cosa più forte di me. Ho avuto tante di quelle batoste che non faccio altro che affrontare la vita evitandole. O almeno provando a evitarle.
Può sembrare un ossimoro ma vi assicuro che non lo è. E se il mio ultimo ex mi diffama sulle chat di internet dicendo falsità su di me, e altri si chiedono se la mia cintura sia lunga come l’equatore o se c’ho un supermercato dentro il mio frigorifero, ed altri ancora fanno battute dicendo che ho un cuore di pietra, rispondo dicendo che:

  1. il puttanone mentecatto non sa cosa inventarsi, se gli dai credito è ovvio che tu, ciccio, con me, non ci bevi neanche un caffè;
  2. purtroppo sono uno che gli si guasta facilmente l’appetito, di conseguenza rimango inappetente per un bel po’ fino a quando lo stomaco non comincia a protestare, e se c’ho i nervi, non mangio… sbrano! Se sto incazzato in un ristorante, sono l’incubo dei camerieri… rischiano l’amputazione di una mano… a morsi;
  3. quanto al cuore di pietra, non so che pietra preziosa possa essere, so solo che è incrinata. E di brutto.

In queste tre risposte c’ho messo un bel po’ di ironia. Spesso ripeto che essa è la mia medicina per non tirare le cuoia del tutto, ma se devo dare una risposta seria, beh…  sono in pochi a conoscermi del tutto ed è colpa mia. Mi apro molto con gli amici – all’amicizia ci credo ancora e molto – ma è come aprire una porta con una catenella… se vuoi entrare, io ti lascio sulla soglia, ti permetto di sbirciare dentro, ma non ti permetto di entrare perché poi farai qualcosa – volente o nolente – che non sarà riparabile. Ti permetto di prendere un caffè con me nel soggiorno, e se succede, sei davvero fortunato/a, ma altre stanze della mia casa/anima, non te le mostro.

307248_10151137424971503_2108125965_nIl puttanone mentecatto, R., ha fatto un ottimo lavoro diffamandomi… infatti è capitato di incontrare persone abbastanza piacevoli a cui ho sentito poi dire che effettivamente “non sono quella brutta persona che R. ha descritto” e a quel punto, la situazione “non è più piacevole”. Perché se mi vien detto questo significa che si è dato credito ad un deficiente, senza conoscermi. Ma anche se viene riconosciuto che non sono una poi così cattiva persona, quel pregiudizio avuto su di me grazie alle balle di R., io non riuscirò a cancellarlo. E questo non va affatto bene.
Sono ingrassato di circa 40 kg da quando ho smesso di fumare. Fumando mi sfogavo, mi calmavo, ma – non ne abbiano a male quelli che sono “anti-fumatori” – sarebbe stato meglio non smettere: i polmoni si trapiantano, la ciccia no. Mangio poco, ma molto male. Mangio frutta, e verdura, e carni, nei momenti sbagliati. Non riesco a rinunciare alle bibite frizzanti e a quelle alcoliche, seppur mi controllo parecchio. Ma non riesco a trovare una tecnica di sfogo davvero efficace, tra il lavoro che faccio (la mia misantropia nel weekend è indiscutibilmente insopportabile!) e le soddisfazioni che vengono spesso inesorabilmente a mancare.

Quanto al cuore, beh, che sia una pietra preziosa o un meccanismo complesso, ormai non funziona più. Ormai mi serve solo per pompare il sangue e fino a quando riesce ancora a farlo, mi va bene così.

Vorrei tanto, davvero, potermi innamorare di nuovo.
Sentire l’emozione di avere qualcuno accanto che mi stringe la mano mentre dormiamo la notte nello stesso letto, con cui pianificare una bella vacanza per entrambi, con cui decidere quale formato di pasta cucinare domenica per pranzo. Piccole banalità, forse, ma il vuoto che spesso sento, è composto anche dall’assenza di quest’ultime. Ed è un vuoto davvero enorme.
Per il resto io sono fatto male: sono un uomo da un uomo solo. Io. E me stesso.

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